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POLITICA

Aveva 77 anni

Addio a Luigi Covatta, l'intellettuale che elaborò il nuovo corso riformista

Dal 2009 dirigeva 'Mondoperaio', dal 1979 al 1994 è stato prima deputato e poi senatore

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L'ex parlamentare ed ex sottosegretario Luigi Covatta, che da intellettuale cattolico contribuì alla formulazione del riformismo del 'nuovo corso' del Psi di Bettino Craxi, è morto nella sua casa di Roma all'età di 77 anni. Dal 2009 era il direttore di "Mondoperaio", la rivista culturale socialista fondata da Pietro Nenni. Dopo la fine del Psi, Covatta ha svolto un'intensa attività da pubblicista e con l'editore Marsilio ha pubblicato i libri "Menscevichi. I riformisti nella storia dell'Italia repubblicana" (2005) e ha curato, insieme a Gennaro Acquaviva, "Moro. Fermezza e trattativa trent'anni dopo" (2008) e "La 'grande riforma' di Craxi" (2010).

Nel 2018 Covatta era stato tra i primi soci fondatori della Fondazione Socialismo con Gennaro Acquaviva, Giuliano Amato e Riccardo Nencini. Dal 2019 la Fondazione aveva acquisito la proprietà della rivista mensile "Mondoperaio". Nato a Forio d'Ischia il 15 maggio 1943, l'attività politica di Covatta inizia da giovanissimo: da studente è stato segretario nazionale dell'Intesa Universitaria, l'organizzazione di ispirazione cattolica.

Da cattolico di sinistra si candidò nel 1972 alle elezioni politiche nelle liste del Movimento Politico dei Lavoratori di Livio Labor, l'ex presidente delle Acli che aveva fatto la scelta per il socialismo. La lista non ottenne seggi e, con la maggior parte del partito, anche Covatta aderì al Psi. Come intellettuale arrivò alla direzione del Centro Studi del Psi, che contribuì all'elaborazione ideale e programmatica del nuovo corso socialista impresso dal segretario Bettino Craxi nella seconda metà degli anni '70.

Dal 1979 al 1994 Covatta è stato prima deputato e poi senatore per il Partito socialista. Da luglio 1986 è stato sottosegretario alla Pubblica istruzione nel governo Craxi II; poi con lo stesso incarico nel governo Goria e nel governo De Mita, fino a luglio 1989. Ha ricoperto, quindi, la carica di sottosegretario ai Beni culturali nel governo Andreotti VI e nel governo Andreotti VII. Dal 1992 al 1994 è stato vicepresidente della Commissione parlamentare per le riforme istituzionali e dal 1993 al 1994 presidente della Commissione Lavoro del Senato.

Dopo la dissoluzione del Psi, Covatta ha seguito Giuliano Amato e per le elezioni politiche del 1994 ha aderito all'aggregazione di centro del Patto per l'Italia per il quale è stato candidato al Senato nel collegio di Pozzuoli senza tuttavia risultare eletto. Aveva poi partecipato, nella sua fase iniziale, alla costituzione dei Democratici di Sinistra, per poi distaccarsene, deluso dalle modalità di svolgimento di quella vicenda.

Come giornalista ha svolto una intensa attività collaborando a "La Repubblica", "Il Mattino", "L'Italia", "Avanti!", "Relazioni sociali", "Settegiorni", "Il Corriere della Sera", "Il Riformista" e "Le Ragioni del socialismo".
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