La scheda

Strage di Mosca, l'Isis-K e il sogno del Califfato che minaccia la Russia. L'ultimo attentato

Le radici del gruppo estremista e perchè vuole colpire Putin. L'ombra del terrorismo islamico ora ha l'aspetto del ramo afghano attivo dal 2014, con a capo Sanaullah Ghafari

Mentre Mosca insiste nel puntare il dito contro Kiev, l'Isis continua ad attribuirsi la responsabilità della strage al Crocus City Hall di Mosca, indicando che sono suoi i quattro terroristi che hanno sparato nella sala da concerto e pubblicandone anche le foto. Una rivendicazione che trova riscontro dagli Stati Uniti, che affermano di aver avvertito la Russia a inizio mese del rischio di attacchi da parte dell'Isis-K, il ramo afghano dello Stato islamico, mentre fonti di intelligence hanno riferito di aver ricevuto segnali di possibili attacchi "già da novembre".

Mosca, la sparatoria, poi la mattanza: i primi momenti dell'irruzione del commando armato
 

Attivo dal 2014: la "Terra del sole"
Conosciuto anche come Stato islamico del Khorasan (Iskp), il gruppo è attivo già dal 2014, formatosi da membri di gruppi militanti, compresi quelli del Pakistan e dell'Uzbekistan.
L'organizzazione è attiva in Asia centrale: il nome Khorasan si traduce in "la terra del sole" e si riferisce a una regione storica che comprende parti dell'Afghanistan, del Pakistan e anche dell'Iran, dove a gennaio il gruppo ha effettuato due attentati che hanno ucciso quasi 100 persone. Una dimostrazione di forza, brutalità e di inclinazione ad azioni spettacolari.
 

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Il "sogno" di un califfato: Afghanistan, Pakistan, Iran
L'Isis-K si pone come obiettivo la fondazione di un nuovo califfato che riunisca Afghanistan, Pakistan, Iran, ma non solo: nella loro visione rientrano infatti alcune ex repubbliche sovietiche, come il Turkmenistan, il Tagikistan e l'Uzbekistan.

L'attentato terroristico: la rivendicazione dell'Isis su Telegram
 

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Una minaccia per la Russia
Una minaccia per la Russia, che non dimentica le ribellioni islamiste nel Caucaso settentrionale e la lunga serie di sanguinosi attentati che fecero stragi di civili in varie città russe, compresa la capitale. "L'Isis-K e i suoi alleati mantengono un rifugio sicuro in Afghanistan e continuano a sviluppare le loro reti dentro e fuori il Paese", ha affermato il generale Michael Kurilla del comando centrale Usa in un'audizione alla Camera Usa ai primi di marzo. "I loro obiettivi non si fermano qui. Hanno invocato attacchi a livello globale contro chiunque non sia allineato con la loro ideologia estremista".

Mosca: i video girati all'interno della sala da concerto durante l'attacco terroristico
 

Il leader del gruppo
Oggi è Sanaullah Ghafari, alias Shahab al-Muhajir, il leader del gruppo: secondo il Dipartimento di Stato Usa, l'emiro è stato nominato nel giugno 2020. E da quando gli Stati Uniti hanno lasciato l'Afghanistan nel 2021, l'Isis-K ha concentrato sempre più la sua attenzione sulla Russia, dove già era implicato in alcuni dei più grandi attacchi terroristici recenti nel Paese.

Putin: "Saranno puniti i mandanti, chiunque essi siano"

 

2017, l'attentato di San Pietroburgo: 15 morti nella metropolitana
Tra questi, l'attentato del 2017 nella metropolitana di San Pietroburgo che uccise 15 persone e ne ferì 45. Solo due settimane fa, i servizi d'intelligence russi hanno riferito di aver eliminato una cellula del Khorasan che pianificava un attacco contro una sinagoga proprio a Mosca.

Strage di Mosca: chi sono i quattro attentatori del Crocus City Hall, la scheda

 

Nemici giurati di Putin
Per gli esperti citati dai media internazionali, sebbene l'attacco al Crocus City Hall rappresenti una drammatica escalation, l'Isis-K si oppone da anni a Vladimir Putin: se non bastassero le guerre nel Caucaso a evidenziare le radici delle loro azioni terroristiche, il presidente russo ha cambiato il corso della guerra civile siriana intervenendo nel 2015 a sostegno del presidente Bashar al-Assad contro l'opposizione e lo Stato Islamico. "Il gruppo accusa il Cremlino di avere sulle mani sangue musulmano, facendo riferimento agli interventi di Mosca in Afghanistan, Cecenia e Siria", ha affermato Colin P.

Come al Bataclan, al raduno rock vicino Mosca, a Manchester: le altre stragi ai concerti
 

Clarke, analista antiterrorismo presso il "Soufan Group di New York". Così, diventa chiaro come il Khorasan "si sia fissato con la Russia negli ultimi due anni".  

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