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ITALIA

L'importo percepito era per la figlia malata

Asti. L'assassino della tabaccaia aveva speso 11mila euro ai videopoker

Lo riferisce La Stampa citando le carte dell'inchiesta. Il quotidiano parla di Pasquale Folletto come di un uomo con un buono stipendio, con una figlia malata ma che avrebbe perso molti soldi al gioco d'azzardo

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Asti Pasquale Folletto avrebbe compiuto la rapina, culminata poi nel delitto della tabaccaia di Asti Maria Luisa Fassi, perché aveva bisogno di soldi per curare la figlia malata. Gli investigatori hanno quindi iniziato a scandagliare le entrate dell'uomo, e soprattutto le spese effettuate prima della rapina. Ma, stando a quanto riferito dalla Stampa, che cita le carte dell'inchiesta, gli investigatori avrebbero scoperto che quanto accantonato da Pasquale Folletto e destinato alla figlia - circa 11mila euro di accompagnamento - sarebbe stato dilapidato al videopoker. L'uomo percepiva inoltre - riferisce ancora il quotidiano piemontese - uno stipendio da 2800 euro al mese.

A corto di soldi, Folletto avrebbe quindi deciso di rapinare la tabaccheria di Maria Luisa Fassi. L'uomo chiedeva soldi a tutti, sostengono alcune testimonianze di chi lo conosceva. Dal negozio in Corso Volta di Maria Luisa, uccisa con decine di coltellate, l'uomo ha portato via 800 euro.

Per quantro riguarda la famiglia di Maria Luisa, il dolore è immenso. "I figli di quell'uomo - ha detto oggi Piero Fassi, il padre della vittima rivolgendosi a Foleltto- mi fanno tanta pena. Però - ha aggiunto - quando uno vuole fare del bene non lo sbandiera in giro. Da oggi non parleremo d'altro se non della nostra Maria Luisa da viva". Folletto ha tre figli, la maggiore dei quali è affetta da una malattia degenerativa. Fassi, secondo alcuni organi di informazione, avrebbe manifestato la disponibilità ad aiutare la famiglia ma non conferma, almeno per il momento, di avere pensato a un aiuto diretto. La famiglia Fassi gestisce il "Gener neuv", storico e rinomato ristorante astigiano (riaperto dopo che una catena ne ha acquisito il brand). Ieri in una post su Facebook il sindacato di polizia Ugl di Asti ha definito papà Fassi "un grande esempio da cui tutti dobbiamo imparare". 
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