Il discorso alle Camere

Milei propone patto per la rifondazione del paese. E avverte: "Avanti anche senza sostegno politico"

"Ho ricevuto in eredità un paese in crisi con un deficit del 15% del Pil e le riserve della Banca Centrale in rosso per 11 miliardi di dollari" ha attaccato il Presidente argentino

Milei propone patto per la rifondazione del paese. E avverte: "Avanti anche senza sostegno politico"
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Javier Milei

“Siamo determinati a portare avanti le riforme con o senza il sostegno politico”. Così il presidente ultra-liberista argentino, Javier Milei parlando alle camere riunite per l'inaugurazione dell'anno legislativo. Poi rivolto ai parlamentari ha detto senza alcun timore: "Se cercate il conflitto, avrete il conflitto". Le dure parole sono seguite alla bocciatura - avvenuta nelle scorse settimane - da parte dell'Aula del suo maxi-piano di riforme. "Non ho molte speranze - ha sottolineato - ma vi darò una nuova opportunità". Ed è a questo punto che ha lanciato la proposta di un nuovo "patto politico" per la rifondazione del Paese.

Patto da celebrare simbolicamente il prossimo 25 di maggio in occasione della giornata della Patria, e che prevede come condizione proprio l'approvazione del suo piano di riforme in materia economica che è stato affossato e che rappresentava il corpus principale del programma di governo del leader ultraliberista.

"Ho ordinato al capo di Gabinetto di convocare i governatori di tutte le province alla Casa Rosada per firmare un pre-accordo per l'approvazione della legge omnibus e del pacchetto fiscale", ha detto Milei. Il nuovo patto proposto dal presidente argentino prevede dieci punti: oltre al primo che afferma "l'inviolabilità della proprietà privata", figurano il principio dell'equilibrio fiscale e una riduzione della spesa pubblica nell'ordine del 25%.

Milei - lanciando il patto per la rifondazione del paese - ha ricordato di aver ricevuto in eredità un paese in crisi con un deficit del 15% del Pil  e le riserve della Banca Centrale in rosso per 11 miliardi di dollari. Secondo un audit sull'amministrazione condotto dal governo, è emerso un debito di 3 miliardi di dollari dello stato in servizi non pagati dell'amministrazione pubblica. “E' il momento più critico della storia dell'Argentina - ha attaccato - Gli ultimi 20 anni sono stati un'orgia di spesa pubblica”. 

Il Presidente argentino quindi ha puntato il dito contro la corruzione che impera nel paese, spiegando come lo stato sia “un'organizzazione criminale disegnata in modo che per ogni norma è prevista una mazzetta per il politico di turno. Questo sistema putrefatto era esteso a tutti i poteri: da quello esecutivo a quello legislativo e a quello giudiziario. E a tutti i livelli: da quello nazionale a quelli provinciale e municipale. Un sistema in bancarotta morale che produce solo poveri". 

Milei infine ha annunciato la chiusura dell'agenzia di stampa nazionale argentina, Telam. "Chiuderemo l'agenzia Telam, che è stata utilizzata negli ultimi decenni come agenzia di propaganda kirchnerista", ha affermato.

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Javier Milei