Il punto

Ucraina, lo scatto in avanti della Ue: sì agli aiuti militari a Kiev. Armi e munizioni

Un fondo da 5 miliardi. Borrell: "E' un segnale chiaro". L'accordo per fornire aiuti militari urgenti, armi e munizioni nel momento "in cui ne ha più bisogno"

Ucraina, lo scatto in avanti della Ue: sì agli aiuti militari a Kiev. Armi e munizioni
(GettyImages)
Le bandiere dell'Unione europea e dell'Ucraina al di fuori dell'edificio del Parlamento europeo a Bruxelles, Belgio

L'Unione Europea, con uno scatto in volata, trova l'accordo per fornire aiuti militari urgenti all'Ucraina, proprio nel momento in cui ne ha più bisogno. I rappresentanti permanenti dei 27 a Bruxelles hanno infatti completato il sudoku - i negoziati sono durati mesi - e ora potrà nascere uno strumento nuovo, lo Ukraine Assistance Fund, o UAF, costola del Fondo Europeo per la Pace (EPF) usato sinora per dare le armi a Kiev. 

5 miliardi di euro per il 2024
Confermata anche la dotazione: 5 miliardi di euro per il 2024. Poi si vedrà. Un risultato importante, proprio mentre gli Usa balbettano e la Casa Bianca riesce a mobiliare solo 300 milioni per l'alleato drammaticamente a corto di munizioni, e non solo.

Il primo ad esultare, su X, è stato l'alto rappresentante Ue Josep Borrell, peraltro in visita negli Stati Uniti, che da tempo si sta spendendo in prima persona per tagliare il traguardo. "Ce l'abbiamo fatta e il messaggio è chiaro: sosterremo Kiev con tutto ciò che è necessario per prevalere".

Josep Borrell LaPresse
Josep Borrell

Accordo frutto di un compromesso
Come spesso accade quando si tratta di Unione Europea l'accordo è frutto di un compromesso: la clausola del "comprare europeo" su cui insisteva Parigi viene superata dal principio di flessibilità, che permette di acquistare sui mercati internazionali nel caso in cui l'industria della difesa blu stellata non sia in grado di garantire gli ordini. 

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"Dare un'assistenza militare rapida all'Ucraina"
"E' naturale che vi sia una preferenza per il comparto europeo, trattandosi di un programma europeo con soldi europei", spiega un diplomatico. "Ma la sintesi raggiunta serve a salvaguardare lo spirito originario del fondo, ovvero dare un'assistenza militare rapida all'Ucraina", aggiunge la fonte. Locomotiva dell'accordo - a quanto si apprende - un'inedita alleanza fra Italia e Olanda (spesso di opinioni opposte ai tavoli negoziali).

La "ciambella salvavita per Kiev"
L'intesa sarà ora vidimata dai ministri degli Esteri, lunedì prossimo, in tempo per il vertice dei leader Ue, in programma il 21-22 marzo a Bruxelles e quasi interamente dedicato alla sicurezza e alla difesa. I 27, che avevano raccomandato al Consiglio di chiudere proprio entro le idi del mese, potranno dunque congratularsi tra loro. Per una volta, però, non sarà ad uso interno ma si tratterà di una vera e propria ciambella salvavita per Kiev, che sta vivendo una situazione difficilissima al fronte (dove c'è carenza di mezzi e uomini).

Detto questo, la nascita dell'UAF avviene in una fase in cui Bruxelles dice di “voler fare sul serio sulla difesa”.
"L'Unione Europea è impegnata ad aumentare la propria preparazione e le proprie capacità di difesa per soddisfare le proprie esigenze e ambizioni: la base tecnologica e industriale del comparto europeo dovrebbe essere rafforzata in tutta l'Ue", si legge nella bozza di conclusioni del vertice.

A questo proposito la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) è in trattative con la Commissione per delineare i piani comuni per aumentare i finanziamenti al settore, in particolare verso le tecnologie "a duplice uso", militare e civile. Primo passo in attesa che maturi il clima per gli eurobond.