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MONDO

Altri 15 morti in Myanmar, il bilancio delle vittime sale a 536

Oggi prevista breve udienza del processo alla ex leader Aung San Suu Kyi

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Almeno altri 15 morti sono stati registrati ieri in Myanmar, un dato che porta il totale delle vittime dall'inizio delle proteste anti golpe ad ameno 536: lo riporta l'Associazione per l'assistenza ai prigionieri politici (Aapp). 

Secondo l'organizzazione non profit per la difesa dei diritti umani basata in Thailandia, nella giornata di mercoledì sono state uccise due persone, mentre 13 avevano perso la vita nei giorni scorsi ma non erano state conteggiate. Finora le autorità hanno arrestato un totale di 2.729 persone. 

Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Afp, è prevista per oggi una breve udienza del processo alla ex leader Aung San Suu Kyi, che dovrebbe concentrarsi sugli aspetti amministrativi del caso.

Inviata Onu: imminente bagno di sangue
"Un bagno di sangue è imminente". Lo ha detto l'inviata speciale dell'Onu in Myanmar, Christine Schraner Burgener, nel corso di una riunione a porte chiuse del Consiglio di sicurezza. Nel suo discorso, ottenuto dall'Ansa, ha poi affermato che il Consiglio deve soppesare "azioni potenzialmente significative che possano invertire il corso degli eventi". 

Cina a Onu: no a sanzioni, serve transizione
La Cina vuole una "transizione democratica" per il Myanmar ed esclude sanzioni nei confronti del paese. Lo ha detto l'ambasciatore cinese all'Onu, Zhang Jun. "La Cina spera in un ripristino della pace, della stabilità e dell'ordine costituzionale il prima possibile e continua a premere per una transizione democratica", ha messo in evidenza. 
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