Oscar 2024

Dalla busta sbagliata allo schiaffo sul palco: momenti epici ed epiche gaffe agli Oscar

La storia dei premi più ambiti del cinema è costellata di conquiste e record, ma anche di attimi indimenticabili

Dalla busta sbagliata allo schiaffo sul palco: momenti epici ed epiche gaffe agli Oscar
AP Photo/Chris Pizzello, File
Lo schiaffo di Will Smith a Chris Rock durante gli Oscar - 27 marzo 2022

La busta sbagliata del 2017, lo schiaffo di Will Smith, il record di Parasite, il nostro Roberto Benigni che saltava tra le poltrone. La storia degli Oscar è costellata di momenti epici e altrettanto epiche gaffe. Ma anche di “prime volte” e “record”. 

Come quello di John Williams, che quest'anno, con la nomination per le musiche di "Indiana Jones e il Quadrante del Destino", conferma il primato che già gli apparteneva: a 91 anni è il più anziano artista a ricevere una candidatura agli Academy. Nella sua lunga carriera ne ha ricevute 54, confermandosi come la seconda persona più candidata dopo Walt Disney (59).

 

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Un altro record è stato quello segnato da Parasite, che, nel 2020, è stato il primo film sudcoreano a ottenere una candidatura. Non solo: a oggi è l'unico lungometraggio ad aver vinto sia il premio più ambito della serata, "miglior film" sia il premio "miglior film in lingua straniera". Oltre a conquistare altre due statuette: "miglior sceneggiatura originale" e "miglior regista" a Bong Joon-ho.

Il regista sudcoreano Bong Joon-ho Ansa
Il regista sudcoreano Bong Joon-ho

Nel 2017 si è assistito a una delle più grandi gaffe della storia del cinema. A causa della consegna di una busta sbagliata, l'attore Warren Beatty ha proclamato come vincitore del premio "miglior film" il musical 'La La Land', mentre avrebbe dovuto vincere il film indipendente 'Moonlight'. L'errore fu subito corretto dal vivo, ma l'episodio è entrato nella storia degli Oscar.

Warren Beatty e la busta corretta Ansa
Warren Beatty e la busta corretta

A tenere banco nel 2022 fu il clamoroso gesto di Will Smith: colpì al volto con un sonoro schiaffone il comico Chris Rock colpevole di aver fatto una battuta infelice su sua moglie Jada Pinkett Smith.

Poco dopo fu premiato come "miglior attore protagonista" per il film 'King Richard', salì sul palco e in lacrime si scusò con i colleghi e l'Academy. Non lo vedremo a nessun evento dell'Academy, che lo ha “bandito” per i prossimi 10 anni.

Nel 1996 l'attore Christopher Reeve, diventato famoso per il ruolo di Superman, fece la sua prima apparizione pubblica dopo essere rimasto paralizzato a seguito di un incidente a cavallo. Il suo discorso fu uno dei più commoventi mai pronunciati: ricordò che il cinema deve sempre andare oltre il mero intrattenimento, perché è uno strumento con il potere di accendere i riflettori su tematiche sociali importanti. Per il coraggio dimostrato ricevette una lunga e sentita standing ovation.

l'attore americano Christopher Reeve durante la 68/ma cerimonia di consegna dei premi Oscar, 26/03/1996 Ansa
l'attore americano Christopher Reeve durante la 68/ma cerimonia di consegna dei premi Oscar, 26/03/1996

Nel 1999 Roberto Benigni saltò di gioia tra le poltrone: 'La vita e' bella' vinse ben tre statuette, tra cui "miglior film straniero". Nel momento in cui fu proclamata la vittoria della pellicola, Roberto Benigni regalò uno dei momenti più memorabili di sempre: dopo l'urlo di Sophia Loren "And the winner is Roberto!", l'attore infatti iniziò a saltare sulle poltrone dalla gioia per raggiungere il palco, la abbracciò e nel suo discorso di ringraziamento menzionò alcuni versi di Dante.

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A proposito di discorso di ringraziamento, quello più lungo lo pronunciò nel 1943 Greer Garson, "migliore attrice protagonista" per la pellicola 'La signora Miniver': parlò per oltre 5 minuti, tanto che dopo l'Academy decise di introdurre un limite di 45 secondi ai discorsi sul palco. 

I ringraziamenti più corti furono quelli di Alfred Hitchcock che, nel 1968, ritirò sul palco il premio alla memoria del produttore "Irving G. Thalberg" e si limitò a un veloce "Thank you".

Nel 1973 Marlon Brando vinse la statuetta per "miglior attore protagonista" per il kolossal 'Il Padrino', ma fu il primo attore a rifiutare il premio. Non si presentò alla cerimonia, ma delegò al ritiro l'attivista nativa americana Sacheen Littlefeather, che rifiutò a nome dell'attore il premio specificando che Marlon Brando non condivideva il trattamento riservato dall'industria cinematografica alle comunità native americane.  

L'attore statunitense Marlon Brando con un capo indiano alla cerimonia di consegna del premio Oscar assegnatogli nel 1973, non ritirato per protesta. Ansa
L'attore statunitense Marlon Brando con un capo indiano alla cerimonia di consegna del premio Oscar assegnatogli nel 1973, non ritirato per protesta.

Infine, i premi al femminile: il percorso per vincere una statuetta è stato molto più complesso e pieno di ostacoli per le donne nell'industria cinematografica, in tutti i ruoli. Tuttavia, alcune di loro sono riuscite comunque a segnare la storia degli Oscar. Nel 2002 il premio come "migliore attrice" fu consegnato a Halle Berry per il film 'Monster's Ball' che l'ha resa la prima donna nera a vincere nella categoria; nel 2010 Kathryn Bigelow è passata alla storia come la prima donna a vincere il premio "migliore regista" per il film 'The Hurt Locker' e solo l'anno scorso Michelle Yeoh ha vinto il premio Oscar per "migliore attrice" nel film 'Everything everywhere all at once' diventando la prima attrice asiatica a ottenere la tanto ambita statuetta.