Vaccinazione

I tumori sono la malattia che fa più paura agli italiani ma la prevenzione non decolla

È quanto emerge da un nuovo rapporto del Censis che indaga la conoscenza degli italiani a proposito dei tumori provocati dal Papilloma virus

I tumori sono la malattia che fa più paura agli italiani ma la prevenzione non decolla
Ansa
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Cresce la paura dei tumori tra gli italiani e nello stesso tempo diminuisce il numero di coloro che pensano che le neoplasie si possano prevenire. In calo è anche la conoscenza del virus Hpv, responsabile del cancro alla cervice uterina. Segno della necessità di maggiori azioni puntate alla prevenzione. È quanto emerge dal nuovo Rapporto Censis, realizzato con il supporto non condizionato di Msd Italia, che analizza la percezione del rischio di tumore da Hpv e le strategie di prevenzione adottate. Ma se crescono i timori, dall'altro lato un passo avanti si segna sul fronte dei diritti sociali, con il prossimo arrivo dei decreti attuativi della legge sull'oblio oncologico. 

Le malattie più temute

Il 70,8% dei genitori italiani teme i tumori più di ogni altra malattia. Seguono le demenze (temute dal 41,2% dei genitori e dal 45,7% delle donne), le malattie che causano la non autosufficienza fisica (29,5% e 30,5%), le malattie cardiovascolari (il 15,5% dei genitori le teme, ma è più alto per i padri con il 22,0%). Solo il 65,1% dei genitori e il 60,9% delle donne, comunque, sono del parere che i tumori si possano prevenire. E l’approccio nei confronti delle strategie di prevenzione risulta ancora condizionato dal livello di istruzione, con una maggiore consapevolezza e un maggiore impegno da parte di chi ha titoli di studio più elevati. 

Il dopo Covid non favorisce la prevenzione 

Tra le strategie di prevenzione vengono i controlli medici e diagnostici preventivi (indicati dall'80,6% dei genitori e dall'84,7% delle donne). Eppure, l'approccio nei confronti delle strategie di prevenzione risulta ancora condizionato dal livello di istruzione, con una maggiore consapevolezza e un maggiore impegno da parte di chi ha titoli di studio più elevati, mentre la vaccinazione perde terreno: nel 2022 la citava come strategia di prevenzione adottata il 39,1% dei genitori, oggi solo il 22,8%. 

Il clima culturale, dopo l'esperienza Covid, è quello di una caduta di tensione sulla vaccinazione come strategia di prevenzione", avverte Ketty Vaccaro, responsabile Area Welfare e Salute del Censis. 

In calo le conoscenze su Papillomavirus 

Nel 2024 è inoltre calato il numero di genitori che sanno cosa è il Papillomavirus e la relativa vaccinazione: sono rispettivamentel'84,1% e il 74,8%, contro l'88,9% e il 79,4% del 2022. Tra le fonti d'informazione citate dai genitori emerge il ruolo preminente assunto dai media, legato all'effetto delle recenti campagne di informazione sull'Hpv. Le donne di età compresa tra i 25 e i 55 anni che hanno dichiarato di aver effettuato la vaccinazione anti-Hpv sono il 24,5%, che sale al 42,3% nella fascia di età più giovane (25-35 anni) e aumentano i genitori che hanno dichiarato di aver vaccinato i figli: erano il 46,1% nel 2022 e oggi risultano pari al 56,1%.

"La vaccinazione anti-Hpv rappresenta una della più efficaci forme di prevenzione del cancro”, afferma Francesco Perrone, Presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica. Sulla prevenzione bisogna tenere alta la sensibilità dei cittadini, particolarmente di quelli con un livello sociale e di istruzione più basso, tra i quali si nota una concentrazione sia dei fattori di rischio sia della scarsa adesione alle campagne vaccinali e di screening". In Italia, nonostante siamo stati tra i primi, già nel 2007, a proporre la vaccinazione anti-Hpv, "le coperture tra gli adolescenti e i giovani rimangono molto basse, così come è insufficiente l'adesione allo screening", aggiunge Enrico Di Rosa, vicepresidente della Società italiana di igiene. 

L’Hpv e vaccinazione

Il Papillomavirus umano può essere responsabile di tumori anali, vaginali, del pene, della vulva e del distretto testa-collo, oltre ad essere la causa principale del cancro della cervice uterina. Vaccinazione e screening possono prevenire la maggior parte dei tumori correlati all’Hpv.

Il vaccino anti-Hpv è offerto gratuitamente ai ragazzi e alle ragazze dal compimento dell’12esimo anno di età e può essere richiesto fino ai 25 anni compiuti e offerto gratuitamente anche in altre condizioni di rischio senza limiti di età. 

Lo screening della cervice uterina (Hpv test) è offerto ogni 5 anni alle donne di età compresa tra i 30/35 e i 64 anni. Il Pap test ogni 3 anni alle donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni.

L’oblio oncologico

Una buona notizia arriva sul fronte dei diritti sociali. I decreti attuativi della legge sull'oblio oncologico, indispensabili per l'applicazione e la definizione delle nuove norme, sono in dirittura d'arrivo. Lo ha annunciato il presidente della Fondazione Aiom Saverio Cinieri. "La legge è stata approvata – ha affermato Cinieri - ma mancavano i decreti. Ora sono imminenti e questo consentirà di dare piena applicazione alle nuove norme grazie alle quali i pazienti guariti da un tumore si vedono finalmente riconosciuto il diritto di non fornire informazioni né subire indagini in merito alla propria pregressa condizione di malato oncologico, con ricadute importanti nella vita quotidiana".