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POLITICA

Governo

Senato, mozione di sfiducia a Speranza. Il ministro: "Non si fa politica su tremenda epidemia"

Lega e Forza Italia voteranno contro la mozione di sfiducia al ministro della Salute, promossa da Fratelli d'Italia, e propongono una commissione di inchiesta sulla sua gestione della pandemia

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Coprifuoco e gestione dell'emergenza sanitaria restano al centro del dibattito politico. Stamane l'esame in Senato della mozione di sfiducia presentata nei confronti del ministro della Salute, Roberto Speranza.   

La seduta dell'aula del senato dedicata alle mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni contro il ministro della Salute, Roberto Speranza, è stata sospesa alla fine delle dichiarazioni di voto per la prevista sanificazione dell'emiciclo. Riprenderà alle ore 14 per la votazione.

"In questi mesi avrei potuto scaricare sulle Regioni responsabilità e limiti che tanti hanno visto. Ma non lo ho mai fatto e non lo farò mai. Ho sempre collaborato con tutti senza alcuna distinzione e con la massima disponibilità perché penso che in un grande Paese non si fa politica su una tremenda epidemia". Così il ministro della Salute Roberto Speranza in aula al Senato.

Lega e Forza Italia voteranno contro la mozione di sfiducia a Roberto Speranza, promossa da Fratelli d'Italia, e propongono una commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia da parte del ministero della Salute. È quanto si apprende da fonti di partito. 

"Con senso di responsabilità, determinato a proporre soluzioni concrete e percorribili come dimostrano le riaperture e l'accordo raggiunto nella maggioranza sulla revisione del coprifuoco, il centrodestra di governo ritiene improduttivo il ricorso a mozioni di sfiducia individuali (che non hanno peraltro alcuna possibilità di successo) e propone invece fin da oggi (con deposito formale che avverrà nelle prossime ore) una commissione di inchiesta sulla gestione della pandemia da parte del Ministero della Salute. L'auspicio è che, attorno ad una proposta seria, si possa trovare la convergenza della stragrande maggioranza delle forze parlamentari".

"Noi proporremo un Disegno di legge per istituire una commissione di inchiesta parlamentare sul piano pandemico e sul comportamento del Ministero della Salute e del ministro Speranza. Conto che gli amici di FdI ci diano una mano. Questo vale dieci volte di più di una mozione".  ha detto il leader della Lega Matteo Salvini ai microfoni di Vista mostrando in anteprima la bozza Ddl. 

"Abbiamo presentato mozione sfiducia ben sapendo l'esito che ne sarebbe derivato", ciò detto "rispetto gli amici di Lega e Forza Italia", ma "li controllerò  uno per uno, quelli che avranno il coraggio di darle la fiducia e non potranno più dire nulla", aveva detto Ignazio La Russa, senatore Fratelli d'Italia in Aula a Palazzo Madama.

Tra chi rinnoverà la fiducia al ministro della Salute Roberto Speranza "persino chi l'ha pesantemente accusato, come i partiti del centrodestra nel corso della sua attività di ministro della Salute nel precedente governo oggi voteranno per lei". Ciò detto, prosegue il senatore di FdI, "nella nostra mozione l'accusa principale che le facciamo è di aver tenuto bordone a bugie, inadeguatezze, incapacità manifestate dal governo, non è solo lei, ma lei ricopre quel ruolo".

"Continueremo a non dare tregua a questo governo finché la follia del coprifuoco non sarà abolita, anche andando contro tutto e tutti. Oggi, in aula, si voterà la mozione di Fratelli d'Italia per sfiduciare il ministro Speranza: il simbolo e il principale promotore del coprifuoco e della fallimentare gestione dell'emergenza. Voi che dite, la maggioranza lo boccerà come il nostro odg per abolire il coprifuoco, o qualcuno avrà il coraggio di schierarsi con noi?". Così aveva scritto su Facebook la leader di Fratelli d'italia, Giorgia Meloni riferendosi alla mozione di sfiducia in discussione stamattina al senato. 

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha espresso un sincero apprezzamento per le parole del ministro Roberto Speranza in Aula. “È il momento della responsabilità da parte di tutti”, dice Di Maio.

La senatrice del Pd Paola Boldrini, vicepresidente della Commissione Sanità, parlando in Aula nella discussione sulle mozioni di sfiducia al ministro Speranza, dice: "Noi rinnoviamo la fiducia al ministro Speranza, perché in quello che ha fatto ha sempre tenuto in considerazione l'articolo 32 della Costituzione, ovvero prima di tutto la salvaguardia della salute. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza può essere un'ulteriore nuova occasione per rafforzare il nostro sistema sanitario, però sono tante le componenti e gli attori che devono farlo insieme al ministero". 

La mozione di sfiducia nei confronti del ministro Speranza "è sbagliata politicamente e umanamente discutibile, perché mina l'unità della classe dirigente del Paese e la credibilità  delle istituzioni, del ministero, dell'Aifa e del Cts, quando la crisi pandemica non è ancora finita". Lo ha detto in Senato Davide Faraone, capogruppo di Italia viva. "Votiamo no - ha concluso - e chiederemo una commissione che indaghi su tutto quello che è accaduto nella gestione della pandemia, senza sostituirsi alla magistratura".

"Cambiamo! vota no alla sfiducia a Speranza. Siamo stati spesso in disaccordo, ma non e' il momento del giudizio e delle rese dei conti. Lo spirito del Governo Draghi è lavorare insieme, pur nelle differenze. Verrà il tempo delle divisioni, ora uniti per il bene dell'Italia", aveva scritto il Presidente della Liguria Giovanni Toti su Twitter. 

Speranza: "Nemico virus. No scontro politico e linguaggio odio"
"Nessuno dovrebbe mai dimenticare che il nemico è il virus e che dovremmo essere più uniti che mai nel combatterlo, evitando di cadere nella tentazione di utilizzare la lotta alla pandemia per ragioni strumentali". Così il Ministro della Salute, Roberto Speranza, al Senato. "Con amarezza che vedo prevalere invece lo scontro politico, spesso anche alimentando un linguaggio di odio che non può mai essere accettato. Si afferma il tentativo di sfruttare l'angoscia degli italiani per miopi interessi di parte: è sbagliato, perché produce danni enormi, non a me o al governo, ma al Paese che deve restare unito in un passaggio delicato". 

"Piano pandemico aggiornato ora c'è"
"Al paese e al Parlamento ho sempre detto la verità e continuerò a farlo". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, in aula al Senato. "La contestazione meno pertinente riguarda il mancato aggiornamento del piano pandemico antinfluenzale - spiega - è un tema che va affrontato con grande serietà, evitando di piegarlo alla polemica politica come purtroppo avvenuto nelle ultime settimane. Anche perché è un tema che viene da molto lontano".

"Tutte le mozioni sottolineano come il piano non sia stato aggiornato secondo le linee guida dell'Oms per molti anni. Fanno riferimento quelle mozioni a 180 mesi durante i quali si sono alternati ben 7 governi, con diverse maggioranze parlamentari".

"Tutti i gruppi di quest'aula, nessuno escluso, compresi quelli che hanno presentato le mozioni oggi in discussione, hanno sostenuto alcuni di questi governi - ricorda -. Troppo facile oggi far finta di non vedere. Io ho fiducia e rispetto per il delicato lavoro che sta svolgendo la magistratura. Credo fermamente che chiunque, nessuno escluso, chiunque abbia avuto responsabilità in questi mesi così difficili, dai vertici dell'Oms fino al sindaco del più piccolo Comune del paese, debba essere pronto a rendere conto delle proprie azioni. Posso dire a testa alta che adesso il piano pandemico antifluenzale aggiornato c'è. Quello che non è stato fatto in molti anni è stato invece realizzato in pochi mesi proprio durante il mio mandato".

"Misure prese unica strada per arginare contagio"
"La ragione di fondo delle nostre difficoltà è una: questo virus è del tutto nuovo e particolarmente aggressivo, diverso anche dalla Sars del 2002-2003". Così il ministro della Salute Roberto Speranza in aula al Senato. "Il lockdown, le zone rosse, il blocco delle attività, l'utilizzo costante delle mascherine, non sono decisioni adottate per complicare la vita delle persone, ma l'unica strada in assenza del vaccino per arginare la diffusione del contagio".

"Ritiro report Venezia è stata scelta interna Oms"
 "Intendo affrontare il caso del documento dell'ufficio Oms Europa di Venezia, finanziato dal Kuwait, anch'esso richiamato nelle mozioni presentate. Occorre innanzitutto fornire un'informazione importante di natura preliminare: durante le emergenze sanitarie, una delle principali modalità operative dell'Oms e dell'Ecdc è rappresentata dalle cosiddette country visit (visite ai Paesi colpiti). Una delegazione composta esclusivamente da esperti di alto profilo di queste organizzazioni si reca in un Paese membro per effettuare una verifica tecnica indipendente; è sulla base di questo lavoro svolto sul campo che vengono definite alcune raccomandazioni per migliorare la risposta della Nazione visitata alla diffusione dell'infezione". Così il ministro della Salute Roberto Speranza in aula al Senato.  

"Veniamo quindi allo svolgersi dei fatti - prosegue -. Primo: Oms ed Ecdc vengono in Italia per una visita dal 24 febbraio al 4 marzo, tre giorni dopo la scoperta del cluster di Codogno. Gli esiti di questa missione vengono trasmessi formalmente al Governo italiano il 12 marzo 2020. Secondo: il report a cui invece si è fatto riferimento sulla situazione dell'Italia arriva soltanto a metà maggio. Comprendere la differenza tra la visita e il report è fondamentale per dare il giusto peso alla questione sollevata nelle mozioni. La visita infatti produce un documento con raccomandazioni e indicazioni, anche operative, per la nazione oggetto della missione. Il report invece è uno studio rispettabile, il cui fine è far circolare nella comunità scientifica dati e analisi sulla situazione del Paese e di ogni singola Regione. L'Oms e l'Ecdc, con i quali abbiamo avuto e abbiamo rapporti costanti e positivi, ci hanno indicato le loro raccomandazioni operative in seguito alla visita del 24 febbraio-4 marzo; quelle valutazioni, pur avendo carattere non vincolante, rappresentano le indicazioni all'Italia che noi abbiamo prontamente valorizzato. Il report al centro della polemica è invece successivo e non ha una ricaduta operativa nella gestione della pandemia; non ha infatti indicazioni di natura operativa".

"La scelta di pubblicare e poi ritirare quel documento viene assunta esclusivamente dall'Oms - sottolinea Speranza -, nella sua piena autonomia, che noi rispettiamo, anche nelle sue diverse articolazioni e nel dibattito interno che con evidenza vi è stato a questo proposito tra dirigenti dell'Oms in palese contrasto tra loro. Ma una cosa è certa: non c'è nessuno dei protagonisti di questa vicenda che affermi il contrario. Le scelte relative al dossier sono autonome dell'Oms. L'Oms, di cui è parte la sede di Venezia, che propone lo studio in discussione, ha chiarito che il report è stato ritirato per inesattezze fattuali; tra gli errori rilevanti, quello relativo alla timeline dell'epidemia in Cina. La stessa Oms Europa, in un comunicato ufficiale del 14 dicembre 2020, ha dichiarato che in nessun momento il Governo italiano ha chiesto all'Oms di rimuovere il documento. Mi sembra una posizione molto chiara, che pone fine a ogni ulteriore speculazione".
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