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TECH

Da undici anni l'Unione europea propone la consapevolezza online

È la giornata della sicurezza su internet, vi riguarda da vicino

Ci teniamo molto alla nostra sicurezza domestica, chiudiamo bene porte e finestre, stiamo attenti anche alla nostra macchina, cerchiamo di non lasciare in vista oggetti all'interno. Evitiamo sguardi curiosi quando preleviamo soldi dal bancomat...e così via. E invece nella nostra vita online queste stesse precauzioni non vengono quasi mai prese in considerazione. Esponendo a rischi altissimi la nostra privacy, i nostri dati e la tutela dei bambini e dei ragazzi

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di Celia GuimaraesMilano, Bruxelles Il 10 febbraio si celebra in 113 Paesi il Safer Internet Day, la giornata della sicurezza su internet (l’hashtag è #SID2015), giornata promossa dall’Unione Europea in collaborazione con Insafe e dedicata al tema della sicurezza in rete, per promuovere l'uso sicuro e responsabile della tecnologia, del web, di strumenti come smartphone e tablet, dei videogiochi, specialmente tra i bambini e i ragazzi di tutto il mondo.
 

Questa del 2015 sarà la dodicesima edizione della manifestazione. Il tema di quest’anno è 'Creiamo un internet migliore insieme'. Stiamo parlando, quindi, di navigazione sicura e anche di privacy, di azioni concrete per tutelare tutti gli utenti e, in particolare, di difendere i bambini e ragazzi dal cyberbullismo e dai pericoli che si annidano nei social network.

Non c’è privacy senza sicurezza
In Italia il Safer Internet Day sarà una giornata di formazione, intrattenimento e dibattito sul rapporto tra web e nuove generazioni e si terrà a Milano, alla Bicocca. In mattinata centinaia di studenti della Lombardia prenderanno parte ad uno show per imparare, divertendosi, i segreti di un utilizzo positivo della rete, con il lancio di un contest e le performance di Luca Pagliari e Paolo Attivissimo, che gestiranno un talk show con Google e Facebook. Ci saranno poi le improvvisazioni teatrali degli attori dello spettacolo “WeBulli”.
 
Nel pomeriggio Marco Castellazzi darà il via ad un tavolo tecnico alla presenza dei rappresentanti della Commissione europea, del Miur e di associazioni no profit, forze dell’ordine e autorità. Seguiranno la presentazione della ricerca di Skuola.net sul rapporto ragazzi e web e un dibattito con la platea e giornalisti presenti.  
 
Una legge contro i bulli del web
“Internet è uno spazio di libertà e di crescita incredibile, ma rischia di diventare uno spazio pericoloso senza un sistema di regole condivise".

Micaela Campana, deputata del Pd, è prima firmataria della proposta di legge contro il fenomeno del bullismo e cyberbullismo, “un fenomeno sociale in continua espansione come ci dicono i dati dei tribunali dei minori e della Polizia Postale. Tra gli adolescenti uno su quattro ha dichiarato di essere stato vittima di atti di cyberbullismo, il 50% ha subito minacce o messaggi violenti reiterati. I fenomeni più diffusi sono la condivisione di video hot, isolamento, scambi di identità, diffusione di immagini, adescamento da parte di adulti. Il finto anonimato aumenta i rischi, soprattutto in social network come Ask dove l'identità degli utenti si cela dietro nickname. Per questo è necessario fare prevenzione nelle scuole, ma anche predisporre delle leggi adeguate ad operare nei casi più gravi".

 
Ragazzi iperconnessi
Il 90% dei più giovani ha uno smartphone con abbonamento internet, secondo una ricerca di Skuola.net su circa 10mila studenti intervistati e tra questi, praticamente tutti hanno confermato di navigare in mobilità, accedendo in ogni momento a Twitter, Facebook, Instagram e Whatsapp.
 
Dati – e rischi – confermati anche dalla ricerca promossa da Telefono Azzurro-Doxakids, secondo la quale il 64% degli adolescenti teme che le proprie informazioni vengano usate per scopi diversi da quelli dichiarati, il che indica che la consapevolezza dei pericoli che si celano dietro a un uso imprudente del web è in forte crescita.
 
Anche una ricerca svolta da Ipsos per Save the Children evidenzia come il 39% dei minori sia iscritto a Facebook già a 12 anni, una percentuale addirittura più alta rispetto ai diciottenni (32%). Solo la metà di loro conosce le regole sulla privacy: il 35% dei minori si dà appuntamento con persone conosciute solo sul web, mentre il 33% utilizza gruppi di WhatsApp e applicazioni simili di messaggistica.
  
I consigli degli esperti
Oltre alle iniziative istituzionali, ci sono molte aziende coinvolte nella giornata mondiale della sicurezza online. La novità presentata da Google in occasione del Safer Internet Day è un nuovo tool per il Controllo Sicurezza del proprio account gmail. Ma forse non tutti sanno che Google ha già attivo un Centro per la sicurezza online, con due grandi sezioni: una dedicata alla sicurezza di tutti coloro che usano il web, altra per le famiglie. Vi si trovano i consigli di Big G per un utilizzo consapevole e sicuro di internet, apparentemente semplici, ma ancora oggi molti non sono consapevoli che bastano poche semplici accortezze per evitare rischi sul web. Per esempio la scelta delle password.

Leggi: Le password peggiori del 2014: c'è anche quella dell'agente Mulder di X-files  
 
“Oggi la sicurezza online è una priorità per tutti. Secondo un recente sondaggio condotto da Gallup, ci sono più persone che temono che il loro account venga violato di quante temono che qualcuno entri in casa loro", ha commentato Simona Panseri, direttore comunicazione di Google Italy. "La sicurezza è una priorità assoluta da sempre per Google: vi dedichiamo energie e risorse, portando avanti azioni di sensibilizzazione, collaborando con istituzioni impegnate su questo fronte, organizzando iniziative volte a incoraggiare la conoscenza del web e il suo uso consapevole. Spesso le persone lasciano le proprie informazioni personali esposte ad attacchi online senza nemmeno rendersene conto. Ma atteggiamenti noncuranti in tema di sicurezza online possono causare gravi conseguenze nel caso in cui estranei riescano ad accedere alle nostre informazioni. Semplici accorgimenti come scegliere password più complicate, eseguire sempre il log-out dalle sessioni e prendere in considerazione la verifica a doppio passaggio per il proprio account possono davvero fare la differenza nel garantire la sicurezza dei nostri dati".

"Ci sono svariate soluzioni che mettiamo a disposizione degli utenti per mantenere sicuri loro e le loro informazioni. La nostra tecnologia di Navigazione sicura, ad esempio, che identifica i siti non sicuri e avvisa le persone prima che vi accedano, protegge ogni giorno più di un miliardo di utenti di Chrome, Firefox e Safari. C’è molto che anche gli utenti possono e devono fare per proteggere se stessi: conoscere la Rete e gli strumenti messi a disposizione per poter tutelare la sicurezza dei propri dati”.
 
Sicurezza da professionisti
Ci sono anche aziende di sicurezza informatica come Sophos che hanno colto l’occasione del Safer Internet Day mettere le proprie competenze al servizio della tutela dei più giovani. Paul Ducklin, Senior security advisor di Sophos, ha dedicato un post sul blog Naked Security proprio a questo argomento, con alcuni suggerimenti per aiutare adulti e ragazzi a capire se il loro modo di utilizzare il web è corretto e sicuro.
 
Tre le domande fondamentali: “Ogni qual volta state per compiere un’attività online, che si tratti di condividere una foto, di cliccare su un link ricevuto via mail o trovato su un social network o di accettare i termini di utilizzo di un’app, chiedetevi: A chi mi sto rivolgendo? Cosa sto dicendo? Qualcuno potrebbe subire conseguenze negative da questo mio comportamento online?”
 
Pro e contro dei comportamenti
L’esperto di Sophos Paul Ducklin fa anche un’analisi dei principali strumenti usati nei social network, che a volte ci aiutano nella navigazione o aumentano i divertimento ma spesso presentano conseguenze negative anche serie. Alcuni esempi sono elencati di seguito.
 
Servizi di localizzazione
Pro: se vi trovate con un gruppo di turisti in giro per una città, usare i servizi di questo tipo può essere utile per ritrovarsi più facilmente.

 
Contro: chi si occupa di marketing online è molto interessato a conoscere dove si trovano gli utenti per proporre, ad esempio, la pubblicità del punto vendita di un cliente nelle vicinanze ed incentivare così gli acquisti. Inoltre, segnalare che non si è in casa potrebbe significare che l’abitazione è vuota o, peggio ancora, quando i bambini sono soli in casa.
 
Suggerimento: Molti sistemi operativi, device mobili e servizi online hanno i servizi di localizzazione disattivati per default. Imparate a controllare come e quando condividere informazioni relative al luogo in cui vi trovate e non cadete nel tranello di sentirvi obbligati ad attivare tali servizi a fronte di promesse di migliori prestazioni da parte del fornitore di app o del sistema operativo. Naturalmente, potete scegliere di condividere senza alcuna restrizione ogni vostro spostamento, ma prima di farlo fermatevi e ponetevi le nostre 3 domande. Poi, prendete le vostre decisioni tenendo conto anche del tipo di contesto in cui attivare la localizzazione. Se avete dei dubbi... non fatelo.
  
Condivisione di interessi
Pro: Condividere gli interessi con persone che hanno le stesse passioni è divertente e permette di vivere sempre al massimo i propri hobby.
 
Contro: gli esperti di marketing online possono utilizzare gli interessi da voi condivisi per creare un vostro “profilo pubblicitario” da utilizzare per segnalare offerte di prodotti e servizi in linea con i vostri gusti. Inoltre, i cybercriminali possono delineare un profilo estremamente accurato di voi e del vostro stile di vita e utilizzarlo per attacchi di social engineering attraverso i quali si spacceranno per voi, con conseguenze spesso molto gravi.
 
Suggerimento: condividere informazioni relative ai propri gusti è divertente e se non rilasciate dati troppo personali, non rappresenta un rischio elevato. Dopotutto se amate andare in bici o tifare per una determinata squadra, chi condivide con voi tali passioni sa già quando le praticate e se siete un tipo da stadio o un... tifoso da divano. Attenzione comunque a non condividere troppi dettagli con persone che non fanno parte della cerchia ristretta di amici fidati, altrimenti possibili truffatori potrebbero ricavare dati sufficienti a sbloccare la procedura di “recupero password” che prevede “domande segrete” relative proprio alle informazioni personali degli utenti. Anche in questo caso quindi, riflettete bene prima di condividere e se non siete del tutto convinti... tenete per voi le vostre passioni!
  
Condivisione di foto di gruppo
Pro: tenere traccia fotografica delle esperienze vissute è divertente e utile e può essere interessante per creare nuovi contatti o per documentare il proprio vissuto.

 
Contro: le aziende che operano nel mondo dei social network amano le foto di gruppo poiché, grazie ai software di riconoscimento facciale, possono facilmente tracciare e definire i dettagli della vostra vita sui social. Enti di sorveglianza ed organizzazioni di intelligence potrebbero mettere a punto un vero e proprio dossier su di voi utilizzando le vostre informazioni pubbliche e, per quanto questa possibilità oggi possa sembrarvi remota, non va sottovalutata in un’ottica futura.
 
Suggerimento: va tenuto a mente che si può essere presenti sul web anche senza aver mai aperto un browser in vita propria o senza aver mai navigato online. Questo è dovuto al fatto che altri utenti possono scegliere di condividere foto scattate in vostra compagnia, non tenendo conto del vostro desiderio di privacy. Se volete proteggere il vostro diritto alla riservatezza siate molto chiari con chi vi conosce ed esprimete senza indugi il divieto di condividere su Internet immagini che vi riguardino. Allo stesso modo, naturalmente, ricordate di chiedere sempre ad amici e conoscenti il permesso di condividere loro foto sui vostri profili social. Prestate molta attenzione anche allo sfondo ed evitate di scattare foto che mostrino, inavvertitamente, dati sensibili come dati bancari, password, indirizzi di casa o numeri di telefono.
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