L'iniziativa Rai: le cifre della parità, i risultati del monitoraggio

"No Women No Panel", la presidente Marinella Soldi: "La diversità è una ricchezza"

Antonio Tintori, presidente CUG-CNR: "L'asimmetria di genere esiste ancora, gli enti di ricerca possono dare un esempio da questo punto di vista". Su 2203 eventi monitorati, il 38% sono bilanciati

L'asimmetria di genere esiste ancora, ma ci sono progressi. Se si monitorano gli impatti delle politiche di genere sul mondo universitario si trovano ancora una segregazione orizzontale e verticale. Da qui, l'importanza della diversità, come un valore da coltivare e perseguire per un beneficio di tutti. 

Sono questi alcuni dei punti emersi alla presentazione dei primi dati della campagna "No Women NO Panel - Senza donne non se ne parla",  la campagna europea introdotta in Italia dalla Rai per promuovere spazio e ruolo per le donne anche nel dibattito pubblico.

Il protocollo ha l'obiettivo di valorizzare competenze, esperienze e talenti femminili per una più compiuta attuazione dei principi di democrazia paritaria e pluralismo, garantendo l’adeguata rappresentanza delle donne in convegni, dibattiti pubblici e talk show.

"Gli enti di ricerca possono dare un esempio da questo punto di vista", ha detto Antonio Tintori, presidente CUG-CNR, che ha poi spiegato come il Cnr abbia "deciso di monitorare una serie di eventi, conferenze, seminari, panel e tavole rotonde. Il Cnr ha registrato 597 eventi a livello nazionale, di cui il 73,9% sono stati realizzati dal CNR e il 26,1% da altre organizzazioni. Hanno partecipato, nell'arco di tempo 2022-2023, il 49,9% di moderatori femmine, il 50,1% di moderatori maschi; le esperte femmine sono state il 48,5%, i maschi il 51,5%. Infine, le referenti femmine sono state il 50,8%, mentre i referenti maschi il 49,2%. Siamo quasi giunti alla parità. I rapporti di partecipazione hanno visto il 33,9% di eventi che riguardano più uomini o prevalentemente uomini; il 24%, invece, riguarda eventi a prevalenza o totalità femminile. Il 42% degli eventi ha raggiunto l'equilibrio di genere". 

"Su un campione di 2203 eventi monitorati, il 50,3% di eventi riguardano le Università di Ricerca, mentre il 49,5% Enti Locali e Regioni; la partecipazione complessiva ai panel nei ruoli di Referente, esperti, moderatori e ospiti hanno visto una partecipazione bilanciata nel 38% degli eventi; dopodiché ci sono stati il 21% di eventi a prevalenza maschile, il 10% a prevalenza femminile. Il 15% degli eventi hanno riguardato solo uomini, mentre il 10% ha avuto una presenza in toto femminile". Così Cristiana Crescimbene e Lucio Pisacane, CNR-IRPPS.

"Tre panel su dieci sono bilanciati - hanno aggiunto i ricercatori - con almeno un esperto e una esperta; ci sono solo esperti nel 25% dei casi e solo esperte nel 20% dei casi. Abbiamo notato che, quando gli esperti ed esperte invitate sono maggiori di due, si osservano panel più bilanciati. La presenza equilibrata tra esperti ed esperte è più alta negli eventi che trattano di Ambiente (39,3%) e Società/attualità (34%). Evidenze positive anche nel campo delle Scienze dove il 30,5% degli eventi ha una presenza bilanciata di esperti/e. Economia e Politica rimangono ancora argomenti a prevalenza maschile con più del 60% degli eventi organizzati con soli uomini. Al contrario, Cultura/Educazione e Società/attualità sono gli ambiti con una prevalenza femminile più alta".

Presente la presidente della Rai Marinella Soldi: "Abbiamo una grande responsabilità nel diffondere messaggi - ha detto - oggi è un momento importante perché otteniamo consapevolezza di dove siamo e facciamo 'amicizia' con i dati, per poi capire dove migliorare, sia per quanto riguarda gli ostacoli più visibili, sia quelli invisibili o impercettibili"

Centrale nel dibattito la diversità: “La ricerca ha bisogno di diversità, da tutti i punti di vista, culturali non solo di genere”, ha detto Maria Chiara Carrozza presidente del Cnr.

Durante la presentazione è arrivato anche il videomessaggio di Helena Dalli, commissaria Ue: "La scorsa settimana - ha detto - abbiamo ricordato la Giornata internazionale dei diritti delle donne, occasione per fare il punto su progressi compiuti e lacune su cui lavorare. Assicurare pari opportunità è fondamentale per costruire una società e un'economia più resilienti e prospere. La Commissione europea ha promosso iniziative per maggiore inclusione e per premiare il merito e le competenze delle donne. Sicuramente, una delle sfide è la mancanza di parità tra uomini e donne negli eventi pubblici, ma è incoraggiante che la campagna abbia avuto seguito e sostegno. Noto con piacere che in tanti a livello nazionali e locale si sono impegnati per garantire una presenza equilibrata nel dibattito pubblico, cosa che ci permette di arricchirlo grazie a diverse prospettive, con una rappresentazione della nostra società nella sua totalità. I risultati di oggi sono cruciali per continuare a lavorare insieme e rafforzare l'impegno comune per la parità di genere". "Le prossime elezioni europee sono occasione per esprimere e manifestare le proprie opinioni e avere i propri spazi", ha concluso Dalli.

 

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