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MONDO

La Spagna dopo la strage

Barcellona, caccia all'ultimo terrorista. Forse è in Francia. C'è una terza vittima italiana

Per gli inquirenti a guidare il furgone sulla Rambla era Younes Abouyaaqoub, un marocchino di 22 anni di Ripoll. La polizia spagnola ha segnalato una Kangoo bianca che ha passato il confine. Il commando che ha agito a Barcellona e a Cambrils composto da giovanissimi puntava a una strage di portata maggiore. E oggi a Barcellona è previsto un corteo contro il terrorismo 

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Dopo lo choc la reazione della società civile, che ieri ha fatto sentire la sua voce da Barcellona a ogni angolo d'Europa. "No tinc por", "non ho paura", è la parola d'ordine che dalla Rambla ferita dal brutale massacro di giovedì si propaga sui social in tutto il mondo. E oggi a Barcellona è previsto un corteo contro il terrorismo.  Intanto le indagini stanno mettendo a nudo l'organizzazione radicata in Catalogna ha pianificato gli attacchi e arriva nella notte anche la notizia di una terza vittima italiana.

Ministro interno, smantellata cellula terrorista
La cellula jihadista responsabile della strage della Rambla a Barcellona  è stata "totalmente smantellata", ha affermato il ministro degli Interni spagnolo Juan Ignacio Zoido. - "Possiamo dire che la cellula è stata totalmente disattivata in considerazione delle persone  morte, delle persone arrestate e delle identificazioni da parte della polizia", ha detto Zoido.  

La terza vittima italiana
Carmen Lopardo, 80 anni, da piu' di 60 residente in Argentina, originaria della provincia di Potenza, e' tra le vittime dell'attentato di Barcellona. In una nota, il ministero degli Esteri argentino ha trasmesso le condoglianze "alla famiglia della signora Carmen Lopardo, 80 anni, cittadina italiana residente nel nostro paese da piu' di 60 anni". "Nel momento del tragico attentato, la vittima si trovava a Barcellona da turista", ha precisato il ministero, che sottolinea "la ferma condanna dell'Argentina al terrorismo in tutte le sue manifestazioni". 

Il tweet della Protezione civile catalana
Younes Abouyaaqoub, 22 anni, in fuga. In Francia?
L'autista del furgone che ha falciato e ucciso 13 persone nell'attacco di giovedì quindi sarebbe in fuga in Francia. E' quanto afferma la polizia spagnola, riferiscono i media. Le forze dell'ordine stanno dando la caccia a Younes Abouyaaqoub, il giovane che ora gli inquirenti hanno identificato come l'autista-killer. Gli altri 4 terroristi ricercati per la strage, tra cui Moussa Oukabir, 17 anni, sono stati uccisi dalla polizia catalana con un quinto terrorista a Cambrils. Secondo quanto riferisce il Telegraph, le forze di Sicurezza stanno dando la caccia a Younes Abouyaaqoub, e ad altri due sospetti terroristi, nel timore che potrebbero lanciare ulteriori attacchi in luoghi frequentati dai turisti. 

Un agente della Sicurezza francese ha detto che la polizia spagnola sta ricercando un furgone Renault Kangoo noleggiato dai terroristi in Spagna giovedì che potrebbe aver attraversato il confine con la Francia. Secondo altre fonti il furgone Renault Kangoo preso in affitto da uno dei terroristi del commando di Barcellona venne ritrovato però due giorni fa, dopo in un incidente stradale, senza nessuno a bordo. 

Si ritiene che 12 persone componessero il gruppo jihadista. Quattro sono in stato di arresto, tre di Ripoll, dove questa mattina la polizia ha perquisito l'appartamento di un imam radicale. Il commando che ha agito a Barcellona e a Cambrils composto da giovanissimi puntava a una strage di portata maggiore. L'esplosione in una villetta ad Alcanar, alcuni giorni prima dell'attentato di giovedì, ha costretto la cellula a modificare i piani.

Media: si indaga su imam di Ripoll
Gli inquirenti indagano anche su un imam radicale di Ripoll, la cittadina dei Pirenei da cui provenivano quasi tutti i terroristi della cellula che ha colpito a Barcellona e Cambrils. La casa dell'imam  stata perquisita questa mattina. Una
ipotesi secondo El Pais che sia uno dei due morti nell'esplosione mercoledi notte del covo della cellula a Alcanar.

Isis pubblica rivendicazione ufficiale 
L'Isis ha pubblicato una rivendicazione ufficiale, con un comunicato del gruppo, degli attacchi in Spagna affermando di aver "ferito o ucciso oltre 120 crociati ed ebrei". Lo riferisce il Site. Una prima rivendicazione era arrivata tramite l'agenzia Amaq. 

16 agosto, l'incidente di Alcanar
La storia inizia mercoledì 16 agosto, con una esplosione che sventra una villetta ad Alcanar, piccolo centro a Sud di Tarragona. Sul momento sembra un'esplosione accidentale di bombole di gas, ma non è così. Quella casa secondo gli inquirenti era il covo degli attentatori delle stragi di Barcellona e Cambrils, ed è stata proprio l'esploione a cambiare i piani della cellula terroristica che ha operato in Spagna. Lo rivela il comandante della polizia catalana Josep Lluis Trapero che ha sottolineato come i terroristi stessero preparando "da tempo, attacchi più grandi".  "Avevano in mente uno o diversi attacchi più sanguinari a Barcellona - ha dichiarato Trapero -, ma dopo l'esplosione avvenuta ad Alcanar, località vicino a Tarragona, parte del materiale di cui avrebbero avuto bisogno è andato distrutto". Ciò ha obbligato i terroristi a cambiare i piani e a scegliere forme di attacco "più rudimentali".



Barcellona e Cambrils colpite a 9 ore di distanza
E' successo tutto giovedì, nel tardo pomeriggio quando un furgone si è lanciato sulla folla di turisti sulla Rambla. Quattro persone sono state arrestate, si cerca l'autista. I quattro arrestati sono tre marocchini e uno spagnolo. Un secondo attacco ha colpito la città di Cambrils nella notte: 7 persone sono rimaste ferite e i 5 terroristi sono stati uccisi. Secondo gli inquirenti c'è un collegamento tra i due attacchi: a pianificarli sarebbe stata una cellula di 12 terroristi, l'intenzione era di colpire a Barcellona e replicare a Cambrils, investendo pedoni a tutta velocità a bordo di un’Audi A3 e poi sparare sulla folla.

Driss nel 2014 in Italia invitato da una donna
Driss Oukabir - fratello di Mousa, sospettato di essere il conducente del furgone della strage di Barcellona - era stato in Italia nell'estate 2014, ospite per alcuni giorni di una donna di Viterbo che aveva conosciuto in precedenza in Spagna. La donna è stata rintracciata dalla polizia che l'ha sentita già giovedì: agli investigatori ha confermato che la permanenza di Driss è stata solo una vacanza. Secondo gli inquirenti, l'episodio non è in alcun modo collegato alla strage di giovedì e ad altri fatti di terrorismo.

"No tinc por"
La Rambla di Barcellona è stata riaperta, a conferma della parole del sindaco Ada Colao e del premier Mariano Rajoy, che non vogliono sottomettersi, hanno detto, alle paralisi e alla paura che il terrorismo vuole innescare. Alle 12 un minuto di silenzio a Barcellona ha visto in piazza Catalunya anche il premier Rajoy e il re Felipe VI. La folla ha gridato la sua risposta al terrorismo: "No tinc por", non abbiamo paura. 



Le autorità spagnole si stringono intorno a Barcellona
Il re di Spagna Felipe VI ha affermato che "questi assassini non riusciranno a terrorizzarci" e richiamato la natura cosmopolita di Barcellona: le ramblas torneranno ad essere di tutti. Il premier Mariano Rajoy ha richiamato all'unità, invocato un massimo coordinamento tra tutte le autorità di sicurezza e proclamato tre giorni di lutto nazionale: "Questa è una battaglia globale che non è solo contro di noi ma contro tutti i paesi che difendono la democrazia". E' "molto importante riuscire a lavorare insieme, per condividere tutto ciò che può essere condiviso." "Se tutte le forze politiche restano unite - ha aggiunto Rajoy - il raggiungimento dei nostri obiettivi sarà più efficace", assicurando che "tutte le forze politiche, indipendentemente dalle loro idee" sono pronte a "tirare il carro".

Ada Colau, sindaco di Barcellona, ha condannato il terrorismo con questo tweet:


Anche il premier Paolo Gentiloni ha contattato il suo omologo Rajoy per portare la solidarietà italiana. 


Le prime due vittime italiane
Uno di loro è Bruno Gulotta, di Legnano: la compagna Martina ha raccontato ai colleghi della Tom's Hardware - la testata di tecnologia per cui lavorava Gulotta - di averlo visto morire davanti ai suoi occhi: stavano passeggiando insieme sulla Rambla, la mamma con Aria, la figlia più piccola, in un marsupio e il papà poco più avanti con il figlio Alessandro per mano.

La seconda vittima è Luca Russo, residente a Bassano del Grappa, provincia di Vicenza, in ferie con la fidanzata. Russo, 25 anni, è laureato in Ingegneria a Padova; su Facebook sua sorella, Chiara, ha scritto: "Aiutatemi a riportarlo a casa. Vi prego". Ci sono poi tre persone ferite, due già dimesse dagli ospedali. 

Cosa è successo a Barcellona
Alle 16.50 di giovedì  pomeriggio un furgone si è lanciato contro la folla di turisti che come sempre si accalcava sulla Rambla. Sembra che per colpire più persone procedesse a zig zag. Il bilancio,  è di 13 vittime - tra cui tre tedeschi e un belga - oltre 100 feriti - tra cui almeno tre italiani - di cui 17 in condizioni gravi. 



Cosa è successo a Cambrils
Intorno all’una e mezza di notte un gruppo di terroristi ha cercato di colpire la cittadina turistica di Cambrils - in Costa Brava, a 100 chilometri a sud di Barcellona, anch'essa nel pieno della stagione turistica - ma la polizia è riuscita a bloccarlo. Nel conflitto a fuoco sono stati uccisi 5 terroristi (4 sul posto, uno in ospedale) e 7 persone sono rimaste ferite: uno di loro non ce l'ha fatta ed è morto oggi, facendo salire a 14 il bilancio delle vittime. L'attacco era stato pianificato con una modalità simile a quella di Barcellona ma avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi se i turisti, dopo aver imboccato il lungomare a tutta velocità travolgendo diverse persone, fossero riusciti a scendere dall'auto e a spararare sulla folla. Si è detto che i terroristi uccisi indossavano cinture esplosive ma si è scoperto che erano false (come quella dell'attentato di Londra di giugno - qui per capire perché i terroristi usano cinture false).


 
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