Verso le europee

Schlein chiude il congresso Pse: "Vediamo una finestra di cambiamento che comincia ad aprirsi"

La segretaria del Pd ribadisce ai colleghi socialdemocratici europei che "siamo una famiglia vera", "una voce che non teme di sottolineare le mancanze, gli errori e i limiti degli ultimi anni"

Schlein chiude il congresso Pse: "Vediamo una finestra di cambiamento che comincia ad aprirsi"
Ap

“Grande risultato in Sardegna, grazie al Pd e a Elly! Grazie Elly, hai tutta la mia stima e il mio sostegno! Cara Elly, è vero: il vento sta cambiando, il vento sta cambiando. Andiamo a vincere queste elezioni” ha esortato il candidato presidente alla Commissione Ue per il gruppo S&D alle prossime elezioni europee (e attuale commissario al Lavoro), Nicolas Schmit, chiudendo il suo intervento al Congresso del Pse in corso a Roma, al Centro congressi La Nuvola. La segretaria del Pd, dalla prima fila, gli ha risposto facendo con le mani il gesto del cuore e dicendogli “Bravo, bravo”.

“Quando abbiamo iniziato a lavorare per questo congresso, vi chiamavamo qui per portarci speranza: è fondamentale sapere di non essere soli nella lotta all'estrema destra. Viviamo in 27 Paesi ma lottiamo per gli stessi valori e per il futuro dell'Europa. Restiamo uniti ogni giorno per scelta. Ci battiamo per lavoro, case, uguaglianza di genere e diritti umani. Ma siete qui per portare speranze. Speriamo di portare anche noi speranza con la vittoria in Sardegna. Ringrazio Alessandra Todde e tutti i partiti della coalizione che si sono battuti per vincere. Vediamo una finestra di cambiamento che comincia ad aprirsi e presto si voterà anche in Abruzzo e da qui voglio dare tutto il mio sostegno a Luciano D'Amico” ha scandito dal palco della Nuvola la segretaria del Pd.

“Grazie di questi giorni appassionanti di lavoro comune, per me e per il Pd è un onore avere ospitato il congresso del Pse. Abbiamo amiche e amici in tutta Europa. Lottiamo le stesse battaglie, condividiamo i valori del futuro e dell'Europa. Siamo una famiglia vera, stiamo insieme perché vogliamo e non per convenienza” prosegue la leader dem.

Ricordando, poi, che quella che si annuncia “sarà una campagna elettorale cruciale per il destino del nostro Continente”, Elly Schlein ricorda che “in questa Ue noi siamo la voce che non teme di sottolineare le mancanze, gli errori e i limiti degli ultimi anni. È il momento di batterci per l'Europa che vogliamo, un'Europa sociale, per i molti e non per i pochi. Vogliamo un'Europa per i lavoratori” scandisce la segretaria dei democratici.

Dall’Ucraina alla governance europea, tutti i temi toccati da Schlein

Nel suo intervento, la leader dem tocca tutti i punti del dibattito politico attuale, dalle questioni interne all’Ucraina, dal Medio Oriente alle regole che l’Unione europea deve darsi per diventare meno rigida e al passo con i tempi: “Credo che a medio termine dobbiamo superare l'unanimità e rafforzare il Parlamento Ue o rivedremo succedere quello che rischiamo di vedere col veto di Orban circa il sostegno all'Ucraina” scandisce dal palco Schlein. Un sostegno, quello a Kiev, che dev’essere dato “con ogni mezzo necessario, ma questo non significa e non comprende l'invio di truppe di terra, questo deve essere chiaro” ribadisce Schlein.

Parlando dell’altro fronte caldo di guerra, il Medioriente, la segretaria del Partito democratico si dice a favore di “una conferenza di pace: quello che accade a Gaza è inaccettabile. Nessuno si è dimenticato della strage del 7 ottobre; ma quella brutalità non giustifica la brutalità contro i civili. Chiediamo una forte iniziativa europea per una soluzione a due Stati” chiede Schlein.

Passando ai temi più interni, la padrona di casa chiede di “porre fine all'esternalizzazione delle nostre frontiere, serve solidarietà, serve un sistema condiviso dell'accoglienza. A Orban va detto che non può  avere solo i benefici dell'Unione senza condividerne le responsabilità. Dobbiamo garantire canali di ingresso sicuri e legali e serve una missione europea di ricerca e soccorso nel Mediterraneo”.

Prosegue, poi, Elly Schlein auspicando “un bilancio più forte e più investimenti comuni: dopo la pandemia, l'Europa s'è risvegliata con la sospensione del Patto e il Pnnr. Non sono cose venute dal nulla. Voglio ringraziare Paolo Gentiloni e il gruppo S&D per aver avvicinato l'Europa ai cittadini. Ora dobbiamo evitare che questa porta si chiuda di nuovo, non vogliamo che torni l'austerità”.

 

“La destra ha tagliato il welfare e non ha aiutato gli agricoltori”

Questo perché “la destra qui ha tagliato il welfare, ha negato diritti dei figli delle coppie Lgbt. Meloni ha detto ai contadini: Vi abbiamo sempre protetto dalle decisioni dell'Ue; ma gli agricoltori dopo 9 mesi aspettano ancora di ricevere i rimborsi per le alluvioni” attacca Schlein. E prosegue: “Meloni e Salvini hanno portato in Italia gli amici di Putin. Noi invece portiamo in Italia gli amici dell'Italia e dell'Europa”, dice rivolgendosi ai leader socialdemocratici che la ascoltano in platea.

E chiede: “Non possiamo lasciare l'internazionalismo ai nazionalisti. Cercano sempre un nuovo nemico: i migranti, le donne, i giudici, le Ong, i gay”. Noi, invece, scandisce Schlein “vogliamo un’Europa che difenda i diritti di tutti. Voglio spendere alcune parole per Ilaria Salis: i cittadini europei sono rimasti scioccati nel vederla in catene”. In tema di diritti, un riferimento alla violenza di genere per chiedere che lo stupro diventi un reato comunitario: “Dobbiamo lottare contro la violenza di genere, non dobbiamo smettere di lottare per affermare che lo stupro è un reato comunitario e che la vita sessuale deve avvenire solo sulla base di un esplicito consenso, questa battaglia non possiamo metterla da parte”.

 

Verso le elezioni del 9 giugno, “siamo qui per vincere le europee”

“I socialdemocratici non vanno dati per scontati, avvertiamo i conservatori: siete davvero pronti a tradire la vostra storia aprendo la porta all'estrema destra? Dov'è il vostro limite? lo chiedo al Ppe, poniamo fine alla normalizzazione dell'estrema destra. Meloni ha aperto le porte a Orban. Il Ppe dove si ferma?” dice Elly Schlein rivolgendosi ai diretti competitor del Pse.

Vediamo una finestra di cambiamento che inizia ad aprirsi nel Paese, vediamo che l'alternativa esiste. Il cambiamento è possibile, lo abbiamo già dimostrato e insieme lo dimostreremo in Europa a giugno. Sarà un campagna elettorale cruciale per il destino del nostro continente”. Poi, l’appello finale: “Il risultato delle elezioni dev’essere scritto, siamo qua per vincere le europee”.