Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Banche-venete-terminata-riunione-Cdm-dopo-20-minuti-1b4cd708-554c-46c8-a91a-d4fca61216fc.html | rainews/live/ | true
ECONOMIA

Roma

Banche venete: via libera Cdm a decreto per salvataggio. Mobilitati fino a 17 miliardi

Per il premier Gentiloni il decreto rassicura e stabilizza i mercati ed evita un 'fallimento disordinato'. Le risorse dello Stato mobilitate arrivano a 17 miliardi di cui quasi 5,2 direttamente dati ad Intesa.  

Condividi
di Tiziana Di Giovannandrea E' stata una riunione lampo quella del Consiglio dei Ministri per l'esame del decreto legge d'urgenza per il salvataggio delle banche venete. Il CdM è durato circa 20 minuti. Il Consiglio dei Ministri con il decreto ha creato la cornice normativa per la 'liquidazione ordinata' (liquidazione coatta amministrativa) di Veneto Banca e Popolare Vicenza, con il conseguente passaggio della parte sana delle due venete a IntesaSanpaolo.

Prima dell'inizio del CdM anche dal Consiglio di Amministrazione di Ca' de Sass è arrivato il disco verde all'acquisizione delle good bank delle banche venete, insieme al mandato all'AD Carlo Messina per chiudere l'operazione.

Per il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni -che ha parlato in conferenza stampa al termine del CdM - si tratta di 'un intervento a favore di correntisti e risparmiatori' e 'delle economie del territorio' per evitare 'un fallimento disordinato'. Per il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che ha fornito i dettagli dell'operazione:  "Il Governo ha utilizzato le regole europee nel miglior modo possibile. Sono state utilizzate risorse fino a 17 miliardi di euro dello Stato e l'esborso nei confronti di Intesa San Paolo è di complessivi 5,2 miliardi (5,185 miliardi per l'esattezza, ndr) di cui 4,785 milioni relativi a operazioni necessarie per mantenere la capitalizzazione e il rafforzamento patrimoniale di Banca Intesa a fronte dell'acquisizione delle due banche". Altri 400 milioni, ha spiegato Padoan, andranno "a copertura delle garanzie attivate per fronteggiare i rischi legati al completamento della due diligence (processo di verifica n.d.r.) nei confronti dello stock delle sofferenze".

Le cifra stanziate saranno finanziate con i 20 milioni di euro stabiliti con il Decreto Salva Banche di Natale e quindi non avrà conseguenze sui saldi di finanza pubblica perché non li modificano. 

Le due banche venete, come più volte ribadito dopo i provvedimenti di Bce e SRB (Comitato di risoluzione unico) di venerdì scorso, non subiscono alcuna interruzione di attività. "Continuano ad operare di fatto come componenti del gruppo Banca Intesa: non c'è nessuna interruzione, a partire da domani, (lunedì mattina ndr) dell'attività normale di sportello" ha detto Padoan.

Risorse per gli esuberi 
Nelle risorse stanziate dallo Stato per il salvataggio delle banche venete ci sono fino a 1,285 miliardi per la gestione degli esuberi. E' quanto hanno precisato fonti del Mef spiegando che parte del personale resterà alle banche in liquidazione che gestiranno la ristrutturazione. Le risorse andranno comunque tutte a Intesa che a sua volta finanzierà le società in liquidazione con un prestito garantito dallo Stato. Anche le obbligazioni ordinarie restano alle venete e  saranno rimborsate a scadenza. 

Dopo l'emanazione del decreto legge governativo, spetta ora al Ministero dell'Economia emettere un decreto, su proposta della Banca d'Italia, per avviare la liquidazione delle due banche mentre la Banca d'Italia nominerà a stretto giro i due commissari, accompagnati da un consiglio di sorveglianza di tre componenti.
"Si tratta di un'operazione di cessione delle attività in base a un criterio aperto e trasparente di offerta che ha visto Intesa risultare la banca con l'offerta più comprensiva e significativa tra quelle avanzate in questi giorni" ha detto Padoan. "L'unica alternativa era la liquidazione disordinata o il cosiddetto spezzatino che avrebbe completamente distrutto la capacità operativa delle due banche" ha chiosato il ministro Padoan.

Crediti deteriorati a Sga del Tesoro
I crediti deteriorati e gli altri attivi non ceduti a Banca Intesa potranno essere ceduti alla Società per la Gestione di Attività S.p.A., di proprietà del Tesoro, che dispone delle competenze e dell'esperienza per recuperare al meglio questi crediti. E' quanto si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri. I proventi di questa attività consentiranno alle Banche in liquidazione di onorare gli impegni nei confronti dei propri creditori.

Ue: ok ad aiuti di Stato per liquidazione
"La Commissione Ue ha approvato le misure italiane per facilitare la liquidazione di BPVI e Veneto Banca in base alle norme sull'insolvenza. Queste comprendono la vendita di alcune attività che saranno integrate ad Intesa Sanpaolo. I depositi restano pienamente protetti. I detentori di debito senior non dovranno contribuire al burden sharing". Lo fa sapere la Ue in un comunicato. "L'Italia considera l'aiuto di Stato necessario ad evitare turbolenze economiche nel Veneto" in seguito all'uscita dal mercato di Popolare di Vicenza e Veneto Banca "dopo un lungo periodo di difficoltà". La decisione consente all'Italia di prendere misure per facilitare la liquidazione delle due banche": così la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, in una nota. "Azionisti e detentori di debito subordinati hanno pienamente contribuito" e le misure "rimuovono 18mld di NPL (crediti deteriorati, non performing loans, ndr) dal settore, contribuendo al consolidamento", ha aggiunto. La Commissione europea, ha giudicato gli aiuti di Stato compatibili con le regole, perché non provocano distorsioni della concorrenza. 
Condividi