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MONDO

Medioriente

Bachelet (Onu): "Il piano israeliano di annessioni in Cisgiordania è totalmente illegale"

Le "onde d'urto" del progetto di Netanyahu "dureranno per decenni. Qualsiasi annessione, sia che si tratti del 30% della Cisgiordania, sia che si tratti del 5%, è illegale" afferma l'alto commissario per i diritti umani

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Il progetto israeliano di annessione di parti della Cisgiordania è "illegale". Lo denuncia Michelle Bachelet, alto commissario Onu per i diritti umani.

L'alto commissario Onu ha sottolineato che le "onde d'urto" del piano di annessioni israeliano "dureranno per decenni".  "L'annessione è illegale, totalmente", ha affermato Bachelet in una nota. "Qualsiasi annessione, sia che si tratti del 30% della Cisgiordania, sia che si tratti del 5%".

Gantz: "Il 1° luglio non è data sacra per le annessioni"
Il primo luglio "non è una data  sacra" per Israele per iniziare ad attuare il contestato piano. Parola del ministro della Difesa Benny Gantz. Fonti vicine al leader del partito Blu e Bianco hanno confermato all'agenzia Dpa che Gantz si è espresso così durante un incontro con l'ambasciatore americano in Israele, David Friedman, e il rappresentante speciale degli Usa per i negoziati internazionali,  Avi Berkowitz.

Intanto, il Jerusalem Post cita varie fonti americane ben informate secondo cui Israele questa settimana non adotterà misure per estendere la sua sovranità su aree della Cisgiordania. L'accordo di coalizione tra il Benjamin Netanyahu e Gantz consente al premier di portare al voto le annessioni dal primo luglio, ma - scrive il  giornale - per quella data "non saranno pronti i piani e l'approvazione degli Stati Uniti". Netanyahu, si legge, sta piuttosto valutando la possibilità di una dichiarazione.

E proprio per il 1° luglio a Gaza scatterà "la giornata della collera", in protesta contro i progetti israeliani.

Anche il segretario generale dell'Onu  Antonio Guterres, qualche giorno fa ha invitato il "governo israeliano ad abbandonare i suoi piani di annessione", sollecitando "i leader israeliani e palestinesi a impegnarsi in un dialogo con il sostegno della comunità internazionale".

"L'annessione di parti della Cisgiordania occupata - ha affermato  Guterres su Twitter - costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale, danneggerebbe seriamente la prospettiva di una soluzione a due Stati e minerebbe le possibilità di ripresa dei negoziati".

Non è evidentemente dello stesso avviso Ii Segretario di Stato Usa, Mike Pompeo. Israele ha il via libera degli Usa per annettere territori palestinesi, ha detto. "Le decisioni sull'estensione della sovranità di Israele a quelle zone sono decisioni che gli israeliani devono prendere", ha detto Pompeo ai giornalisti. Il Segretario di Stato ha parlato pochi momenti dopo che l'Onu e la Lega araba si sono unite nell'appello a Israele perché abbandoni i suoi piani per annettere parti della Cisgiordania occupata. 

Il 10 giugno scorso, la Corte Suprema di Israele ha annullato come "incostituzionale" la legge del 2017 che avrebbe legalizzato insediamenti ebraici in Cisgiordania costruiti su terra privata palestinese. La decisione si basa sul fatto, scrive la Corte, che la legge "viola i diritti di proprietà e di eguaglianza dei palestinesi, mentre privilegia gli interessi dei coloni israeliani sui residenti palestinesi". Riguarda circa 4.000 case costruite dai coloni.

La Cisgiordania fa parte, assieme alla striscia di Gaza, dei "territori palestinesi" e della regione storico-geografica della Palestina. Con gli accordi di Oslo (1993) la maggior parte della Cisgiordania è stata posta sotto l’amministrazione dell’Autorità nazionale palestinese, sebbene Israele vi mantenga insediamenti e ne costruisca di nuovi, e nonostante la costruzione di una barriera difensiva lungo il confine provvisorio fra i due Stati. Nel 2005, Israele ha attuato il ritiro unilaterale dalla sola Gaza, senza rimuovere l’embargo posto all’ingresso di merci e persone.

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