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MONDO

Politica estera

Biden alla Casa Bianca: per il presidente eletto la sfida più urgente arriva dalla Cina

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di Maria Novella Rossi
"Farsa trumpiana a Capitol Hill: lo scollamento tra massa ed élite nell'America populista di oggi fa pensare a certi eccessi dell'era maoista": il parallelo ardito compare sul South China Morning Post, quotidiano di Hong Kong; "la leadership statunitense", continua l'editorialista Chow Chung-yan," ha perso il contatto con le radici dell'America, contatto necessario per salvare il paese; è questa la sfida più grande che ora attende Biden".

E forse ne era già consapevole il presidente eletto quando ha lanciato il suo slogan: "The battle of The Soul of the Nation", la battaglia per l'anima della Nazione". Ma in questi giorni dell'insediamento di Biden alla Casa Bianca, la Cina come il resto del mondo, si trova di fronte un'America spaccata, in balia di se stessa, in preda alla violenza e al caos.

Da Zhongnanhai, la sede del governo di Pechino, il presidente cinese Xi Jinping osserva lo spettacolo offerto dall'Occidente in caduta, mentre la Cina si affaccia alla nuova era Biden in pieno recupero, dopo aver messo a segno colpi decisivi per sostenere il confronto sempre più teso tra Washington e Pechino.

Una serie di attacchi alla Repubblica Popolare arrivano da Mike Pompeo, il falco dell'amministrazione Trump, che sferra gli ultimi colpi di coda prima di lasciare la Casa Bianca: la revoca dei divieti alle relazioni tra funzionari americani e taiwanesi, getta le basi per forti imbarazzi nel futuro dei rapporti diplomatici dell'era Biden e provoca le ire di Pechino, mettendo in discussione il principio della Cina Unica: le ingerenze esterne non sono mai state ammesse dal governo cinese e Taiwan è considerata da Pechino una provincia ribelle. Sanzioni annunciate da Pompeo anche su Hong Kong per i funzionari statali che hanno messo agli arresti oltre 50 attivisti pro democrazia. 

"Mike Pompeo si comporta come un lunatico" aveva scritto qualche giorno fa il Global Times, "in una sola giornata" il Segretario di Stato americano ha postato almeno 30 tweet, la maggior parte contro la Cina. "E' demenziale" ha aggiunto il tabloid cinese edito dal Quotidiano del Popolo.

Joe Biden si trova di fronte una strada irta di trappole e ostacoli, alcuni seminati dalla stessa amministrazione Trump e dai suoi fedelissimi: al netto delle problematiche interne che eredita nel suo paese, il nuovo presidente si dovrà misurare con il colosso cinese che si ripresenta in tutta la sua postura assertiva: a differenza degli Usa, ancora in ginocchio per la pandemia, la Cina sembra aver superato l'emergenza sanitaria, sebbene non possa ancora abbassare la guardia a causa di nuovi contagi, poco più di un centinaio, e conseguenti circoscritti lockdown: ma la graduale ripresa economica, il ritorno alla vita normale, il tracciamento tecnologico capillare, l'intervento tempestivo con tamponi di massa, fanno pensare che il Covid in Cina sia ormai, tutto sommato, sotto controllo.

Nel 2020 il pil cinese si è attestato solo al 2,3% su base annua, il tasso di crescita più basso degli ultimi 45 anni, ma è un buon risultato considerato il contraccolpo della pandemia. Il Fondo Monetario Internazionale ha annunciato di recente che la Cina è l'unico paese comunque in crescita. Ma sono soprattutto alcune conquiste ad aver proiettato in avanti il paese: la valuta digitale, che porterà la Repubblica Popolare alla supremazia sul dollaro; accordi storici come l'Rcep, (Regional Comprehensive Economic Partnership Agreement), una gigantesca intesa commerciale di libero scambio siglata dalla Cina con i 10 paesi dell'Asean tra cui Filippine, Indonesia, Vietnam ma anche con i più esposti all'influenza atlantica come Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda; o l'accordo tra Cina e Unione Europea, raggiunto dopo sette anni, 35 round di colloqui e infinite giravolte politiche; scommesse che proiettano l'ex celeste impero nel multilateralismo, forse la novità di maggior rilievo nella politica estera cinese attuale. Insieme alla conquista dello spazio, al riposizionamento militare nel Mar Cinese Meridonale, o alla crescita esponenziale nella tecnologia, tanto per citarne alcune, l'America di Biden dovrà riguadagnare terreno e recuperare gli spazi i perduti, soprattutto nei rapporti con i suoi alleati occidentali, ripartendo dal Pacifico, da quei paesi come Vietnam o Australia e a tratti anche Giappone che stanno un po' a guardare, in attesa di scegliere mentre si delineano nuovi assetti geopolitici.
 
Quale sarà il confronto tra le due potenze in questa nuova era? Più forte nell'avanzata economica, la Cina riempie velocemente i vuoti lasciati dalla politica statunitense degli ultimi anni a cominciare dalla salute globale: sarà la Cina a portare i vaccini nel Sud-est asiatico, in Brasile e in altri Paesi del Sudamerica, e soprattutto in Africa, il continente dove la Repubblica Popolare ha una forte presenza da oltre 50 anni.
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