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ECONOMIA

La cessione: chiusura di 600 filiali e 3.900 uscite volontarie

Banche Venete: nominati i commissari, per entrambe c'è Viola

"Nessuna conseguenza per i clienti" di Popolare di Vincenza e Veneto Banca. Intesa Sanpaolo, intanto, avverte: il contratto salta se il decreto viene modificato. Gentiloni: chi critica fa cattiva propaganda. Cercheremo di recuperare i 5 miliardi

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Bakitalia ha confermato l'avvenuta cessione di Venete Banca e Banca Popolare di Vicenza a Banca Intesa e ha annunciato la nomia dei commissari liquidatori per i due istituti. Per entrambe le banche, si legge in una nota, e' presente l'ex amministratore delegato di Popolare Vicenza, Fabrizio Viola. Per Popolare Vicenza i commissari sono Claudio Ferrario, Giustino Di Cecco e Fabrizio Viola. Per Veneto Banca sono stati nominati Alessandro Leproux, Giuliana Scognamiglio e Fabrizio Viola. "I commissari liquidatori della Veneto Banca Spa e della Banca Popolare di Vicenza Spa in liquidazione coatta amministrativa hanno ceduto a Banca Intesa Sanpaolo le attivita' e passivita' costituenti un ramo d'azienda bancaria delle due banche in liquidazione", si legge nella nota". Dal perimetro della cessione, precisa la nota, "sono esclusi, tra l'altro, i crediti deteriorati (sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute) e ulteriori attivita' e passivita' delle Banche in liquidazione, come specificate nel contratto di cessione". "Sono altresi' esclusi i diritti degli azionisti, gli strumenti di capitale (computabili e non nei fondi propri) e le passivita' subordinate".

Inoltre, "il cessionario succede, senza soluzione di continuita', alle Banche in liquidazione coatta amministrativa nei diritti, nelle attivita', nelle passivita', nei rapporti, nei privilegi e nelle garanzie, nonche' nei giudizi, oggetto di cessione, secondo quanto previsto nell'offerta dallo stesso formulata e oggetto di accettazione da parte dei commissari liquidatori delle Banche medesime. L'acquisto delle suddette attivita' e passivita' prevede il pagamento del corrispettivo simbolico di complessivi 1 euro da parte del cessionario ed e' stato da questi condizionato all'attivazione di talune misure di intervento pubblico a sostegno della cessione", come disciplinato dal decreto legge n. 99 del 25 giugno 2017.

Intesa: il contratto salta se il decreto legge viene modificato
Il contratto di cessione di alcune attività delle due banche venete "include una clausola risolutiva, che prevede l'inefficacia del contratto e la retrocessione alle banche in liquidazione coatta amministrativa del perimetro oggetto di acquisizione, in particolare nel caso in cui il Decreto Legge non fosse convertito in legge, ovvero fosse convertito con modifiche e/o integrazioni tali da rendere più onerosa per Intesa Sanpaolo l'operazione, e non fosse pienamente in vigore entro i termini di legge" precisa intanto, in un comunicato, Intesa SanPaolo.

"Tutelati lavoro e risparmio"
"L'intervento di Intesa Sanpaolo permette di evitare i gravi riflessi sociali che sarebbero altrimenti derivati dalla procedura di liquidazione coatta amministrativa delle due banche, salvaguardando l'occupazione, i risparmi di 2 milioni di famiglie e l'attivita' di circa 200 mila imprese finanziate" aggiunge in un comunicato Intesa SanPaolo.

Tra le misure, chiusura di 600 filiali e 3.900 uscite volontarie
Il contratto di acquisto include misure riguardanti la riduzione del personale e degli sportelli dei due istituti, con l'apporto di fondi statali per 1,285 miliardi di euro. Come precisa la nota diffusa da Intesa, è previsto "un ulteriore contributo pubblico cash a copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione connessi all'acquisizione, che riguardano tra gli altri la chiusura di circa 600 filiali e l'applicazione del Fondo di Solidarietà in relazione all'uscita, su base volontaria, di circa 3.900 persone del gruppo risultante dall'acquisizione, nonché altre misure a salvaguardia dei posti di lavoro, quali il ricorso alla mobilità territoriale e iniziative di formazione per la riqualificazione delle persone", spiega il comunicato. Il contributo, contabilizzato come apporto al conto economico, è pari a 1,285 miliardi di euro non sottoposti a tassazione. L'importo sarà accantonato in un apposito fondo, tenuto conto degli effetti fiscali correlati all'utilizzo e risulterà quindi neutrale per l'utile netto dell'esercizio.

Gentiloni: chi critica fa cattiva propaganda. Cercheremo di recuperare i 5 miliardi
Chi sostiene che il decreto per il salvataggio delle banche venete sia 'un regalo' ai banchieri "fa cattiva propaganda", ha detto il premier, intervenendo all'Enel alla presentazione di un nuovo contatore. "Sarebbe singolare" se lo Stato non intervenisse per "farsi carico dei problemi che possono intervenire nelle nostre imprese e banche", ha aggiunto. 

E' stato deciso di "stanziare 5 dei 20 miliardi" del decreto salvarisparmio "all'intervento sulle banche venete e mi auguro che una gestione dei crediti deteriorati assennata ci consenta di recuperarli in tutto o in parte nei prossimi anni. Dipenderà anche dall'andamento dell'economia" ha quindi concluso.
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