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POLITICA

La scelta del governo

ASI, polemiche dopo revoca Battiston. Il viceministro Fioramonti: "Più scienziati, meno militari"

L'allontanamento a sorpresa del fisico Roberto Battiston probabilmente in favore di un militare - da ieri circola con forza il nome del generale e Capo di Stato Maggiore dell'aeronautica in pensione Pasquale Preziosa - suscita voci critiche non solo nell'opposizione ma anche all'interno del Ministero per l'Istruzione, l'Uiversità e la Ricerca scientifica

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Non si placa la polemica politica sul cambio della guardia ai vertici dell'Agenzia spaziale italiana.   La revoca del fisico Roberto Battiston probabilmente in favore di un militare - da ieri circola con forza il nome del generale e Capo di Stato Maggiore dell'aeronautica in pensione Pasquale Preziosa - suscita voci critiche non solo nell'opposizione ma anche all'interno del Ministero per l'Istruzione, l'Uiversità e la Ricerca scientifica (MIUR).

Il viceministro: "Più scienziati, meno militari"
"Ritengo che abbiamo bisogno di piu' scienziati e meno militari", dice all'ANSA il Viceministro del MIUR, Lorenzo Fioramonti.  "Ho letto il nome dai giornali, non ne abbiamo parlato col ministro", ha commentato Fioramonti a margine della cerimonia di lancio del consorzio Epos Eric al ministero.

Il Ministro: "Non è detto che sia Preziosa"
Ma non è detto che sia Pasquale Preziosa il nuovo presidente dell'Asi, l'Agenzia spaziale italiana. "Non c'è nessun tipo di novità, non è detto che sia questa persona, è solo un nome che sta circolando", ha detto il titolare del Miur, Marco Bussetti, rispondendo ai giornalisti a margine di un convegno dello Snals, in corso a Roma.

Bussetti: "La ragione della revoca? È nelle carte"
Sulla revoca del presidente Asi, Roberto Battiston "non c'e' nessuna polemica. Il motivo e' chiaro ed e' nelle carte". Cosi' ancora  il ministro Bussetti.

Nespoli: "Sono rimasto sorpreso"
"Sono rimasto sorpreso, non me l'aspettavo. Conosco da tempo il professor Battiston e l'ho sempre apprezzato per la preparazione scientifica e la serieta' professionale". Lo dice in una intervista al Corriere della sera, l'astronauta Paolo Nespoli, commentando la rimozione del capo dell'Agenzia spaziale  Battiston. "Io non sono addentro agli affari della politica - afferma Nespoli -. non sono ovviamente contrario alle posizioni che i partiti possono esprimere secondo le loro logiche. Pero' credo che soprattutto per enti scientifici e legati all'innovazione, due aspetti strategici per il paese, si debba prima di tutto guardare al merito, alla preparazione specifica e considerarlo prioritario rispetto ad altre motivazioni.

Un settore come lo spazio - continua - vive in una dimensione internazionale con un confronto continuo e se non si e' all'altezza e' il paese che ne subisce le conseguenze. Insomma, occorrono persone giuste al posto giusto". "Bisogna tener conto - aggiunge - che i programmi spaziali richiedono sempre molti anni per essere realizzati e questo significa la necessita' di riferimenti costanti, di una linea guida che assicuri la continuita'. Anche perche' si svolgono nella maggior parte dei casi in contesti internazionali. Bisogna esserne consapevoli e tenerne conto se non si vuol provocare danni di vario genere".

La Cgil: "Revoca politica. Ministro chiarisca"
"Al professor Battiston rivolgiamo intanto la nostra solidarietà e la stima per quanto ha fatto per l'ASI. Attendiamo di verificare i fatti e di appurare le argomentazioni che sono state poste alla base della scelta, ma da una prima lettura delle norme che regolano la questione, non ci sembra che il cuore del problema stia nella procedura, quanto piuttosto nella decisione tutta politica di annullare un atto compiuto dal precedente governo: è opportuno che il ministro Bussetti risponda al Parlamento e alla comunità scientifica, indignata per il blitz, sulla decisione di revocare al professor Battiston la presidenza dell'ASI. E soprattutto confermi che non esiste da parte del governo la volontà di procedere ad una sorta di commissariamento di questa Agenzia, con la nomina di un militare, così come di qualunque altro istituto di Ricerca pubblico". Lo scrive in una nota la Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL. "Ricordiamo infatti - prosegue la Flc Cgil - che gli Enti pubblici godono del loro speciale status perché esso è garantito dalla Costituzione e nessun governo può metterne a rischio la terzietà. Prevalgano il senso di responsabilità e il valore scientifico interno e internazionale, delle persone che si chiamano a governare il delicato sistema della Ricerca Pubblica".  
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