Vaticano

Papa Francesco: "Senza giustizia non c'è pace". E chiede: "Cessate il fuoco nella striscia di Gaza"

Il pontefice ha bevuto un sorso di mate, tradizionale bevanda argentina, offerto da una fedele. "Un mondo senza leggi che rispettano i diritti sarebbe un mondo in cui è impossibile vivere" ha ricordato. "Rammarico per i volontari uccisi a Gaza"

Papa Francesco: "Senza giustizia non c'è pace". E chiede: "Cessate il fuoco nella striscia di Gaza"
Ansa
Papa Francesco in udienza generale

Un giro in Papamobile prima dell'udienza generale, il saluto e la benedizione ai presenti e un sorso di mate, tradizionale bevanda argentina, offerto da una fedele. Papa Francesco questa mattina è arrivato in piazza San Pietro, a bordo della jeep bianca, avvolto nel cappotto: ha compiuto alcuni giri della piazza sulla papamobile - dove come di consueto ha fatto salire alcuni  bambini e bambine - prima di tenere la catechesi del mercoledì, oggi dedicata al tema della giustizia..

"Senza giustizia, non c’è pace. Infatti, se la giustizia non viene rispettata, si generano conflitti. Senza giustizia, si sancisce la legge della prevaricazione del forte sui deboli. E questo non è giusto" ha detto il Papa che, al termine dell'udienza,  è anche tornato a chiedere un cessate il fuoco nella striscia di Gaza. "Purtroppo continuano a giungere tristi notizie dal Medioriente. Torno a rinnovare la mia ferma richiesta di un immediato cessate il fuoco nella striscia di Gaza. Esprimo il mio profondo rammarico per i volontari uccisi mentre erano impegnati nella distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza. Prego per loro e le loro famiglie. Rinnovo l'appello a che sia permesso a quella popolazione civile, stremata e sofferente, l'accesso agli aiuti umanitari e siano subito rilasciati gli ostaggi", ha aggiunto. "Si eviti ogni responsabile tentativo di allargare il conflitto nella regione e ci si adoperi affinché al più presto possano cessare questa e altre guerre che continuano a portare morte e sofferenza in tante parti del mondo. Preghiamo e operiamo senza stancarci perché tacciano le armi e torni a regnare la pace".

Papa Francesco in udienza generale Ansa
Papa Francesco in udienza generale

"Tutti comprendiamo come la giustizia sia fondamentale per la convivenza pacifica nella società: un mondo senza leggi che rispettano i diritti sarebbe un mondo in cui è impossibile vivere - ha ricordato Francesco - assomiglierebbe a una giungla". 

"Senza giustizia, si sancisce la legge della prevaricazione del forte sul debole. - ha poi aggiunto Papa Francesco - Ma giustizia è una virtù che agisce tanto nel grande, quanto nel piccolo: non riguarda solo le aule dei tribunali, ma anche l'etica che contraddistingue la nostra vita quotidiana", ha voluto sottolineare ancora il pontefice. "Aborrire le raccomandazioni e non commerciare favori" e dare ai propri lavoratori il giusto salario fanno parte della virtù umana e cristiana della giustizia e rappresenta "la virtù sociale per eccellenza". Francesco ha citato gli esempi dell'uomo giusto e, tra questi, ha anche detto che egli "ama la responsabilità ed è esemplare nel vivere e promuovere la legalità. Ancora, - ha aggiunto - il giusto rifugge comportamenti nocivi come la calunnia, la falsa testimonianza, la frode, l'usura, il dileggio, la disonestà. Mantiene la parola data, restituisce quanto ha preso in prestito, riconosce il corretto salario agli operai. Un uomo che non riconosce il giusto salario ai suoi operai è ingiusto", ha ribadito.

Gli uomini giusti e coloro che indirizzano la propria vita sulla strada della giustizia "non sono dei perdenti rispetto a quanti sono furbi e scaltri, perché, come dice la Scrittura, 'chi ricerca la giustizia e l'amore troverà vita e gloria'" Francesco ha poi detto che "i giusti non sono moralisti che vestono i panni del censore, ma persone rette che 'hanno fame e sete della giustizia', sognatori che custodiscono in cuore il desiderio di una fratellanza universale. E di questo sogno, specialmente oggi, - ha concluso - abbiamo tutti un grande bisogno. Abbiamo bisogno di essere uomini e donne giusti e questo ci farà felici".

Poi, il pensiero alla guerra in Ucraina: "Non dimentichiamo la martoriata Ucraina: tanti morti", ha detto Papa Francesco. "Ho tra le mani un rosario e un libro del Nuovo Testamento lasciato da un soldato morto nella guerra. Questo ragazzo si chiamava Olexandr, 23 anni. 'Alessandro' leggeva il Nuovo Testamento e i Salmi e aveva sottolineato il Salmo 129: 'dal profondo a te grido, oh Signore', Signore ascolta la mia voce'." E questo ragazzo "morto in guerra, ha lasciato davanti una vita e questo è il suo rosario e il suo Nuovo Testamento che lui leggeva e pregava. Vorrei fare un po' di silenzio, pensando a questo ragazzo e a tanti altri come lui morti in questa pazzia della guerra. La guerra distrugge sempre. Pensiamo a loro e preghiamo", ha concluso.