Svolta in Turchia

Chi è Imamoglu, il sindaco di Istanbul che ha battuto Erdogan e ora punta alla presidenza

L'ex imprenditore edile, musulmano e leader del partito laico Chp, ambizioso e gran oratore, ha conquistato la poltrona di primo cittadino di Istanbul, trampolino naturale per guidare il Paese. "Porte aperte a un nuovo futuro" ha detto

Chi è Imamoglu, il sindaco di Istanbul che ha battuto Erdogan e ora punta alla presidenza
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Ekrem Imamoglu festeggia la vittoria alle elezioni, 1 aprile 2024

Esponente di spicco dell'opposizione turca, leader del partito Partito popolare repubblicano Chp, il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu è stato rieletto con un'ampia maggioranza ieri sera. La sua riconferma ora spiana la strada a un sistema più pluralistico, ma anche - seppur ancora lontane - a una candidatura per le elezioni presidenziali del 2028

"Avete aperto le porte a un nuovo futuro. Da domani la Turchia sarà un'altra Turchia!", ha detto il sindaco ieri sera, mentre una folla di sostenitori festeggiava la sua rielezione davanti al comune di Istanbul. Personalità carismatica e mediatica, il cinquantenne dagli occhiali sottili è nel mirino del potere: a fine 2022, è stato condannato a due anni e sette mesi di carcere per "insulti" ai membri di l'Alto comitato elettorale turco. Imamoglu ha presentato ricorso, ma più di questa sentenza, fu il suo stesso partito e l'ex segretario e sfidante di Erdogan, Kemal Kilicdaroglu, a sbarrargli la strada alle presidenziali dello scorso anno. 

Quasi sconosciuto fino al 2019 a elettori e membri del Partito Chp, Imamoglu quell'anno mise fine a 25 anni di dominio di Erdogan e del suo campo sulla più grande città del Paese. Il voto di ieri è una “reazione alla cattiva gestione dell'economia e alla crescente povertà della popolazione, gli elettori secolari, democratici e pro europei della Turchia hanno passato ieri una buona notte", ha detto il premio Nobel per la letteratura turco, Orhan Pamuk.

Il presidente turco e leader del Partito Giustizia e Sviluppo, AKP, Recep Tayyip e sua moglie Emine nella sede del partito ad Ankara, Turchia - 31 marzo 2024 ap
Il presidente turco e leader del Partito Giustizia e Sviluppo, AKP, Recep Tayyip e sua moglie Emine nella sede del partito ad Ankara, Turchia - 31 marzo 2024

Del resto la poltrona di primo cittadino di Istanbul è il trampolino naturale per guidare tutta la Turchia. Lo sa bene Erdogan, che proprio da sindaco negli Anni '90 pose le basi per un'ascesa che lo ha visto diventare premier e poi presidente. Il salto dalla metropoli sul Bosforo alla presidenza turca trova riscontro anche nei numeri di una città che, con una popolazione di 16 milioni, conta più abitanti di 20 dei 27 Stati dell'Unione europea.

Non c'è dubbio che per il Rais e il suo partito islamico Akp è la peggior sconfitta in 22 anni. E se Erdogan non dovesse presentarsi nel 2028, la corsa alla presidenza partirebbe da uno scenario completamente diverso rispetto allo scorso anno: questa volta sarebbe l'Akp a dover cercare un candidato, mentre Imamoglu sarebbe il leader naturale dell'opposizione. Uno scenario che vedrebbe il primo cittadino di Istanbul strafavorito a guidare il Paese, soprattutto se Erdogan dovesse ritirarsi dalla scena politica.  "Il rispetto assoluto per la volontà popolare". "Abbiamo perso e non ce lo aspettavamo, ma le elezioni sono il momento in cui il popolo indica la strada che vuole intraprendere. Sta a noi imparare dagli errori", ha detto il presidente dalla sede del suo partito dopo il risultato.

Turchia, il sindaco di istanbul Ekrem Imamoglu festeggia la vittoria alle elezioni, 31 marzo 2024 gettyimages
Turchia, il sindaco di istanbul Ekrem Imamoglu festeggia la vittoria alle elezioni, 31 marzo 2024

Le sue origini e il rapporto con la minoranza curda

Musulmano praticante, ma membro di un partito laico, Imamoglu è un ex imprenditore con origini del Mar Nero, proveniente da una famiglia che ha raccolto una grande fortuna nell'edilizia, è riuscito ad attirare consensi anche tra religiosi e costruttori. Le origini e l'impresa edilizia di famiglia gli hanno permesso di porsi come uomo del fare, al punto che uno dei punti di forza della campagna elettorale sono stati proprio i numerosi cantieri aperti e opere inaugurate in questi 5 anni. 

Sebbene sia nel 2019 che in queste ultime elezioni abbia ottenuto il voto di molti dei curdi di Istanbul, Imamoglu non sembra avere una predilezione per la più grande minoranza della Turchia ed evita di nominarli esplicitamente. Un errore che in passato il suo partito ha pagato a caro prezzo. Non è un caso infatti che i repubblicani del Chp siano praticamente assenti. Il partito filo-curdo Dem, sigla che ha sostituito Hdp, si è unito a lui nel 2019, lo criticò per il suo silenzio quando decine di suoi funzionari erano stati rimossi dall'incarico e incarcerati. Allo stesso tempo non sono mancate le accuse di xenofobia quando, soprattutto nel 2019, la campagna di Imamoglu fu incentrata sulla "invasione dei profughi siriani" che metteva a repentaglio la secolarità della Turchia. Diversi esponenti del suo stesso partito lo hanno accusato di essere interessato più alla carriera e di essere proiettato verso la presidenza, a scapito degli elettori. 

Turchia, festeggiamenti per la vittoria alle elezioni di Ekrem Imamoglu , 1 aprile 2024 ap
Turchia, festeggiamenti per la vittoria alle elezioni di Ekrem Imamoglu , 1 aprile 2024

I numeri delle elezioni amministrative

Il maggior partito di opposizione in Turchia a livello nazionale, il Chp, ha raggiunto il maggior numero di consensi alle elezioni amministrative di ieri, con il 37,7%, battendo per la prima volta la formazione del presidente Recep Tayyip Erdogan, l' Akp, che ha ottenuto solo il 35,4%, segnando uno dei risultati più bassi della sua storia politica. Lo dicono i dati pubblicati dalla tv di stato Trt, con oltre il 99% delle schede scrutinate, mentre i risultati saranno ufficialmente confermati nei prossimi giorni dal consiglio elettorale supremo di Turchia (Ysk). 

Secondo quanto affermato dal consiglio elettorale turco, l'affluenza è stata del 78,7%, in calo rispetto alle amministrative di 5 anni fa, nelle quali aveva votato l'84,6% degli aventi diritto, e anche rispetto alle presidenziali dello scorso anno, quando la partecipazione aveva sfiorato il 90%.  

I sindaci del Chp hanno vinto nelle cinque città più grandi del paese, tra cui Istanbul e la capitale Ankara dove il distacco tra il sindaco uscente Mansur Yavas e il candidato di Erdogan è di quasi 30 punti, mentre a Istanbul, strappata nel 2019 dopo una lotta all'ultimo voto, il leader dell'opposizione Ekrem Imamoglu è stato confermato sindaco con 11 punti di distacco su Murat Kurum, il candidato scelto personalmente da Erdogan per riconquistare la metropoli sul Bosforo, ma che è risultato “debole”. 

Il partito conservatore islamista di Erdogan si è dimostrato, invece, ancora forte in parte dell'Anatolia centrale, pur perdendo diverse province nella regione, storicamente la sua roccaforte, sia a favore del Chp ma anche a causa delle vittorie dell'islamista Yeniden Refah e del partito di estrema destra nazionalista Mhp, formazioni che alle presidenziali dello scorso anno sostenevano Erdogan. Il partito filocurdo e di sinistra dem ha ottenuto un ottimo risultato nel sud-est, al confine con Siria e Turchia, aumentando il numero dei suoi voti e delle province conquistate, rispetto a cinque anni fa.