Spagna

Sanchez mantiene la promessa: le Cortes approvano l'amnistia per gli indipendentisti catalani

Atto contestato dalle opposizioni, passa con sei voti di differenza. Ora l'ex presidente della Generalitat Puidgemont potrebbe tornare in Spagna dal Belgio: "Superare un periodo errato di repressione giudiziaria e poliziesca di un movimento politico"

Sanchez mantiene la promessa: le Cortes approvano l'amnistia per gli indipendentisti catalani
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Gli applausi del governo dopo la proclamazione del risultato

Il Congresso dei deputati spagnolo ha approvato il progetto di legge sull'amnistia per gli indipendentisti catalani con 178 voti a favore e 172 voti contrari, nessuna astensione. Il testo passerà ora all'esame del Senato.

L'amnistia andrà a beneficio delle persone indagate o imputate per il tentativo di secessione della Catalogna dal Regno di Spagna, dal 1° novembre 2011 al 13 novembre 2023, e aprirà la strada al rientro in Spagna dell'ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, rifugiatosi in Belgio per fuggire alla giustizia di Madrid dopo il referendum del 1° ottobre 2017 e la dichiarazione unilaterale d'indipendenza della Regione. “L'amnistia risponde a un obiettivo, che non è quello di voltare pagina o di porre fine a qualcosa, ma di superare un periodo errato di repressione giudiziaria e poliziesca di un movimento politico, e di restituire alla politica quella che è definitivamente la gestione di un conflitto di natura politica” ha commentato su X lo stesso Puigdemont.

Dopo i risultati del voto, dai banchi dei partiti al governo, Psoe e Sumar, e dei partiti indipendentisti si sono levati applausi. In aula era presente anche l'ex vicepresidente della Generalitat catalana, Oriol Junqueras, presidente di Erc.

Il progetto di legge di amnistia rientrava tra le condizioni necessarie poste dagli indipendentisti per appoggiare il terzo governo di Pedro Sanchez, leader del Psoe, accordo che ha diviso l'opinione pubblica nazionale. In Spagna nei mesi scorsi si sono tenute massicce manifestazioni contro il provvedimento, guidate dai partiti all'opposizione Pp e Vox, che hanno parlato di attacco allo Stato di diritto. Sanchez e il suo governo hanno invece difeso il progetto di legge, affermando che permetterà una migliore convivenza in Catalogna.

“Per negoziare, dovevano esserci delle precondizioni e l'amnistia era una di queste. Abbiamo votato contro quando non era completa e abbiamo votato sì quando rispondeva alle nostre aspettative” ha ricordato l’ex presidente della Generalitat catalana.