8 marzo

"Stupida, idiota, non capisci nulla". Alexa si ribella: ora risponderà a tono agli insulti verbali

L'iniziativa in collaborazione con ActionAid contro la violenza verbale: il linguaggio, quando usato in maniera aggressiva, può avere un forte impatto sulla salute fisica e mentale delle persone

"Stupida, idiota, non capisci nulla". Alexa si ribella: ora risponderà a tono agli insulti verbali
Getty
Alexa, Echo dot

Ogni giorno Alexa riceve milioni di domande e di richieste dai clienti in tutto il mondo. Tra queste purtroppo, anche insulti e offese. “Sei un idiota”, “Sei bruttissima”, “Fai schifo”, sono solo alcuni di quelli ricevuti dall’assistente vocale, ma sono tante, troppe le persone che subiscono violenza verbale, soprattutto donne. 

La violenza verbale

Si parla di violenza verbale quando gli attacchi rivolti a una persona diventano regolari e sistematici. Queste aggressioni possono essere effettuate anche nella sfera pubblica (in cui è compreso anche lo spazio online) e privata e può includere atteggiamenti umilianti, ridicolizzanti, uso di parolacce, insulti e minacce nei confronti della vittima e dei suoi cari, ma può avere come oggetto anche religione, cultura, lingua, orientamento sessuale della vittima. A seconda delle aree emotivamente più sensibili della persona l’autore di violenza sceglie consapevolmente quale argomento utilizzare per agire violenza.

Per milioni di persone, soprattutto donne, l’abuso verbale è una realtà molto dolorosa: l'uso di un linguaggio aggressivo è a tutti gli effetti una forma di violenza che può provocare sentimenti di paura, disagio e sfiducia in sé. Non solo, spesso precede o coesiste con altre forme di violenza verso le donne, come quella fisica, sessuale o economica. 

L’iniziativa in occasione della Giornata internazionale della donna

A partire dall’8 marzo, in occasione della Giornata internazionale della donna, Alexa collabora con ActionAid per contribuire a sensibilizzare quante più persone possibili sull’impatto della violenza verbale e metterne in luce i rischi, prestando la propria voce per diffondere importanti messaggi educativi. Gli utenti potranno ascoltare informazioni e approfondimenti legati a questo fenomeno, semplicemente pronunciando la frase “Alexa, di’ la tua”. Inoltre, a fronte di determinati insulti e offese, non resterà più in silenzio, ma risponderà a tono, sottolineando come la violenza verbale sia in grado di lasciare un'impronta profonda sulla salute e nella vita sociale di chi ne è oggetto. 

9 donne su 10 subiscono violenza psicologica

I dati rivelano che tra le donne che stanno affrontando il percorso di uscita dalla violenza, il 66,7% ha subito una violenza fisica, il 50,7% una minaccia, l’11,7% uno stupro o tentato stupro; a queste va aggiunto il 14,4% che ha subito altre tipologie di violenze sessuali quali ad esempio le molestie sessuali, molestie online, revenge porn, costrizioni ad attività sessuali umilianti e/o degradanti. Molto diffusa è la violenza psicologica che, essendo quasi sempre esercitata insieme ad almeno un’altra forma di violenza, riguarda quasi nove donne su 10. Quattro donne su 10 invece subiscono violenza economica. 

L’indagine: per 7 ragazzi su 10 insultare è violenza

La ricerca - condotta da Ipsos per ActionAid su un campione rappresentativo di circa 800 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni - ha fotografato le opinioni di adolescenti su cosa pensano sia violenza, come reagiscono e si difendono da essa e quanto influiscono stereotipi di genere e pregiudizi sul loro vissuto. 

Per 7 giovani su 10 (69%) insultare una persona è violenza. Prendere in giro qualcuno è violento per il 67% delle e dei ragazzi intervistati, soprattutto per le ragazze (71%). Molte le conseguenze alla violenza subita citate dai ragazzi. Il primo danno citato dal 27% di loro, senza distinzione di genere, è il malessere psicologico, al secondo posto isolamento e depressione (21%) e al terzo posto disagio e vergogna (18%).

“Parlare di violenza psicologica contro le donne e sensibilizzare sull’impatto che determina nelle loro vite è uno dei passi fondamentali per sradicare la diffusa cultura patriarcale che continua a produrre discriminazione e violenza di genere in Italia” ha dichiarato Katia Scannavini, Vice segretaria generale di ActionAid Italia“Siamo fieri di questo progetto: creare alleanze con le aziende e unire le forze per combattere il fenomeno della violenza, in tutte le sue forme, è sempre più importante”.