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EUROPA

Audizione straordinaria

Afghanistan, Borrell: "Abbiamo fallito, stop a fondi Ue per lo sviluppo e aiutiamo il popolo"

L'ammissione di colpa di Borrell, che non usa mezze parole per raccontare la crisi afghana. Nel frattempo prosegue il coordinamento sugli sforzi di evacuazione di diplomatici e personale da Kabul. Sulla vicenda il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri Luigi di Maio

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In Afghanistan la situazione è peggiorata "troppo velocemente". "Nemmeno i talebani si aspettavano una conquista così rapida", è l'ammissione del fallimento espresso dall'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, in un'audizione straordinaria al Parlamento europeo. Per Borrell, "la creazione di un Paese moderno, dove sono rispettati i diritti delle donne, è fallita. Gli Usa hanno speso 300 milioni al giorno per l'Afghanistan negli ultimi 20 anni ma i risultati sono molto modesti". Quelle che arrivano da Kabul, ha concluso l'Alto rappresentante, "sono immagini frustranti, dobbiamo chiederci cosa non ha funzionato".

Quanto è accaduto in Afghanistan è "una catastrofe, un incubo, parliamoci chiaro", ma ora "dobbiamo sostenere il popolo afgano, non solo chi vuole lasciare il Paese, ma anche chi vuole rimanere" stabilendo "canali di comunicazione con chi è al governo, il che non implica in nessun modo un riconoscimento internazionale dei talebani". "Abbiamo fatto tanto per costruire uno Stato in Afghanistan, capace di garantire lo stato di diritto, i diritti umani, e abbiamo fallito", ha ammesso Borrell, ricordando che nelle scorse settimane aveva incontrato il presidente afgano in Asia centrale, "ed era molto preoccupato riguardo alle capacità di riuscire a resistere all'offensiva dei talebani".

"La Russia e la Cina non possono intervenire e sostenere Kabul e noi essere completamente messi da parte", ha continuato Borrell. "Dobbiamo parlare con loro per cercare di evitare un deterioramento della situazione. Il che non implica che c'è un sostegno o un avallo dei talebani. Certo che dobbiamo parlare con i talebani, ma non vuol dire riconoscerli né assisterli militarmente. Dobbiamo però avere dei contatti, anche con i Paesi vicini, per limitare i rischi di terrorismo", ha proseguito l'Alto rappresentante dell'Ue.

E sui fondi per lo sviluppo economico dice stop: "Dobbiamo fare una distinzione tra aiuti umanitari e l'aiuto allo sviluppo. L'aiuto umanitario dovrà essere incrementato, mentre l'aiuto allo sviluppo deve essere interrotto fino a quando non avremo capito quale sia il comportamento di chi guida il paese, perché ci sono delle condizioni".

Telefonata tra Di Maio e Blinken
A quanto si apprende il ministro Di Maio nella notte ha sentito telefonicamente il segretario di Stato americano Blinken per fare il punto sulla situazione in Afghanistan. Di Maio durante il colloquio ha ribadito l'importanza di agire con la massima unità, mettendo al primo posto il rispetto e la tutela dei diritti umani. Per quanto riguarda le operazioni di evacuazione da Kabul, Italia e Stati Uniti agiranno in stretto coordinamento, con la possibilità di condividere voli congiunti per l'evacuazione.
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