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SPETTACOLO

Baci che fanno la storia del cinema, il nuovo libro di Giuseppe Tornatore

Baci che hanno fatto sognare milioni di spettatori e che lo faranno ancora attraverso il libro fotografico “Il collezionista di baci” di Giuseppe Tornatore

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di Paola Scaramozzino Regista, autore e sceneggiatore, abbiamo incontrato Giuseppe Tornatore nel suo studio dove si respira la storia del cinema attraverso un percorso costellato dai tanti manifesti a parete di  film come “Ladri di biciclette” o da pezzi  da museo di cineprese, pellicole, oggetti che servivano a  “ mettere insieme” le immagini, a fare il film insomma.  Ma in questo appartamento in cui campeggia un’antica macchina da proiezione a  carbone, si respira anche la Sicilia, Bagheria soprattutto, terra di origine di Tornatore.
 
In “Nuovo cinema Paradiso”, film che nel 1990 ha vinto l’Oscar, la sequenza finale è una serie di baci “tagliati” dal parroco Don Adelfio perché  giudicati scabrosi. “Il collezionista di baci” riparte  da lì?
“Dire che questo libro nasca dalla sequenza finale di quel film è  eccessivo però ci sono mille fili che legano l’idea dei  baci tagliati di  “Nuovo cinema Paradiso”  a questo volume che espone più di 200 baci tratti da manifesti, locandine, affissi di film molto famosi. Questi manifesti sono tratti da una collezione importantissima di Filippo Lo Medico che ha dedicato tutta la sua vita alla gestione di sale cinematografiche e che ha collezionato 60 anni di cartellonistica cinematografica. Quando vide “Nuovo cinema Paradiso” manifestò l’dea di fare una raccolta di baci nei manifesti e oggi,  a distanza di 25 anni, il sogno si realizza”.
 
Quale il suo bacio preferito?
“Ne ricordo  tanti, ma  se dovessi scegliere non ho dubbi: il mio preferito è quello  fra Tyron Power e Kim Novak in "Incantesimo" perché con questo film fu inaugurato  il Supercinema di Bagheria che  era a poche centinaia di metri dalla mia casa. Lì so-  no entrato per la prima volta a vedere  un film, lì sono ritornato da solo e da ragazzo, sempre in quella sala, ho lavorato come proiezionista".      
 
La storia del cinema passa attraverso i baci del grande schermo?
“Non c’è film dove non ci sia un bacio. Una volta per convenzione e fino agli anni ’60 non erano baci veritieri quelli dati sul set. A volte erano addirittura buffi. Poi il cinema è cambiato e nel cambiamento i baci che adesso si danno sono veri”.
 
Questo libro ha un ulteriore pregio oltre a quello di farci rivivere scene famose di film che sono nella storia. Restituisce dignità ai pittori, agli artisti che dipingevano i manifesti come Anselmo Ballester, Alfredo Capitani Luigi Martinati.
“Ce ne sono stati tanti. Come Casaro che è stato quello che ha portato più a lungo questa tradizione della cartellonistica pittorica, ma ci sono stati degli artisti, dei pittori che per  arrotondare facevano i manifesti per il cinema. Era un’arte particolare, i  manifesti erano bellissimi.”

L’Oscar è tornato in Italia dopo tanti anni..
“Mi ha fatto piacere perché è un’esperienza meravigliosa per il protagonista di questo premio che è il regista Paolo Sorrentino, ma perché riconoscimenti del genere fanno bene alla nostra cinematografia e danno entusiasmo, danno coraggio ai produttori. In definitiva fa bene a tutti noi e quando l’Italia ce la fa è festa per tutti".
 
 
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