Il colloquio

Telefonata tra Biden e Xi: da Taiwan, "linea rossa insormontabile", al sostegno della Cina a Mosca

Il presidente degli Stati Uniti: "Gli Usa riconoscono il principio dell'unica Cina". I due leader hanno parlato anche di clima, intelligenza artificiale e dell'emergenza fentanyl. Restano lontane le posizioni sui temi economici

Telefonata tra Biden e Xi: da Taiwan, "linea rossa insormontabile", al sostegno della Cina a Mosca
Lapresse
Xi Jinping e Biden, foto generica

È durata 90 minuti la telefonata tra il leader cinese Xi Jinping e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden: un tentativo di stabilizzare le relazioni dopo anni di tensioni.

"I due capi di Stato hanno avuto un sincero e approfondito scambio di opinioni sulle relazioni Cina-USA e sulle questioni di interesse comune per le due parti", afferma l'emittente statale CCTV, mentre l'agenzia Xinhua ha ricordato che lo scorso novembre i due leader si erano ritrovati faccia a faccia in California.

Anche la Casa Bianca - in una nota - ha parlato di un confronto "franco" e "costruttivo" su molti temi, sottolineando che Biden ha messo in evidenza "l'importanza di mantenere la pace e la stabilità nello stretto di Taiwan e di rispettare la legge e la libertà di navigazione nel Mar della Cina".

I due leader - si legge - hanno innanzitutto discusso delle questioni affrontate durante il vertice dello scorso novembre in California, "tra cui la cooperazione antidroga, la comunicazione continua tra militari, i colloqui per affrontare i rischi legati all'intelligenza artificiale e le iniziative in corso sul cambiamento climatico e sugli scambi tra i popoli". Biden ha quindi sottolineato "l'importanza di mantenere la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan e lo stato di diritto e la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale"; ha poi espresso "preoccupazione per il sostegno della Cina alla base industriale della difesa russa e il suo impatto sulla sicurezza europea e transatlantica, e ha sottolineato l'impegno duraturo degli Stati Uniti per la completa denuclearizzazione della penisola coreana".

Il 3 aprile, la segretaria al Tesoro, Janet Yellen, partirà per la Cina per incontrare le sue controparti, a Pechino e Guangzhou, e il capo della diplomazia americana, Antony Blinken, ci andrà "nelle prossime settimane". 

Xi e i tre principi generali da seguire nei rapporti Cina-Usa

Secondo il resoconto della diplomazia di Pechino, Xi ha citato tre principi generali che dovrebbero guidare i rapporti Cina-Usa nel 2024: il limite da dare "al non conflitto e al non confronto" rafforzando la prospettiva positiva, la priorità da attribuire alla stabilità e la credibilità da preservare onorando gli impegni per “trasformare 'la visione di San Francisco in realtà”. 

La percezione strategica "è fondamentale nella relazione Cina-Usa, proprio come il primo bottone di una camicia da rimettere a posto. Due grandi Paesi come Cina e Usa non dovrebbero recidere i loro legami o voltarsi le spalle a vicenda, e ancor meno scivolare nel conflitto o nello scontro".

I due Paesi "dovrebbero rispettarsi a vicenda, coesistere in pace e perseguire la cooperazione vantaggiosa per tutti. I legami dovrebbero continuare ad procedere in modo stabile, solido e sostenibile, anziché regredire".

Il presidente cinese Xi Jinping e l'mologo statunitense Joe Biden Lapresse
Il presidente cinese Xi Jinping e l'mologo statunitense Joe Biden

La question di Taiwan

Nonostante i resoconti ufficiali, il confronto è stato duro su più temi. Soprattutto la questione di Taiwan e le relazioni economiche. 

La Cina considera Taiwan una questione interna e ha protestato vigorosamente contro il sostegno - anche economico - degli Stati Uniti all'isola. 

La questione di Taiwan "è la prima linea rossa insormontabile nelle relazioni sino-americane", ha precisato Xi assicurando che "non lasceremo che le attività separatiste, la connivenza esterna e il sostegno alle forze dell'indipendenza di Taiwan restino incontrollati". Pertanto, ha aggiunto il presidente cinese nel resoconto della Xinhua, "ci auguriamo che gli Stati Uniti mettano in pratica la dichiarazione positiva del Presidente di non sostenere l'indipendenza di Taiwan".

Il presidente Biden ha ribadito a Xi Jinping che gli Stati Uniti rispettano il principio dell'Unica Cina e ha ribadito che si oppongono a qualsiasi mezzo coercitivo per riportare Taiwan sotto il controllo di Pechino.

Biden e Xi hanno discusso dell'isola in vista dell'insediamento, il mese prossimo, di Lai Ching-te, presidente eletto dell'isola, che ha promesso di salvaguardare la sua indipendenza de-facto dalla Cina e di allinearla ulteriormente alle altre democrazie. 

Si tratta di un tema "caldo" affrontato alla vigilia di appuntamenti importanti: la prossima settimana, saranno ospiti della Casa Bianca il presidente delle Filippine Ferdinand Marcos Jr. e il primo ministro giapponese Fumio Kishida per un vertice congiunto in cui l'influenza di Pechino nella regione sarà al centro dell'agenda.

Le relazioni economiche: tecnologie avanzate e microchip

È sul fronte economico che si è consumata la frattura maggiore. Biden ha espresso a Xi le sue preoccupazioni per le "pratiche economiche sleali" della Cina, secondo quanto riportato da un funzionario, e ha ribadito che gli Stati Uniti adotteranno misure per preservare la loro sicurezza e i loro interessi economici, anche continuando a limitare il trasferimento di alcune tecnologie avanzate alla Cina.

Xi ha risposto che se gli Stati Uniti "insistono nel sopprimere lo sviluppo high-tech della Cina e nel privare la Cina del suo legittimo diritto allo sviluppo" Pechino "non resterà a guardare". In caso invece Washington volesse portare avanti una cooperazione reciprocamente vantaggiosa "la porta della Cina sarà sempre aperta".

È il monito del presidente Xi Jinping al suo omologo sulla "serie infinita di misure per sopprimere economia, commercio, scienza e tecnologia della Cina", mentre "l'elenco delle sanzioni contro le aziende cinesi è sempre più lungo: questa non è rimozione del rischio ma creazione di rischio", ha riferito la Cctv.

In una nota la Casa Bianca ha dichiarato che Biden ha respinto, nel corso della telefonata, l'invito di Xi Jinping a revocare un ampio divieto di esportazione di chip avanzati. Il presidente "ha sottolineato che gli Stati Uniti continueranno a intraprendere le azioni necessarie per impedire che le tecnologie avanzate statunitensi vengano utilizzate per minare la nostra sicurezza nazionale, senza limitare indebitamente il commercio e gli investimenti".

"I rapporti economici tra Stati Uniti e Cina sono senza dubbio più stabili rispetto a due anni fa", ha detto un altro funzionario dell'amministrazione, durante un colloquio con i giornalisti prima della partenza di Yellen. "Sappiamo comunque che ci sono profondi disaccordi e non si risolveranno dal giorno alla notte", ha detto.

Guerra al Fentanyl

Biden, inoltre, nella telefonata con Xi, ha fatto pressione sulla Cina affinché si impegni maggiormente per fermare il flusso di stupefacenti illegali. L'impegno era stato preso in occasione del vertice dei leader tenutosi a Woodside, in California, lo scorso anno, a margine della riunione della Cooperazione economica Asia-Pacifico, quando si erano accordati per combattere l'emergenza fentanyl.

Intelligenza Artificiale e elezioni

In agenda ci sono stati anche la collaborazionenell'intelligenza artificiale e nella lotta alla cambiamento climatico. 

Secondo un alto funzionario dell'amministrazione statunitense, che ha anticipato la telefonata a condizione di anonimato, Biden ha rafforzato l'avvertimento a Xi di non interferire nelle elezioni statunitensi del 2024 e di non continuare a compiere attacchi informatici dannosi contro le infrastrutture critiche americane. 

Diritti umani

Biden ha anche fatto pressione sulla Cina per quanto riguarda i suoi rapporti di difesa con la Russia, che sta cercando di ricostruire la sua base industriale mentre procede con l'invasione dell'Ucraina. E ha invitato Pechino a esercitare la sua influenza sulla Corea del Nord per tenere a freno Pyongyang. Il Presidente ha inoltre espresso preoccupazione per i diritti umani in Cina, tra cui la nuova legge restrittiva sulla sicurezza nazionale di Hong Kong e il trattamento riservato alle minoranze, e ha sollevato il problema degli americani detenuti o a cui è stato impedito di lasciare la Cina.