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ECONOMIA

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Banche Venete: si lavora a testo decreto, attesa per il Consiglio dei ministri

Governo al lavoro sul decreto per il salvataggio di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Da Bruxelles il premier Gentiloni ha rassicurato i risparmiatori e ha poi incontrato il ministro Padoan. Sul tavolo il principale nodo degli esuberi

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Non è ancora stato convocato il Consiglio dei ministri per l'approvazione del decreto sulle due banche venete, Popolare di Vicenza e Veneto Banca, che andranno in liquidazione. Nella serata di ieri si ipotizzava una riunione oggi all'ora di pranzo ma, a quanto si apprende, è ancora in corso il lavoro di scrittura e limatura del testo. Il Cdm potrebbe dunque essere convocato per questa sera, difficilmente prima delle 18. Ma non è escluso neanche un ulteriore slittamento.

Ieri è arrivato il via libera di Francoforte alla liquidazione. L'autorità di vigilanza della Banca Centrale Europea ha riconosciuto l'insolvenza dei due istituti bancari che debbono quindi essere sottoposti alla 'procedura italiana di insolvenza'. 

Nell'atteso decreto il Consiglio dei Ministri dovrebbe individuare quella "cornice legislativa" necessaria perché Intesa Sanpaolo porti avanti la propria offerta. Al tempo stesso, tuttavia, dall'Unione Europea sarebbero arrivate indicazioni sulla necessità di trovare comunque delle risorse private. Queste risorse private dovrebbero servire per finanziare gli esuberi. Nel confronto fra il Ministero del Tesoro e Intesa Sanpaolo c'è proprio al centro il nodo dei tagli e le assicurazioni chieste dalla banca, per avvicinare le posizioni. Fra Tesoro e Intesa il braccio di ferro sull'operazione esuberi dovrebbe comportare circa 4.000 uscite, per un costo di circa 1,2 miliardi di euro. Dei posti di lavoro da tagliare con i prepensionamenti, solo 1.200 nelle venete avrebbero i requisiti, mentre gli altri sarebbero di Intesa che non intende sostenere costi e nemmeno considerare l'ipotesi licenziamenti. Servira' quindi un rafforzamento del fondo esuberi con un intervento pubblico.

Dai sindacati sono arrivati appelli al governo. "In Europa c'è chi vuole i licenziamenti" ha detto il segretario della Fabi, Lando Maria Sileoni.

Intanto, i Cda delle venete hanno fatto il punto della situazione in due riunioni lampo, nel pomeriggio. "Tutti adesso pensano basti un euro - ha detto Gianni Mion, presidente della Popolare di Vicenza a margine di un evento a Milano - Io non posso valutare la proposta, non mi posso lamentare dei professori, io sono stato bocciato. E' stato bocciato tutto, le persone, il piano e pure io".

Fiducioso il presidente emerito di Intesa, Giovanni Bazoli, secondo il quale l'offerta di Ca' de Sass "avvia il problema verso una soluzione finale e rapida del problema, che e' quello che tutti ci auspichiamo".

Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha incontrato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan e da Bruxelles ha confermato la "garanzia per risparmiatori e correntisti" e ha spiegato che "se ci saranno da prendere decisioni  le prenderemo". 
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