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Petrolio e oro in rialzo per le tensioni in Medio Oriente

L'indice di Milano aggiorna il massimo dal 2008, segna +0,23%, a quota 34.831 punti

Petrolio e oro in rialzo per le tensioni in Medio Oriente
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Le preoccupazioni per una possibile estensione del conflitto in Medio Oriente si fanno sentire su alcune materie prime.

Il Brent ha superato oggi gli 89 dollari al barile, +1,88%. È sui massimi da ottobre. Da inizio anno +15,59%. Pesano anche i tagli alla produzione confermati negli scorsi mesi da parte dell'Opec Plus.

L'oro, classico bene rifugio, è sui massimi storici. Il future di giugno è scambiato a 2.279 dollari all'oncia, negli ultimi sei mesi c'è stato un apprezzamento del 21%. È una salita notevole soprattutto perché si accompagna a tassi alti ancora alti, sebbene siano considerate alte dagli analisti le probabilità di un taglio a giugno sia da parte della Fed sia da parte della Bce. 

Intanto oggi buone notizie per la manifattura. L'indice Pmi dei direttori acquisti in Italia dopo 11 mesi a marzo è salito sopra quota 50 (50,4, da 48,7 di febbraio), che segna il confine tra contrazione e crescita. Riviste al rialzo le stime preliminari, che si erano fermate a 48,9. I valori sono migliorati anche nel resto dell'Eurozona (46,1, contro stime preliminari di 45,7). Il dato in Germania rimane di forte contrazione, nonostante il dato di 41,9 sia migliore del 41,6 della stima flash.   

I mercati europei hanno appena riaperto dopo la pausa pasquale. L'indice di Milano aggiorna il massimo dal 2008, segna +0,23%, a quota 34.831 punti. 

In Asia in evidenza il +2,36% dell'indice di Hong Kong. A trainarlo è soprattutto Xiaomi, +8,97%. Il marchio, noto soprattutto per gli smartphone, ha messo in vendita il primo modello di auto elettrica. Nelle prime 24 ore gli ordini sono stati 90mila.

I future di Wall Street sono in ribasso: -0,22% quello sull'S&P 500. dopo il -0,20% di ieri. 

A Piazza Affari oggi tra i titoli del paniere principale (Ftse Mib) maggiori rialzi per Eni, +3,09%, seguito da un altro titolo legato al petrolio, Saipem, +2,74%; in seguito Iveco (+2,28%) Banco Bpm (+2,04%). Maggiori ribassi per Diasorin (-2,79%) e Brunello Cucinelli, -2,64%, titoli seguiti da Azimut (-2,03%) e Amplifon (-1,75%).