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ECONOMIA

La crisi del polo siderurgico

ArcelorMittal, nel mirino dei pm le comunicazioni dell'ad Morselli

Patuanelli: ci sono margini perché l'azienda resti ma non si parli di 5mila esuberi. Ispezione commissari Ilva in a.s. nello stabilimento A.Mittal di Taranto: riserve al minimo

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Ci sono anche le comunicazioni rese al mercato da ArcelorMittal tramite il suo amministratore delegato, Lucia Morselli, nel mirino della Procura di Milano che sta indagando sul'addio del gruppo franco-indiano all'ex Ilva: si tratta in particolare delle comunicazioni rese al mercato in dal 15 ottobre, quando l'ad si insediò, fino al 4 novembre, quando annunciò di voler sciogliere il contratto d'affitto. Si stanno valutando anche un paio di comunicazioni del periodo precedente. 

"Non esiste forse oggi in Italia una sfida industriale più grande e più complessa di quella degli impianti dell'ex Ilva - aveva dichiarato Morselli nel comunicato del 15 ottobre scorso nel quale si dava conto del suo insediamento come presidente e ad di ArcelorMittal Italia. Sono molto motivata dall'opportunità di poter guidare ArcelorMittal Italia, e farò del mio meglio - aveva aggiunto - per garantire il futuro dell'azienda e far sì che il suo contributo sia apprezzato da tutti gli stakeholder". Salvo, poi, dopo una ventina di giorni, il 4 novembre, comunicare il recesso e la risoluzione "relativa al contratto di affitto dei rami d'azienda Ilva", a causa, si leggeva nella comunicazione della società, di "una situazione di incertezza giuridica e operativa che ne ha ulteriormente e significativamente compromesso la capacità di effettuare necessari interventi presso Ilva e di gestire lo stabilimento di Taranto". 

Nel mirino dei pm, dunque, ci sono i comunicati ufficiali con cui la filiale italiana del gruppo, guidata da Morselli (prima l'ad era Matthieu Jehl), potrebbe aver manipolato il mercato con false informazioni, mentre sarebbe stato in corso, in realtà, un "depauperamento" dell'azienda in vista della sua uscita dall'Italia.  

Ispezione commissari: riserve al minimo
"Riserve al minimo" che possono consentire alla fabbrica di andare avanti per "un raggio di azione molto ridotto". È quanto hanno verificato i commissari straordinari dell'Ilva in amministrazione straordinaria che oggi hanno fatto una ispezione nello stabilimento A.Mittal di Taranto. I commissari, accompagnati da dirigenti e tecnici, hanno compiuto verifiche in particolare nell'area dei parchi minerali, dove vengono stoccati i materiali che servono ad alimentare l'attività della fabbrica.

Primi esiti degli accertamenti all'udienza del 27 novembre 
La Procura di Milano che indaga sul caso ArcelorMittal punta a portare i primi esiti degli accertamenti effettuati in questi giorni nella causa civile con udienza fissata per il 27 novembre sul ricorso d'urgenza dei commissari Ilva. Uno dei focus dell'inchiesta sulla presunta 'crisi pilotata' è l'acquisto a prezzi gonfiati di materie prime da una società brasiliana e attraverso un'altra di trading. 

Patuanelli: margini perché azienda resti ma non si parli di esuberi 
"Ci sono ancora le condizioni" per far restare ArcelorMittal ma il problema non è lo scudo: "Lo facciamo domani e poi continuano a parlare di cinquemila esuberi? Come trattiamo dopo? Chi deve fare il primo passo è l'azienda e non deve parlare più di 5mila esuberi". Così il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ieri sera a Carta Bianca. "C'è in questo momento un dialogo con l'azienda", c'è "una richiesta di recesso totalmente immotivata. Ora hanno capito l'aria che tira e stanno dicendo vediamoci e parliamo. E' l'azienda che deve fare un passo verso il governo". 

Indotto, blocco riprende da domani alle 12 
Le aziende degli appalti dell'acciaieria ex Ilva di Taranto, in assenza del saldo dei crediti, riprenderanno con il blocco delle attività interne allo stabilimento a partire dalle 12 di domani. Lo indica Confindustria Taranto sottolineando che "non c'è stato nessun pagamento effettuato da parte di ArcelorMittal Italia alle aziende dell'indotto neanche in minima percentuale, contrariamente a quanto dichiarato dall'azienda nella serata di ieri a Confindustria e sindacati".

 
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