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MONDO

La denuncia dei manifestanti detenuti e poi rilasciati

Bielorussia, le ong: oppositori torturati in carcere. Accordo Ue per sanzioni mirate

Borrell: Ue non accetta risultati elezioni. Maggioranza Paesi Ue favorevole a nuove sanzioni nei confronti del governo. Tikhanovskaja: "Basta violenze" e avvia consiglio transizione poteri. Accuse arrivano anche da 5 esperti dell’Onu

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I ministri degli Esteri dell'Unione europea hanno trovato un accordo politico per sanzioni contro i responsabili delle violenze contro i manifestanti ed i brogli elettorali. Ora servirà il lavoro tecnico, mentre l'adozione formale avverrà nelle prossime settimane. Si apprende da fonti diplomatiche europee.

La maggior parte dei ministri degli Esteri dell'Ue infatti si è detta favorevole all'imposizione di sanzioni ai soggetti responsabili dell'organizzazione delle elezioni presidenziali in Bielorussia e dell'uso della forza contro i manifestanti che ne sono seguiti. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri polacco Jacek Czaputowicz durante una conferenza stampa convocata a Varsavia. "Crediamo che le restrizioni contro la Bielorussia e verso alcuni funzionari del governo, non possano arrecare danno alla società", ha spiegato il ministro polacco. I ministri degli Esteri dell'Ue si sono riuniti oggi in videoconferenza per affrontare il tema delle violenze nel paese nate a seguito del voto per le presidenziali contestato dalle opposizioni. 

Con una lettera congiunta, sei Paesi Ue si sono aggiunti allo schieramento che chiede sanzioni contro la Bielorussia a seguito delle violenze sui manifestanti che chiedono un processo elettorale regolare e trasparente. La lettera sarebbe un'iniziativa del Governo estone alla quale hanno aderito Polonia, Danimarca, Lettonia, Lituania e Repubblica Ceca. Il numero di Governi europei favorevoli alle sanzioni sale dunque a nove, dopo le prime richieste di provvedimenti arrivate da Germania, Svezia e Austria. La lettera sarebbe circolata poche ore prima dell'inizio della riunione straordinaria dei ministri degli Affari esteri dell'Ue. "Occorre inviare un chiaro segnale sulle sanzioni che devono durare fino a quando in Bielorussia non si terranno elezioni libere e trasparenti con la partecipazione di osservatori internazionali", ha twittato questa mattina il primo ministro ceco Andrej Babis.

Borrell: Ue non accetta risultati elezioni
Sulla Bielorussia, "l'Ue non accetta i risultati delle elezioni" e "inizia il lavoro per sanzionare i responsabili di violenza e falsificazione". Cosi' l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Josep Borrell, al termine della riunire straordinaria tra i ministri degli Esteri degli Stati membri. Nel corso dell'incontro in videoconferenza è stata espressa "piena solidarietà con Grecia e Cipro", protagoniste dello scontro con Ankara sullo sfruttamento delle risorse energetiche al confine marittimo". "Si chiede alla Turchia un'immediata deescalation e la ripresa del dialogo", conclude Borrell su Twitter.

Prove crescenti di brutalità
La denuncia è di attivisti e osservatori dei diritti umani in Bielorussia contro le persone che sono state detenute dopo le proteste per le elezioni presidenziali che hanno sancito la contestatissima riconferma di Alexander Lukashenko. La BBC riferisce che alcune delle 6.700 persone detenute da domenica e poi rilasciate, hanno denunciato maltrattamenti, percosse. Amnesty international ha detto che i resoconti suggeriscono "torture diffuse".
 
Le immagini sui social e l’audio dei prigionieri
Alcuni dei manifestanti rilasciati hanno condiviso immagini sull'app di messaggi Nexta che mostravano i loro corpi gonfi e contusi, con le lesioni che sarebbero state causate
dalla polizia. Nell'audio condiviso da un giornalista della BBC, si potevano sentire delle urla da un centro di detenzione di Minsk.
 
"Ci hanno detto che i centri di detenzione sono diventati camere di tortura, dove i manifestanti sono costretti a giacere per terra mentre la polizia li prende a calci e li picchia con i
manganelli", ha detto Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale. Accuse della alla brutalità delle forze di sicurezza sono arrivate anche da cinque esperti di diritti umani dell'Onu.

Grandi fabbriche in sciopero contro Lukashenko 
I lavoratori di alcune tra le più grandi fabbriche della Bielorussia hanno dichiarato scioperi per protestare contro la repressione delle proteste seguite  alla rielezione del presidente Aleksander Lukashenko. Migliaia di persone hanno protestato ogni giorno da domenica, giorno del voto, e circa 7mila secondo i dati del governo sono state arrestate, nel corso di una brutale repressione. Il governo ha poi annunciato il rilascio di mille manifestanti incarcerati, nel tentativo di placare la rabbia popolare ed evitare le sanzioni minacciate da occidente. Molti di quanti sono stati scarcerati hanno raccontato di brutali pestaggi e altri abusi, mostrando lividi e bruciature.

Tra i lavoratori in sciopero ci sono quelli del Minsk Automobile Plant (Maz). Un lavoratore, il 42enne Dmitry Glukhovsky, ha dichiarato: "Tutti qui hanno votato contro Lukashenko, e all'improvviso apprendiamo che lui ha vinto con una valanga di voti", "non solo ci hanno ingannati ma ci hanno picchiati e non lo accetteremo".



L’appello della Tikhanovskaya

“Dobbiamo porre fine alla violenza nelle strade delle città bielorusse”. È l’appello Svetlana Tikhanovskaya, rivale del presidente bielorusso Alexander Lukashenko alle elezioni del 9 agosto. La Tikhanovskaya, che martedì ha lasciato il paese e si è rifugiata in Lituania, ha pubblicato un video messaggio:”Esorto le autorità a fermare la violenza e ad avviare un dialogo". Svetlana Tikhanovskaya ha avviato l'istituzione di un Consiglio di Coordinamento che gestisca il passaggio dei poteri. Lukashenko, in carica dal 1994, e' stato dichiarato vincitore ma i sostenitori dell'opposizione ritengono il voto truccato e sono scesi a migliaia in piazza per protestare. 

Il ministro dell’interno
Il ministro dell'interno Yuri Karayev ha detto di essersi assunto la responsabilità per i feriti durante le proteste e che vorrebbe scusarsi con coloro che sono rimasti coinvolti nelle violenze. Secondo gli osservatori, le dichiarazioni ufficiali e il rilascio dei prigionieri hanno suggerito un approccio più conciliante dopo l'indignazione pubblica e la condanna internazionale per la risposta della polizia.
  
Il ministro degli esteri: pronti al dialogo
La Bielorussia è pronta per colloqui "costruttivi e obiettivi" con l'estero sulle sue controverse elezioni presidenziali e sui disordini post-voto. Lo ha detto il ministro degli esteri Vladimir Makei in una conversazione telefonica con la controparte svizzera Ignazio Cassis. Makei ha espresso "la disponibilità della Bielorussa ad un dialogo costruttivo e obiettivo con i partner stranieri su tutte le questioni relative agli sviluppi in Bielorussia".
 
Berlino per sanzioni, violati diritti umani
Angela Merkel e altri leader europei si sono espressi a favore di sanzioni contro la Bielorussia. Merkel inoltre ha chiesto la scarcerazione immediata di oppositori e attivisti. "Abbiamo bisogno di ulteriori sanzioni contro coloro che hanno violato i valori democratici o abusato dei diritti umani in Bielorussia". Lo ha twittato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. "Sono fiduciosa - aggiunge - che la discussione odierna dei ministri degli Esteri dell'Ue dimostrerà il nostro forte sostegno ai diritti delle persone in Bielorussia, alle libertà fondamentali e alla democrazia.
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