Il caso Salis

Incontro fra il padre di Ilaria e la segretaria del Pd. Schlein: "Nessuna ipotesi di candidarla"

"Ho voluto incontrare il padre di Salis per discutere come possiamo aiutare a toglierla dalla condizione in cui si trova" ha detto Schlein a "Cinque minuti" in onda su Rai1

Incontro fra il padre di Ilaria e la segretaria del Pd. Schlein: "Nessuna ipotesi di candidarla"
LaPresse/Ansa
Elly Schlein e Roberto Salis

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha incontrato questa mattina il padre di Ilaria Salis. Il colloquio è stato l'occasione per fare il punto sulla "situazione incresciosa" in cui si trova la cittadina italiana detenuta in Ungheria.

La notizia è stata annunciata da Repubblica on line insieme all'ipotesi di una candidatura per le europee della donna in carcere a Budapest ma successivamente c'è stata la netta smentita di Schlein: “Questa ipotesi non è in campo. Non
c'è in corso nessuna trattativa. Ho voluto incontrare il padre di Salis per discutere come possiamo aiutare a toglierla dalla
condizione in cui si trova. Nel dibattito sul totonomi terrei fuori una situazione delicata come questa". La segretaria del Pd lo ha detto nel corso della registrazione di "Cinque minuti" in onda su Rai1.

Le parole di Schlein mettono la parola fine ai commenti che sono arrivati da parte del mondo politico in merito all'ipotesi di candidare alle Europee Ilaria Salis.

Il punto è "aiutare a trovare una soluzione ed evitare di fare danni. Il problema delle candidature viene letto solo in questo senso: è utile a Ilaria Salis?" aveva detto Pierluigi Bersani questa mattina.

"Se invece di parlare di "politicizzazione" del caso Ilaria Salis e dare la responsabilità della vicenda ai parlamentari che sono stati a Budapest la scorsa settimana, il ministro Antonio Tajani ci spiegasse perché ha parlato per la prima volta della vicenda con il suo omologo ungherese solo dopo un anno che Ilaria era in carcere, renderebbe certamente un miglior servizio alla patria", scrive su X il senatore Ivan Scalfarotto, responsabile esteri di Italia Viva.

Sull'ipotesi candidatura era arrivato anche il commento del presidente del Senato La Russa: “Sarebbe la scelta del Pd. Non so se sarebbe la scelta anche del papà. Quello che ho consigliato all’epoca era che ci fosse meno commistione politica possibile, ed era anche il motivo per cui lo avevo voluto ricevere, per sottrarlo alle opposte polemiche politiche", perché “in questo modo più facili sono i risultati. Però non ho niente da dire", ha dettto. "Mi sembra sia assolutamente lecito se la vogliono candidare”, ha concluso.

Intanto, in un'intervista a Sky Tg24, Roberto Salis ha richiamato il governo ad agire in aiuto della figlia. - "Hanno già deciso che mia figlia è colpevole e deve essere condannata, e deve essere condannata ad una pena esemplare. Il capo dello Stato ha detto chiaramente che lui operativamente su questo caso non può fare nulla, però rimanda tutte le azioni necessarie al governo. Il capo dello Stato ha detto che tutto deve avvenire attraverso il governo. Sono una persona che ha un grande senso dello Stato, e credo che lo Stato quando lavora seriamente, lavora con dedizione, può fare grandi cose, e per cui mi auguro che sia stato soltanto un momento di defaillance e ci sia ancora la volontà di far funzionare lo Stato come deve fare", ha dichiarato nell'intervista.

'Il nostro governo qualcosa può fare. Mia figlia viene condotta in catene in aula e qui un governo autorevole può porre fine a questo scempio. Inoltre, c'è la questione dell'estradizione in cui si può agire. L'articolo 3 della nostra Costituzione specifica che i cittadini italiani sono tutti uguali di fronte alla legge e lo Stato italiano dovrebbe far valere la sua autorevolezza perché non ci sia questa differenza di trattamento su una cittadina italiana in Ungheria'', ha aggiunto Roberto Salis.

''Mia figlia è in carcere da 13 mesi, e per 10 di questi su di lei non è stato detto nulla. Tajani dovrebbe spiegare cosa ha fatto in tutto quel tempo invece di dire di abbassare i toni'' ha aggiunto.