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ITALIA

Manduria (Taranto)

Anziano picchiato a morte da baby gang. 17enne: "Non l'ho toccato, non lo volevamo morto"

"Il video lo abbiamo fatto solo per ridere. Non mi rendevo conto, ho sbagliato" 

L'abitazione di Stano assaltata dalla baby gang
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"Io non l'ho mai toccato, ero nella chat, anzi nelle chat. Ma era solo per ridere che facevamo girare quei video, mica lo volevamo morto". Ha 17 anni e parla in dialetto stretto a tratti incomprensibile mentre racconta delle chat su whatsapp che raccoglievano i video e i messaggi sul "pacciu", il "matto" del paese.  Antonio Stano era il loro divertimento e ora che è morto i ragazzini allargano le braccia e si dicono increduli.

Il "leader" del branco è poco più grande di lui, ma non è ancora maggiorenne. Nei filmati che il ragazzino mostra, ma non vuole inviare, ruba il televisore in casa della vittima. Ma lui no: lui è uno di quelli che davanti ai poliziotti e agli inquirenti giura: "Ho sbagliato, non mi rendevo conto del male che stavamo facendo, non ho avuto la forza di fermarli perché, in fondo, lo facevano tutti".

"Papà e mamma lo sapevano dove andavi quando uscivi con gli altri del gruppo?", "No, uscivamo ma io non facevo niente. Passavo il tempo" risponde prima di rientrare in casa.

In una chat su whatsapp "Gli orfanelli". Tutti con una madre e un padre che li aspettavano a casa mentre loro si scrivevano in dialetto: "Come lo hanno combinato il pazzo", "Ragà, chi ha preso le trecento euro le tiri fuori". Aggressioni, rapine, danneggiamenti, botte che Stano subiva, secondo tanti a Manduria, addirittura da anni. Sei, come ha scritto su Facebook un educatore del vicino oratorio: "Personalmente - ha scritto sulla sua bacheca dopo la morte del 66enne  - ho ripreso tante volte i ragazzi che bullizzavano il signore, chiamato le forze dell'ordine e chiamato i genitori, ma senza   risultati. Ora provo dispiacere per l'uomo, ma anche per i ragazzi che, ahimè hanno perso l'occasione di vivere serenamente la propria età come tanti altri. Mi piacerebbe che da queste occasioni i centri   come l'oratorio, le strutture di aggregazione sociale, potessero avere una rivalutazione da parte delle famiglie che devono sentirsi scomodate nel bene e per il bene dei propri figli".

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