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ITALIA

Tutti in classe

13 settembre, ricomincia la scuola in 9 regioni italiane. Bianchi: "Gioia vedere classi piene"

Il ministro dell'Istruzione rassicura: "Siamo pronti a una scuola in cui diversamente dal passato il 93% di tutto il personale è vaccinato, a cui va aggiunto chi ha una certificazione perché non può vaccinarsi. Quindi una risposta corale, come in nessun'altra situazione". Nella notte anche una protesta davanti al Ministero dell'Istruzione a Roma

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Si è concluso il primo giorno di scuola. Un giorno molto speciale, che ha visto il ritorno in classe degli studenti, dopo un anno trascorso in didattica a distanza. Tutto sembra essere andato liscio: la piattaforma per il controllo Green pass ha funzionato, "tutti i docenti per la prima volta sono al loro posto il 4 di settembre", precisa il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, che stamane ha aperto così l'anno scolastico.

"Siamo tornati a scuola, è una gioia vedere le classi piene di ragazzi. Riparte una scuola che deve non solo riaprire - in molte regioni è stata aperta lo scorso anno - ma anche ripensarsi, deve tornare a essere il centro della nostra comunità ed essere conscia di se stessa. Il compito della scuola quest'anno è farci sentire Paese.

"Eventuali focolai saranno isolati, mai più chiusure regionali"
"La posizione del governo è chiara: il Green pass serve per chiunque entri a scuola, tranne i ragazzi. Anche per quanto riguarda le mascherine, come abbiamo scritto nel decreto del 6 agosto, la linea è quella di tornare a una nuova normalità: quando tutti saremo vaccinati, torneremo a sorriderci". Così il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi a RaiNews 24 in collegamento da Bologna per l'avvio del nuovo anno scolastico. Il ministro ha detto che la piattaforma per il controllo dei Green pass "sta funzionando benissimo: abbiamo avuto più di 900 mila verifiche tra le 7 e le 8. Abbiamo fatto al meglio una cosa complessa e delicata". E sul rischio di un ritorno alla Didattica a distanza, Bianchi assicura: "Ci potranno essere problemi, è inutile dirlo. Ma non succederà più che tutta una Regione andrà in quarantena per un focolaio in una classe. La situazione è totalmente diversa rispetto all'anno scorso".

"Per la prima volta abbiamo tutti i docenti al loro posto il 4 di settembre"
"Quest'anno per la prima volta abbiamo  tutti i docenti al loro posto il 4 di settembre e non a ottobre.  Abbiamo i 60mila di ruolo e 60mila incarichi annuali. In più abbiamo  60mila persone in più per il sostegno per queste attività mirate" ha puntualizzato il ministro.

"Classi pollaio concentrate nei grandi istituti delle periferie urbane"
"Le classi pollaio sono il 2,9% e sono concentrate nei grandi istituti delle periferie urbane ed è lì che noi stiamo  investendo. Abbiamo investito molte risorse che abbiamo dato direttamente alle scuole, perché bisogna aver fiducia nell'autonomia.  Abbiamo messo anche per i trasporti. Abbiamo parlato con tutti gli Enti locali, con le Regioni, abbiamo parlato soprattutto con le nostre scuole e le nostre scuole dimostrano di essere pronte".

"Il 93% del personale scolastico è vaccinato"
"Il 93% del personale scolastico è vaccinato. Non sarà più possibile mettere in dad una intera regione, se ci fossero rischi si interviene in forma mirata, siamo attentissimi al contagio ma anche  agli altri studenti, la solidarietà torni ad essere al centro. Saremo chirurgici nelle misure", siamo al lavoro affinché nel caso di una scuola in difficoltà per il Covid "non vada in difficoltà l'intera regione. Le regioni che hanno più sofferto lo scorso anno sono quelle in cui si registra il 100% di copertura vaccinale del personale e gli studenti hanno fatto in numero maggiore le dosi", ha continuato Bianchi. "Gli studenti con grande entusiasmo hanno accettato di vaccinarsi - sottolinea -. Il vaccino è l'arma più importante, e poi serve grandissima attenzione che ormai fa parte del nostro modo di vivere con gli altri".

"Non ho abbandonato l'idea" di far togliere le mascherine laddove in classe siano tutti vaccinati: "È la nostra direzione di marcia, è una indicazione chiara del decreto del 6 agosto. Stiamo lavorando da aprile a una scuola nuova, più inclusiva affettuosa e stiamo lavorando anche su questo aspetto mascherine", ha concluso Bianchi.



Scuola al via, i numeri
Sono 3.865.365 gli studenti che da questa mattina ritornano sui banchi di scuola. La campanella suona in 9 regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Umbria, Veneto, Valle d'Aosta e nella provincia di Trento. Le lezioni sono già riprese il 6 settembre per nella provincia di Bolzano, mentre inizieranno domani per 192.252 alunni della Sardegna, il 15 settembre per 1.706.814 bambini e ragazzi delle regioni Campania, Liguria, Marche, Molise e Toscana, il 16 settembre per 829.028 studenti del Friuli Venezia Giulia e della Sicilia. Gli ultimi a ritornare in classe saranno gli 813.853 alunni delle regioni Calabria e Puglia, il 20 settembre. Quest'anno - secondo i dati ufficiali del ministero dell'Istruzione - sono 7.407.312 le studentesse e gli studenti che siederanno tra i banchi delle scuole statali in tutta Italia. Di questi, 277.840 sono alunni con disabilità, mentre sono 368.656 le classi per l'anno scolastico 2021-2022.

Nello specifico, quest'anno: sono 846.775 gli alunni della scuola dell'infanzia statale, 2.313.923 quelli della primaria, 1.584.758 quelli della secondaria di I grado e 2.661.856 quelli della secondaria di II grado. Il 51% delle studentesse e degli studenti della secondaria di II grado frequenterà un liceo, il 31,7% un istituto tecnico e il 17,3% un istituto professionale.Per quanto riguarda il personale scolastico, secondo i dati aggiornati alla data di oggi, risultano assunti, con contratto a tempo indeterminato, 59.425 docenti (di cui 12.840 incarichi conferiti in base alle procedure del decreto sostegni bis). Risultano assunti anche 10.729 Ata. Sono poi 87.209 i posti aggiuntivi in deroga già assegnati sul sostegno.

La protesta davanti al Ministero
"Dopo i banchi a rotelle e il dibattito sì DaD - no DaD, gli studenti e le studentesse non solo hanno bisogno di tornare a scuola in presenza ma anche in sicurezza. Il ministero dell’istruzione assicura di aver investito milioni, ma i rappresentanti degli studenti conoscono bene i problemi delle scuole da anni". Lo dichiara Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell'Unione degli studenti che questa notte ha organizzato una protesta davanti alla sede del ministero dell'Istruzione a Roma in cui gli studenti hanno deposto delle macerie a simbolo della stato della scuola pubblica. 



"Dall’introduzione della didattica a distanza nel marzo 2020 - continua Gianmarco Silvano, responsabile dell’organizzazione dell’Uds - abbiamo assistito alla progressiva esplosione delle contraddizioni e delle problematiche strutturali che il sistema di scuola pubblica del nostro paese presenta ormai da decenni". "Viviamo una scuola sempre più esclusiva, spesso determinata dalle logiche meritocratiche e competitive del sistema capitalista in cui è immersa, in cui le studentesse e gli studenti non sono portati alla formazione di un pensiero critico ma alla mera acquisizione di sterili nozioni, con processi frontali e punitivi che non mirano ad una reale crescita dell’individuo. Ci hanno lasciato una scuola in macerie, distrutta dai processi di aziendalizzazione e sottofinanziata, ora la ricostruiamo noi", spiega Silvano.

"Sono necessari investimenti per la scuola pubblica - conclude Redolfi - in materia di trasporto pubblico, edilizia e diritto allo studio, ma non solo. È necessaria una riforma totale dell’istruzione, che sappia rinnovare la didattica e immaginare un nuovo modello di scuola inclusiva che sappia trasformare la società".

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