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ECONOMIA

Il 55% popolazione a rischio soglia povertà

Banca d'Italia, indagine su effetti del Covid-19: colpito il reddito di metà della popolazione

Pubblicazione diffusa oggi sul sito della Banca d'Italia dal titolo "Principali risultati dell'Indagine Straordinaria sulle Famiglie italiane nel 2020". Impatto del lockdown più severo per i lavoratori autonomi. Un terzo delle famiglie ha riserve per soli 3 mesi. Il 40% delle famiglie in difficoltà con il mutuo

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"Utilizzando come riferimento omogeneo una soglia di povertà relativa stimata sulla base dell'Indagine sui Bilanci delle Famiglie italiane (IBF) del 2016, la quota di popolazione che non ha sufficienti risorse finanziarie liquide per poter restare alla soglia di povertà per 3 mesi in assenza di altre entrate raggiunge il 55%". Lo si legge nella pubblicazione diffusa oggi sul sito della Banca d'Italia, della serie "Note Covid-19", dal titolo "Principali risultati dell'Indagine Straordinaria sulle Famiglie italiane nel 2020".

"Oltre a un diffuso calo nei redditi - spiega lo studio -, più di un terzo degli individui dichiara di disporre di risorse finanziarie liquide sufficienti per meno di 3 mesi a coprire le spese per consumi essenziali della famiglia in assenza di altre entrate, un periodo compatibile con la durata del lockdown legato all'emergenza Covid-19. Questa quota supera il 50% per i disoccupati e per i lavoratori dipendenti con contratto a termine. Poco meno di un quinto dei lavoratori indipendenti e dei lavoratori dipendenti con contratto a termine si trova in questa condizione e contemporaneamente ha subito una riduzione di oltre il 50% del reddito familiare nei primi due mesi della emergenza sanitaria".

Impatto più negativo su lavoratori autonomi
Il Coronavirus ha avuto un impatto maggiormente nagativo per i lavoratori autonomi. E' quanto emerge dalla pubblicazione diffusa oggi sul sito della Banca d'Italia, della serie "Note Covid-19", dal titolo "Principali risultati dell'Indagine Straordinaria sulle Famiglie italiane nel 2020". "Poco meno della metà degli individui - si legge - dichiara che prima dell'emergenza sanitaria arrivava alla fine del mese con difficoltà, con quote più elevate per i lavoratori dipendenti a termine e per i disoccupati (rispettivamente pari al 55 e al 64%)".

"Negli ultimi due mesi, corrispondenti alla fase più rigida delle misure di contenimento dell'epidemia - prosegue lo studio -, oltre la metà degli individui dichiara di aver subito una riduzione nel reddito familiare, anche tenendo conto degli eventuali strumenti di sostegno ricevuti; per il 15% il calo è di oltre la metà del reddito complessivo. L'impatto è più negativo tra i lavoratori indipendenti: quasi l'80% ha subito un calo nel reddito e per il 36% la caduta è di oltre la metà del reddito familiare".

I mutui
Quasi il 40 per cento degli individui indebitati dichiara di avere difficoltà nel sostenere le rate del mutuo a causa della crisi; la quota è più elevata nel Centro e nel Mezzogiorno. "Solo un terzo di chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo ha fatto ricorso o intende far ricorso alla moratoria mutui. Fra coloro che hanno un finanziamento per credito al consumo la percentuale di individui in difficoltà con il pagamento della rata è del 34 per cento". 

Niente vacanze per il 30% degli italiani
L’emergenza sanitaria incide negativamente sulle aspettative di spesa degli italiani: circa il 30 per cento della popolazione dichiara di non potersi permettere di andare in vacanza la prossima estate e quasi il 60 per cento ritiene che anche quando l’epidemia sarà terminata le proprie spese per viaggi, vacanze, ristoranti, cinema e teatri saranno comunque inferiori a quelle pre-crisi. Lo rivela l'indagine straordinaria sulle famiglie italiane nel 2020 della Banca d'Italia.
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