Trento

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Economia & Lavoro

Sono i cervelloni dell'Fbk. E arrivano da 23 Paesi

In 133 dottorandi si sono ritrovati a Povo per il "PhD Day", appuntamento annuale che raduna chi ha scelto la Fondazione per il percorso post laurea

"Mi sono laureato nel 2013 a Siena e poi mi son spostato qua in Fbk dove ho iniziato il dottorato in computer science. Non mi sento un cervello in fuga. Andare all'estero per me non è mai stato un motivo di fuggire dall'Italia". La prossima tappa di Gianni Barlacchi è Amazon, in Germania, dove entrerà nel team che segue lo sviluppo di Alexa, uno dei dispositivi più evoluti del colosso tecnologico.

Il suo è uno dei tanti esempi di successo che la Fondazione Bruno Kessler ha celebrato nel suo PhD Day, appuntamento annuale che raduna nella sede di Povo i 133 i dottorandi che hanno scelto la Fondazione, pur nelle difficoltà del contesto italiano. Bernardo Magnini, responsabile programa di dottorato, non ne fa un segreto: "Alcune delle condizioni bisogna dirlo non sono tra le più favorevoli, i salari delle borse di dottorato in Italia sono circa la metà di quelli tedeschi e dobbiamo compensare questo con altri elementi di attrattività".

Sono 23 i Paesi rappresentati, compresi India, Cina e America. La Fondazione continua dunque ad allargare i confini della sua comunità, sulla base di una forte sinergia non solo con l'Università di Trento, ma con l'intera città. "Ci vuole una qualità della vita perché il ricercatore è un signore anche di visione", dice presidente Francesco Profumo. "Ci vogliono le scuole per i suoi bambini, una buona sanità. Qui a Trento ci sono quasi tutte le condizioni, non siamo competitivi dal punto di vista degli stipendi, ci manca quel pizzico finale che io dico la ciliegina".