Dati provvisori Inail

Aumentano gli incidenti sul lavoro: 119 mortali nei primi due mesi 2024, 19% in più rispetto al 2023

In totale le denunce di infortunio presentate nei primi due mesi del 2024 sono state 92.711, in aumento del 7,2%

Aumentano gli incidenti sul lavoro: 119 mortali nei primi due mesi 2024, 19% in più rispetto al 2023
Ansa
Incidente sul lavoro, muore un operaio al centro di Roma in zona Via Veneto

Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate nel primo bimestre 2024 sono state 119, 19 in più rispetto alle 100 registrate nel primo bimestre 2023, cinque in più rispetto al 2022, 15 in più sul 2021, 11 in più sul 2020 e due in meno sul 2019, prima della pandemia. Lo rileva l'Inail pubblicando i dati aggiornati sugli infortuni sul lavoro.

I numeri sono ancora provvisori, evidenzia l'Istituto, ma a livello nazionale le denunce di infortunio presentate nei primi due mesi del 2024 sono state 92.711, in aumento del 7,2% rispetto alle 86.483 del primo bimestre 2023 e del 12,2% rispetto a gennaio-febbraio 2021 e in diminuzione del 7,4% sul 2019, anno che precede la crisi pandemica, e del 4% sul 2020 e 24% sul 2022. 

A livello nazionale i dati rilevati a febbraio di ciascun anno evidenziano, per il primo bimestre del 2024 rispetto all’analogo periodo del 2023, un incremento dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati dai 74.916 del 2023 ai 79.917 del 2024 (+6,7%), e di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, da 11.567 a 12.794 (+10,6%). L’aumento ha riguardato l’Industria e servizi (da 87 a 105 denunce) e l’Agricoltura (da 11 a 12), con il Conto Stato che invece ha registrato due decessi in entrambi i periodi.

L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce di infortunio più consistente nel Nord-Ovest (+10,2%), seguito da Centro (+7,5%), Nord-Est (+5,9%), Isole (+4,8%) e Sud (+4,2%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano la provincia autonoma di Trento (+19,3%), la Lombardia (+11,6%), l’Umbria (+11,1%) e il Piemonte (+10,4%), mentre Abruzzo e Basilicata sono le uniche a registrare un calo (-2,2% e -1,2% rispettivamente).

L’aumento che emerge dal confronto dei primi bimestri 2023 e 2024 è legato - evidenzia l'Istituto - sia alla componente femminile, che registra un +6,4% (da 31.867 a 33.902 casi denunciati), sia a quella maschile, che presenta un +7,7% (da 54.616 a 58.809).

L’incremento ha interessato sia i lavoratori italiani (+6,6%) che quelli non comunitari (+12,4%), mentre i comunitari hanno segnato un calo dello 0,8%.

Dall’analisi per classi di età emergono aumenti generalizzati in tutte le fasce, soprattutto in quella fino a 14 anni (+28,5%) per l’incremento infortunistico degli studenti. La fascia tra i 45 e i 49 anni è la sola a registrare un calo (-0,7%).

Nel numero complessivo delle denunce di infortunio, sottolinea l'Inail, sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un'assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell'evento.