L’Oms ha lanciato l’alert

Psittacosi, 5 decessi accertati. Perché preoccupa la malattia respiratoria che arriva dagli uccelli

Conosciuta anche come "malattia del pappagallo". L'allarme dell'Oms arriva dopo alcuni casi di trasmissione all'uomo

Psittacosi, 5 decessi accertati. Perché preoccupa la malattia respiratoria che arriva dagli uccelli
(Pixabay)
laboratorio

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emesso un alert riguardante la psittacosi, un’infezione respiratoria causata dalla Chlamydophila psittaci un batterio associato agli uccelli, con un aumento dei casi segnalati nell’Unione Europea. In base alle ultime informazioni rilasciate sarebbero 5 inoltre i decessi confermati. Secondo l’OMS, la maggior parte dei casi è stata correlata all’esposizione a uccelli selvatici o domestici, coinvolgendo soprattutto coloro che lavorano con uccelli da compagnia, pollame e veterinari. Subito avviate le necessarie indagini epidemiologiche e analisi sui campioni di uccelli selvatici per monitorare la diffusione del batterio. 

Nonostante l’aumento dei casi, l’Oms attualmente valuta come basso il rischio legato a questa infezione.

Cos’è la psittacosi

La psittacosi, detta anche ornitosi o malattia del pappagallo, è un’infezione che l’uomo contrae solitamente dagli uccelli, a causa di un batterio chiamato Chlamydia psittaci. Gli uccelli capaci di trasmettere questa malattia infettiva sono: i pappagalli, i pappagallini, i canarini, i passeri, i colombi ecc. Per ammalarsi, è necessario un contatto diretto con le urine, feci, uova o piume degli animali infetti. Le forme meno gravi di psittacosi possono essere asintomatiche o caratterizzate da sintomi simil-influenzali; le forme più gravi, invece, possono dar luogo a una polmonite.

 

Psittacosi Europa WHO
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Bassetti: “Nessun allarme ma più attenzione per chi ha contatti con pappagalli” 

La psittacosi in Ue "non deve preoccupare assolutamente anche perché ci sono stati 5 decessi in diversi Paesi. E' un’infezione causata dalla Chlamydophila psittaci che porta la polmonite: chi è a stretto contatto con gli uccelli, soprattutto i pappagalli, penso agli allevatori, ai veterinari o chi li ha per compagnia deve fare più attenzione e non toccare le secrezioni. Poi se vede dei sintomi può fare delle indagini specifiche. Però abbiamo degli antibiotici specifici per la Chlamydophila e chi ha contatti diretti con questi animali e ha sintomi, deve riportarlo ai medici" spiega Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive ospedale policlinico San Martino di Genova. "Servono contatti continui con le secrezione e le deiezioni. C'è un alert dell'Oms e serve una sensibilizzazione, ma nessun allarme", conclude Bassetti.

Andreoni: “Psittacosi rara ma attenzione a uccellini in casa e nei parchi”

"La psittacosi è una malattia respiratoria causata da un batterio che infetta soprattutto gli uccelli, in Italia è registrata in modo sporadico soprattutto nei volatili selvatici. Ma questo alert dell'Oms deve fare porre maggiore attenzione a chi possiede piccoli volatili in cattività dentro casa, quindi osservarli se stanno male e soprattutto non toccarli. Come non vanno toccati se nei parchi o per strada vediamo uccelli che stanno male. E' una malattia comunque rara alle nostre latitudini ma si trasmette per via respiratoria, il contatto però delle mani con il volatile è un rischio da non correre” spiega Massimo Andreoni, Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit). "Può essere una malattia mortale in alcuni casi perché innesca una polmonite seria, ma ci sono gli antibiotici per intervenire", conclude.

Pregliasco: “No allarmismi ma responsabilità e attenzione” 

La psittacosi "può provocare anche forme gravi che portano alla morte. Bene dunque l'alert lanciato dall'Organizzazione mondiale della sanità" su un aumento dei casi umani in Ue, "perché la comunicazione  tempestiva di questi rischi può aiutarci a strutturare interventi il più possibile anticipatori di un'eventuale nuova emergenza infettiva" spiega Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università Statale di Milano. 

"Bisogna accogliere questi alert con senso di responsabilità e attenzione, senza eccedere negli allarmismi - precisa l'esperto - ma nemmeno sottovalutandoli. Viviamo in un ecosistema fatto di continue interazioni tra virus, batteri, animali e uomo", spiega Pregliasco. Da qui la necessità di un approccio 'One Health' che richiede "la responsabilità e l'attenzione di tutti - ribadisce - e soprattutto delle istituzioni, chiamate a  controlli sempre più intensi e numerosi nell'ambito di una rete  internazionale complessa ed estesa che va finanziata, in modo che  possa garantire una sensibilità adeguata" a captare in tempo future  emergenze, e alimentata da "segnalazioni costanti da raccogliere e  condividere velocemente. E' la lezione che Covid ci ha insegnato: comunicazione, attenzione, responsabilità e 'preoccupazione' - chiosa il virologo - nel senso letterale di 'occuparci prima' di possibili pericoli futuri".

Palmieri: “Aumento casi ma nessun allarme”

"Alcuni paesi europei hanno segnalato un aumento dei casi di psittacosi, l'Organizzazione Mondiale della Sanità sta monitorando la situazione e al momento "valuta basso il rischio rappresentato da questo evento" infettivo. L'infezione negli uccelli è molto frequente e in genere inapparente. Nell'uomo sono possibili infezioni da asintomatiche fino a polmoniti interstiziali con grave insufficienza respiratoria e sono per lo più associate a chi lavora con uccelli da compagnia o pollame e a veterinari. La sintomatologia iniziale è caratterizzata da febbre, spesso con frequenza cardiaca bassa, cefalea, dolori muscolari e tosse secca. Allo stato attuale non c'è motivo di allarmarsi ma se vediamo un uccello ammalato, in casa o all'aperto, è opportuno non toccarlo senza adeguate misure di protezione, contattare un veterinario e ricordarsi sempre il lavaggio frequente delle mani" è il commento di Fabrizio Palmieri, Direttore UOC Malattia Infettive Apparato Respiratorio all’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.