Le testimonianze della mamma di Giulia e di Alessandro

Omicidio Tramontano, l'ex amante di Impagnatiello piange in aula: "Volevo aiutare Giulia"

Il falso Dna, le bugie: la ragazza inglese in lacrime racconta gli "inganni" del reo confesso. "Non sapendo come gestire la situazione volevo aiutare Giulia, darle qualcosa di concreto e farle capire cosa stava succedendo". Gli audio in aula

Omicidio Tramontano, l'ex amante di Impagnatiello piange in aula: "Volevo aiutare Giulia"
Ansa/Facebook
Giulia Tramontano uccisa dal fidanzato Alessandro Impagnatiello

"Non sapendo come gestire la situazione volevo aiutare Giulia, darle qualcosa di concreto e farle capire cosa stava succedendo". L'alleanza tra due donne, Giulia e l'ex amante di Alessandro Impagnatiello, gli scambi tra le due e il tentativo - così nel racconto in aula - della 23enne italo-inglese con cui Impagnatiello aveva una relazione parallela, testimoniando, protetta da un paravento, nel processo all'ex barman imputato per aver ucciso con 37 coltellate la fidanzata Giulia Tramontano, incinta al settimo mese, il 27 maggio scorso a Senago, in provincia di Milano. 

La ragazza - in lacrime - ha parlato più volte degli "inganni" di Impagnatiello e ha pianto a tratti durante la deposizione. L'imputato invece è "in gabbia" con la testa abbassata. 

Nel corso della testimonianza della ragazza l'aggiunto di Milano, Letizia Mannella, e il pm, Alessia Menegazzo, hanno letto e mostrato alcune chat dei dialoghi tra la 23enne e Giulia, hanno fatto ascoltare audio vocali che le due si sono scambiati e proiettato un video che riprendeva Impagnatiello e la ragazza italo-inglese. 

Nei passaggi più delicati la testimone ha chiesto di poter uscire dall'aula e, poi, nella seconda parte della deposizione, però, ha acconsentito a che venisse tolto il paravento messo a sua protezione

Giulia Tramontano Ansa/Facebook
Giulia Tramontano

La versione dell'ex amante
"Fin dall'inizio ha detto che non era il padre del bambino e che aveva fatto il test del Dna. Gli avevo chiesto di farmelo vedere per confermare se diceva la verità. Quando ho visto il test, ci ho creduto". Lo ha raccontato la ragazza con cui Impagnatiello aveva una relazione parallela, sentita come testimone in aula. 

L'arresto di Alessandro Impagnatiello, fidanzato di Giulia Tramontano ANSA
L'arresto di Alessandro Impagnatiello, fidanzato di Giulia Tramontano

Le presunte "bugie" di Impagnatiello
"Lui aveva detto che lei era da sola e non stava bene, che aveva provato a farsi del male e perciò lui era preoccupato", ha aggiunto la 23enne davanti alla Corte d'Assise di Milano, arrivando poi a raccontare di come ha scoperto che il test era falso. "Quando sono andata in viaggio a maggio, lui mi ha prestato il suo tablet e lì ho trovato il file del test del Dna. Ho visto la cronologia delle sue ricerche e ho trovato le immagini per creare il documento. Ho visto anche nelle mail il file Excel per fare il documento". 

Omicidio Giulia Tramontano: fiori dove è stato trovato il corpo ANSA
Omicidio Giulia Tramontano: fiori dove è stato trovato il corpo

Il falso test del DNA per ingannare
Da lì la decisione della ragazza di non dire niente per raccogliere "altre prove" così da non consentirgli di continuare a mentire. "Avendo già mentito la prima volta, non volevo che creasse un'altra storia per coprirsi. Ho aspettato di vedere come agire".    

Quando il pm Alessia Menegazzo - racconta il cronista dell'ANSA - le ha poi chiesto della gravidanza avuta con Impagnatiello e della successiva decisione di abortire, la ragazza si è commossa e ha avuto bisogno di qualche secondo prima di rispondere. "Ho deciso io di abortire, perché non stavo bene, e io per questo, comunque, ci soffro ancora" ha detto con il volto rigato dalle lacrime. La ragazza è un'ex collega di Impagnatiello ed è una delle ultime persone ad avere visto Giulia il giorno dell'omicidio, lo scorso 27 maggio, per un incontro in cui le due si confrontarono sulle loro relazioni con il barman.  

In aula il video dove diceva "Voglio fidanzarmi con l'altra"
"A settembre mi auguro di essere ufficialmente fidanzato con lei". Così parlava Alessandro impagnatiello in un video del 20 maggio 2023, sette giorni prima di uccidere la fidanzata Giulia Tramontano, girato dal cellulare assieme alla ragazza di 23 anni con cui intratteneva una relazione parallela. 

I due erano a cena fuori in un noto locale di Milano in zona Piazza Baiamonti per il compleanno della giovane italo-inglese e lui, davanti a un bicchiere di vino bianco e in abiti eleganti, "ha detto che voleva solo stare con me ed ero la donna della sua vita", ha testimoniato la ragazza alla Corte d'assise di Milano dove si sta celebrando il processo per omicidio volontario pluri aggravato. 

Il 27 maggio, esattamente una settimana dopo, Impagnatiello ucciderà la compagna incinta al settimo mese di gravidanza con 37 coltellate e cercherà di disfarsi del cadavere. 

Gli audio ascoltati in aula

"Pur di venire al tuo compleanno, mi ha fatto ricevere i mobili per la cameretta del bambino da sola. C'era una libreria lì, io non riuscivo a spostarli. Mi ha detto che andava a una grigliata. Ma che pezzo di m...". Così Giulia Tramontano in un messaggio vocale, inviato il giorno in cui è stata uccisa.  "Mi sa che io e te siamo rimaste incinte più o meno gli stessi giorni", diceva l'altra ragazza a Giulia. "Quando ho scoperto che tu eri incinta, lui mi ha giurato che non era il padre".    

Alessandro Impagnatiello esce di casa dopo l'omicidio di Giulia: il fotogrammi delle telecamere RAI TGR
Alessandro Impagnatiello esce di casa dopo l'omicidio di Giulia: il fotogrammi delle telecamere

La pubblica accusa con le pm Alessia Menegazzo e Letizia Mannella ha depositato il video fornito ai carabinieri dalla 23enne come elemento per dimostrare che l'omicidio di Tramontano fosse premeditato.

Alessia Menegazzo, Maria Letizia Mannella e Iacopo Mannucci Benincasa alla conferenza stampa in Procura dopo l'arresto di Alessandro Impagnatiello ANSA
Alessia Menegazzo, Maria Letizia Mannella e Iacopo Mannucci Benincasa alla conferenza stampa in Procura dopo l'arresto di Alessandro Impagnatiello

"Diceva che Giulia era bipolare"
"Di Giulia mi diceva che era bipolare, che non stava bene, che voleva farsi del male,  mi ha detto che lei era incinta e lui non era il padre, che aveva un test del Dna, che lei voleva uccidersi e che aveva saputo anche dalla sorella di Giulia che lei voleva uccidersi".
"Io sapevo già tutto, ma volevo capire fino a che punto voleva arrivare con le sue bugie", ha aggiunto la 23enne. "Lui poi solo verso marzo, aprile mi ha anche detto che aveva un altro figlio da una precedente relazione", ha proseguito. 

La testimonianza della mamma di Giulia: “Impagnatiello disse 'voglio un figlio entro l'anno'”

"Alessandro Impagnatiello ci disse ' voglio da Giulia un figlio entro il 2022'" ma quando la ragazza è rimasta incinta era come "un'altalena" cambiando idea molto di frequente e dicendo "sono mortificato, ho paura, avevo altri progetti, volevo fare altre cose". Lo ha detto alla Corte d'assise di Milano, Loredana Femiano, la madre di Giulia, raccontando ai giudici di alcuni suoi colloqui diretti con il fidanzato e killer della figlia e di altri raccontati dalla figlia telefonicamente. Tramontano resta incinta a dicembre 2022 e avvisa la madre ma durante una "cena aziendale mi arriva una telefonata di Giulia in lacrime che dice 'ho parlato con lui, il bambino non lo vuole'. Le ho risposto 'magari si è impaurito' ma le ho assicurato che per qualunque decisione prendesse la famiglia c'era". Nel processo per omicidio volontario pluriaggravato la circostanza può influire sul movente dell'omicidio di Impagnatiello. Dal racconto della mamma di Giulia, nelle prime settimane di gennaio 2023 l'ex barman 30enne imputato cambia idea diverse volte. "Giulia mi dice che era confermato perché lui gli aveva detto di scegliere la stanzetta nuova perché quella che c'era in casa era troppo piccola per il bambino".

La mamma di Impagnatiello piange in aula: “Volevo morire io”

"Volevo morire io. Ho perso mio nipote Thiago e mio figlio Alessandro". Sabrina Paulis, mamma di Alessandro Impagnatiello, scoppia a piangere in aula, mentre testimonia nel processo a carico del figlio per l'omicidio di Giulia Tramontano, incinta al settimo mese. A queste parole, anche l'ex barman comincia a singhiozzare dalla 'gabbia' in aula nella quale è seduto.    

Ricordando l'ultimo giorno di vita della ragazza, quando era stata contattata dalla donna con cui il compagno aveva una relazione parallela, la madre del 30enne dice, tra le lacrime: "questa ragazza le mandava i messaggi di ciò che le scriveva Alessandro, le faceva vedere le foto di casa loro e i video di loro insieme. Io le dicevo: 'Giulia, basta guardare'". Quando l'avvocato della famiglia Tramontano, Giovanni Cacciapuoti, le ha domandato cosa abbia pensato delle goccioline di sangue sulle scale, lei ha risposto: "Io non ho mai pensato male di mio figlio".