Stati Uniti

Il lunedì nero di Trump, scadono le garanzie da 454 mln di dollari

Se "The Donald" non riesce a trovare i soldi rischia il blocco dei conti correnti e il sequestro di beni - c'è chi ipotizza la villa di Mar-A-Lago o la Trump Tower. In attesa anche dell'appello per una riduzione delle somme

Il lunedì nero di Trump, scadono le garanzie da 454 mln di dollari
Ap
Donald Trump

L'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump deve affrontare oggi due scadenze cruciali davanti alla giustizia di New York: due appuntamenti fatali che potrebbero offuscare la sua immagine di candidato alla rielezione a novembre. 

La prima scadenza per Trump, imputato in quattro cause penali e già condannato a multe molto pesanti in due processi civili, è fissata alle 13,30 davanti al giudice del Tribunale penale di Manhattan per la fissazione di una nuova data per il processo sui pagamenti a un'ex attrice di film porno, Stormy Daniels. 

Sempre oggi, davanti alla stessa giustizia dello Stato di New York, l'ex presidente dovrà fornire la garanzia che pagherà quasi mezzo miliardo di dollari di multe a cui è stato condannato nel procedimento civile, insieme ai suoi figli Eric e Don Jr., per frodi finanziarie relative al loro impero immobiliare, la Trump Organization, negli anni 2010. Se il magnate americano non pagherà una cauzione che copra almeno 454 milioni di dollari di multe più gli interessi, "la sua immagine cambierà radicalmente agli occhi di molte persone perché è sempre apparso come un miliardario di successo", osserva con l'Afp Andrew Weissmann, ex procuratore federale e autore di un libro sulle accuse all'ex presidente. 

È dunque un lunedì nero quello che aspetta Donald Trump - stretto tra l'incudine del giudice Juan M. Merchan che di recente ha rinviato l'inizio del procedimento al 15 aprile, e il martello della procuratrice di New York Letitia James che ha già avviato le complicate operazioni per espropriare palazzi, automobili, aerei ed elicotteri del tycoon. Da giorni gli avvocati dell'ex presidente stanno correndo contro il tempo per trovare una compagnia d'assicurazioni disposta a fare da garante per quel mezzo miliardo di dollari: anche se Trump è riuscito a quotare in borsa il suo social media Truth per un valore di 5 miliardi di dollari - di cui 3,5 nelle sue tasche ma non prima di sei mesi - al momento la situazione non sembra essersi sbloccata. 

Il procuratore generale di New York Letitia James (ApPhoto)
Il procuratore generale di New York Letitia James

Quello che preoccupa di più l'entourage del tycoon è il congelamento dei conti bancari, più semplice da attuare rispetto al sequestro dei beni materiali, per il quale basta semplicemente che lo sceriffo di New York si rechi nella filiale nella quale 'The Donald' conserva i suoi denari con l'ordine del tribunale da presentare al direttore. 

Quali sono a questo punto le vie d'uscita di Trump? Qualche giorno fa su Truth l'ex presidente si è vantato di avere 500 milioni in contanti e di volerli usare per la sua campagna elettorale. 

Ingresso della Trump Tower a New York Reuters
Ingresso della Trump Tower a New York

Due dichiarazioni smentite dal New York Times secondo cui Trump non avrebbe più di  300 milioni in contanti e non versa soldi suoi in una campagna dal 2016. Le speranze del tycoon sono appese inoltre alla corte d'appello alla quale si è rivolto perché gli conceda più tempo o gli riduca la sanzione, o che dopo la quotazione del social media si trovi una società disposta a fargli da garante. 

Resta l'opzione bancarotta - suggerita dai suoi avvocati: dichiarando "fallimento", come ha fatto ad esempio il suo ex sodale Rudy Giuliani, la sentenza sarebbe automaticamente annullata. Ma il tycoon ha sempre respinto questa ipotesi. Nel frattempo, continua ad attaccare la procuratrice James accusandola di "perseguitarlo" invece di occuparsi dei "veri criminali".