Cnn: i droni contro le raffinerie fanno più male alla Russia delle sanzioni

La precisione degli attacchi resa possibile dal ricorso all'intelligenza artificiale. Gli Usa hanno sempre chiesto a Kiev di non colpire l'industria energetica di Mosca, ma l'impasse a Washington sugli aiuti ha cambiato le cose

Cnn: i droni contro le raffinerie fanno più male alla Russia delle sanzioni
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Raffineria colpita in Tatarstan la notte tra l'1 e il 2 aprile 2024

La Cnn ha pubblicato oggi sul suo sito un'approfondita analisi degli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe e della loro efficacia nel colpire l'industria del petrolio e del gas, che nonostante le sanzioni occidentali è il principale sostegno dell'economia di Mosca. La campagna è resa possibile dallo sviluppo di droni avanzati, non solo perché in grado di percorrere centinaia di chilometri: "Hanno questa cosa chiamata 'visione artificiale', che è una forma di intelligenza artificiale. In pratica si prende un modello, lo si mette su un chip e lo si addestra per identificare la geografia e l'obiettivo verso cui sta navigando", ha detto a Cnn Noah Sylvia, analista di ricerca presso il Royal United Services Institute, un think tank con sede nel Regno Unito. "Non richiede alcuna comunicazione con i satelliti, è completamente autonomo", ha aggiunto Sylvia.

Kiev sembra agire massimizzando l'impatto di questi attacchi. Diversi esperti contattati del network statunitense hanno affermato che piuttosto che colpire le strutture di stoccaggio del carburante, per esempio, l'Ucraina sta attaccando le unità di raffinazione, dove il greggio viene lavorato e trasformato in carburante o altri derivati: "Da quello che abbiamo visto, in parte si tratta di colpire obiettivi che necessitano di molta tecnologia occidentale, che la Russia ha difficoltà a procurarsi", spiega Sylvia.

I mercati se ne stanno accorgendo. "Lo vediamo davvero come un cambiamento nelle tattiche ucraine per cercare di disinnescare la macchina da guerra russa", ha dichiarato in un'intervista Helima Croft, amministratore delegato e responsabile globale della strategia sulle materie prime presso la banca d'investimento RBC Capital Markets. Gli esperti ritengono che questi attacchi potrebbero avere un impatto maggiore sull'economia russa rispetto alle attuali sanzioni. "Se si pensa alle sanzioni messe in atto finora, esse hanno in gran parte eluso l'energia", ha aggiunto Croft, "sono state proprio le esportazioni di energia, greggio, gas naturale, prodotti raffinati, a dare alla Russia l'ancora di salvezza economica per continuare a combattere questa guerra". L'Ucraina afferma che il 12% della capacità di raffinazione russa è ora offline, mentre l'agenzia britanncia Reuters calcola che la percentuale sale al 14%. Gli attacchi alle raffinerie ucraine hanno provocato un aumento dei prezzi del petrolio a livello mondiale, con il Brent che è salito di quasi il 13% quest'anno, preoccupando i politici degli Stati Uniti per il loro potenziale impatto in un anno elettorale importante.

Gli Stati Uniti hanno sempre chiesto a Kiev di non colpire le raffinerie. Ma l'impasse a Washington sui finanziamenti all'Ucraina e il potenziale cambiamento alla Casa Bianca l'anno prossimo, hanno dato all'Ucraina un certo margine di manovra. Una preoccupazione maggiore, secondo gli esperti, è che l'Ucraina non si fermi alle raffinerie. Alcuni dei maggiori porti petroliferi russi, responsabili di circa due terzi delle esportazioni di greggio e prodotti petroliferi, secondo RBC, sono a portata dei droni ucraini. "Se venisse colpito un solo grande impianto di esportazione, credo che l'impatto sui mercati sarebbe notevole", ha detto Croft. "Molti di questi impianti di esportazione sono adiacenti alle raffinerie e, per ora, sembra una scelta deliberata quella di colpire solo le raffinerie".