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In un libro appunti, pensieri, riflessioni sulla vita e la carriera dell’artista

Umbria Jazz: Cerri si racconta

Il grande chitarrista milanese protagonista a Perugia con un quartetto e un’autobiografia intitolata ‘Sarò Franco’. Intervistato dal Giornale Radio il maestro ottantottenne, ironico come sempre, confessa: “Il jazz è la mia malattia e ne sono innamorato”

Il jazzista Franco Cerri in un'immagine d'archivio (foto LaPresse)
PERUGIA -

Franco Cerri è sempre un’ospite d’eccezione, per quanto ormai abituale, a ‘Umbria Jazz’. Quest’anno è giunto a Perugia per suonare, accompagnato da un quartetto, e per presentare un libro autobiografico significativamente intitolato ‘Sarò Franco’. Intervistato dal Giornale Radio ha confessato. “Il jazz è la mia malattia e ne sono innamorato”

Classe 1926, padre nobile del jazz italiano, l'ottantottenne artista milanese, diventato famoso anche per la reclame televisiva dell’uomo in ammollo è tra i protagonisti dell’edizione 2014 di Umbria Jazz con due concerti. Nel libro scritto con l’aiuto di Pierluigi Sassetti, il racconto di un’intera vita attraverso appunti, pensieri, riflessioni, sui suoi incontri, su una smisurata carriera, iniziata da professionista nel 1945, che lo ha portato a incrociare sul palco mostri sacri come Chet Baker, Gerry Mulligan, Lee Konitz, perfino Billie Holiday. Ma pure Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Bruno Lauzi e Nicola Arigliano, per restare al panorama nazionale. Il libro è pubblicato da Arcana Musica e comprende anche prefazioni di Pupi Avati, Giampiero Boneschi e Jim Hall, oltre ad un inserto fotografico in bianco e nero.

A segnare la cifra dell’esperienza di vita di Cerri uno degli aforismi che compongono il libro che recita: "Prima del musicista c'è sempre l'uomo, e senza quello non ci può essere musica". E questo spirito lo aiuta, a 88 anni, ad andare avanti. "Non ho alcuna voglia di andare in pensione, che ci faccio in pensione?", ha sottolineato forte anche dell’ottimo stato di salute: "Non gioco, non bevo, non fumo, l'unico vizio che ho è la musica". O meglio, il jazz, "un linguaggio che si distingue per la libertà di cui vive", la chiosa conclusiva di Franco Cerri.



Ultima Modifica: 17 luglio 2014, 14:56
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