Premierato, la Commissione del Senato approva l'emendamento sull'elezione diretta. Ecco cosa cambia

Si tratta della modifica all’articolo 92 che inserisce in Costituzione il principio dell’elezione diretta fissando anche il limite dei due mandati

Premierato, la Commissione del Senato approva l'emendamento sull'elezione diretta. Ecco cosa cambia
Ap
Giorgia Meloni

La Commissione Affari costituzionali del Senato ha espresso un voto favorevole all'emendamento del governo all'articolo 3 del ddl Premierato. L'emendamento è quello relativo al cuore della riforma ossia l'elezione diretta del presidente del Consiglio e introduce il limite di due mandati consecutivi - della durata di 5 anni -, ad eccezione di un terzo nel caso in cui il premier non abbia ricoperto l'incarico per un periodo superiore ai sette anni e sei mesi nelle legislature precedenti, e l'eliminazione della soglia del 55% come premio di maggioranza.

Il disegno di legge costituzionale è stato sottoscritto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dalla ministra per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa Elisabetta Casellati, per l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri. L'atto è denominato: “Modifiche agli articoli 59, 88, 92 e 94 della Costituzione per l'elezione diretta del Presidente del Consiglio dei ministri, il rafforzamento della stabilità del Governo e l'abolizione della nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica”. 

Cosa cambia con la riforma costituzionale sul premierato

Di seguito una schematizzazione di quanto prevede il disegno di legge:

  • Elezione diretta del presidente del Consiglio che sarà in carica per 5 anni (con limite di due mandati consecutivi)
  • Costituzionalizzazione di un premio – su base nazionale – tale da “garantire” in ambedue le Camere una maggioranza dei seggi alle liste e ai candidati collegati al presidente del Consiglio
  • Scioglimento delle Camere da parte del presidente della Repubblica, qualora il presidente del Consiglio eletto non riesca a conseguire la fiducia parlamentare delle Camere o in caso di revoca della fiducia al premier eletto mediante mozione motivata
  • In caso di dimissioni del presidente del Consiglio, conferibilità dell’incarico di formare il Governo a parlamentare diverso che sia stato candidato in collegamento, per attuare i medesimi impegni programmatici ed indirizzo politico