L'inchiesta

Per la morte di Andrea Purgatori altri due medici indagati

In tutto 4 i medici nell'inchiesta del giornalista deceduto lo scorso luglio: tra questi il suo cardiologo. Forse errata la diagnosi. Fissato al 21 marzo l'incidente probatorio

Per la morte di Andrea Purgatori altri due medici indagati
Ansa
Il giornalista Andrea Purgatori

Ci sono altri due medici indagati nell'inchiesta sulla morte di Andrea Purgatori avvenuta il 19 luglio scorso all'età di 70 anni. Si tratta - come riportano Corriere della Sera, Repubblica e Messaggero - di Maria Chiara Colaiacomo, che fa parte delle équipe che affianca il radiologo Gianfranco Gualdi, già sotto inchiesta con il suo assistente Claudio Di Biasi per omicidio colposo per la morte del giornalista, e del  noto cardiologo Guido Laudani, che ebbe in cura Purgatori.  

Fissato al 21 marzo l'incidente probatorio, delegato a quattro superperiti. All'origine del fascicolo la denuncia presentata dai familiari del giornalista per chiarire cosa abbia causato in poche settimane il decesso di Purgatori e se ci siano stati errori sia nella diagnosi che nelle cure effettuate.

La morte di Purgatori

Secondo i familiari di Andrea Purgatori, deceduto a causa di un'infezione cardiaca, la diagnosi potrebbe essere arrivata in ritardo. Nell'iter avviato dall'esposto presentato alla Procura della Repubblica, che ha portato inizialmente a due medici indagati per omicidio colposo si chiede di fare luce sulla morte di Purgatori, il 19 luglio scorso, per una sospetta reazione ad una radioterapia somministrata sulla base di un'ipotizzata falsa diagnosi di ischemie cerebrali, scambiate per metastasi tumorali. Al momento del decesso non erano presenti metastasi al cervello. È quanto è emerso "concordemente" dagli esami istologici completati nell'ambito dell'indagine.