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POLITICA

Verso il secondo turno

Berlusconi: a ballottaggio Roma scheda bianca

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"Dobbiamo prendere atto che il Movimento Cinque Stelle ha avuto una crescita politica e non solo numerica importante. Non è più solo un fenomeno di protesta occasionale, è una realtà politica che merita rispetto e con la quale bisogna fare i conti. Rimane ovviamente lontano e incompatibile con noi e con la nostra cultura, nessuna alleanza è possibile, e finora i Cinquestelle hanno fallito la prova di governo delle città, ma è ora di prenderlo sul serio e di confrontarsi sui contenuti. Escludiamo ogni ipotesi di sostegno al ballottaggio ai candidati del centro-sinistra, anche quando si trovino a competere con i candidati del Movimento Cinque Stelle, come a Roma e a Torino". E' quanto si legge in un comunicato di Forza Italia.

"Berlusconi, residente a Roma, al ballottaggio si recherà a votare, e voterà scheda bianca, per sottolineare l'inadeguatezza di entrambe le proposte politiche ma anche, di fronte al drammatico astensionismo, l'importanza di esercitare sempre e comunque il diritto di voto. In questo rivolgiamo un pressante appello a tutti gli Italiani ad andare a votare il 19 giugno", aggiunge la nota.

Circa il voto di ieri, "il bilancio complessivo di queste elezioni, pur con luci ed ombre, ci vede soddisfatti. Forza Italia si conferma il primo partito della coalizione di centrodestra, pur tenendo conto del fatto che le liste civiche drenano voti soprattutto a noi e che storicamente le comunali sono le elezioni meno favorevoli al nostro voto di lista", si sostiene.

Salvini-Meloni a FI: non obbligati a stare uniti
Non sono interessati alla leadership del centrodestra ma puntano a "un programma serio e coerente" perché dopo il voto di ieri per le amministrative e le polemiche sulle candidature "nulla sarà più come prima". Matteo Salvini e Giorgia Meloni, come avevano fatto durante la campagna elettorale, a scrutinio finito ribadiscono la loro linea e mostrano i muscoli a Forza Italia. La presidente di Fratelli d'Italia, terza alla corsa per la poltrona di sindaco di Roma, arriva a consigliare Silvio Berlusconi di "fare i conti con la scarsa lucidità che ha dimostrato nel corso di questa campagna elettorale. Quando non sei più lucido - attacca - c'è poco che tu possa governare, non governa più neanche il suo partito...". Meno spigoloso, ma altrettanto chiaro, è il numero uno del Carroccio quando annuncia l'intenzione di convocare per il 20 giugno, dopo il secondo turno delle amministrative, "un'assemblea di tutti quelli che non vogliono morire renziani". Sarà quella l'occasione, spiega, "per stendere un programma di dieci punti per una nuova coalizione che guarda al futuro e non al passato". Chi vorrà starci sarà il benvenuto, gli fa eco da Roma Giorgia Meloni sottolineando di non essere interessata "alle alchimie di partito, che come si è dimostrato non funzionano", ma "ai programmi, a un progetto politico credibile. La prima regola - avverte - sarà: non dobbiamo stare insieme per forza". Un nuovo messaggio per Berlusconi e per il suo partito.

Meloni accusa Forza Italia di aver favorito a Roma il Partito democratico, sostenendo la candidatura di Alfio Marchini: "Berlusconi ha centrato l'obiettivo che voleva centrare: mandare Giachetti al ballottaggio per mantenere Renzi in sella", dice. Invece, ribadiscono a distanza, l'avversario principale deve essere proprio il partito del premier. E se Meloni non dà indicazioni ai suoi per il secondo turno, su chi votare tra Raggi e Giachetti, Maroni 'sponsorizza' a modo suo i candidati 5 stelle: "Se fossi a Roma non voterei Giachetti e a Torino non voterei Fassino".
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