Strage di Altavilla Milicia

Uccise moglie e figli, il legale visita Barreca in carcere: "E' ancora in preda a delirio mistico"

Il legale del muratore che, con la complicità della figlia 17enne e, sostengono gli inquirenti, di una coppia di fanatici religiosi, ha sterminato la famiglia lo ha incontrato e ha chiesto per lui una valutazione psichiatrica

“E' ancora preda di una sorta di delirio mistico, vede il demonio in carcere, sostiene che il male si sia impossessato del suo compagno di cella e di volerlo liberare”. 

Giovanni Barreca, l'uomo di Altavilla Milicia che, con la complicità della figlia 17enne e, sostengono gli inquirenti, di una coppia di fanatici religiosi, Massimo Carandente e Sabrina Fina, ha sterminato la moglie e due figli durante un esorcismo, continua a farneticare.

Questo è quanto ha riferito oggi il legale dell'uomo, Giancarlo Barracato, dopo averlo visto in carcere.

Il difensore ha chiesto per l'ex muratore una valutazione psichiatrica e ha confermato che la coppia a cui si era rivolto per scacciare il diavolo dalla moglie e dai due figli, durante il lungo rito che ha poi portato al triplice omicidio, ha fatto diverse telefonate. Il muratore non sa dire con chi i due complici parlassero: gli inquirenti che da settimane fanno accertamenti sui cellulari dei due stanno tentando di capire chi abbiano contattato.

L'ipotesi, tutta da verificare, è che fossero in contatto con altri fanatici religiosi ai quali potrebbero aver detto cosa avveniva nella villetta di Altavilla. Nei prossimi giorni l'indagato incontrerà in cella i consulenti della difesa, tra cui la criminologa Roberta Bruzzone, che dovranno esprimersi sulle sue condizioni mentali. 

Il luogo della strage familiare ad Altavilla Milicia (Palermo) Ansa
Il luogo della strage familiare ad Altavilla Milicia (Palermo)

Le salme dei bambini ancora in deposito

Alla drammatica fine di Alessandra Salamone e dei figli Kevin ed Emanuel si aggiunge anche la tragica scoperta che le salme dei bimbi sono ancora in deposito nel cimitero di Altavilla Milicia. Le salme non sono state ancora tumulate perché nel cimitero del Comune non ci sono posti

A fare la scoperta un appuntato dei carabinieri in pensione. "Il 16 marzo è morto mio cognato - racconta Nicola Martorana - dopo la funzione siamo andati al cimitero e la salma di mio cognato è stata messa in deposito. Qui abbiamo visto che ci sono ancora le salme dei due ragazzini uccisi nella terebice vicenda di Altavilla e altre tre bare, due uomini e una donna. Un uomo è morto da sei mesi e si trova ancora lì. Nella camera mortuaria c'era un cattivo odore insopportabile. Non ci è stato detto quando sarà seppellito mio cognato. E' davvero ingiusto". 

Anche l'ex sindaco di Altavilla Nino Parini ha attaccato l'amministrazione comunale. “Non ci sono più posti disponibili al cimitero - dice  - Ma lo spettacolo è davvero penoso”.

I corpi senza vita dei due bambini, dopo terribili torture, sono stati trovati nella villa dove vivevano lo scorso 11 febbraio. Furono uccisi, insieme alla madre, secondo quanto hanno accertato le indagini dei carabinieri, dal padre, dalla figlia di 17 anni e dai due santoni Sabrina Fina e Massimo Carandente. Tutti e quattro sono in carcere con l'accusa di omicidio.