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ECONOMIA

Borse in ripresa, spicca stm Atlantia in calo dopo l'ultimatum del governo

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di Fabrizio Patti Le borse europee seguono Wall Street e aprono in rialzo. A Milano il Ftse Mib segna +0,9%, dopo la lieve discesa di ieri e un bilancio di settembre in calo del 3 per cento.
Tendenza simile nel resto d'Europa, svetta il +1% dell'indice Cac40 di Parigi.
In evidenza il titolo Atlantia, dopo che il governo ha dato 10 giorni all'azienda per trovare un accordo. Il titolo scende del 2,35% per cento.
Tra gli altri titoli, migliore performance per StMicroelectronics (+6%), dopo la pubblicazione di risultati preliminari del terzo trimestre e delle previsioni sul 2020, entrambi sopra le aspettative. Sale anche Banco Bpm (+3,3%), in questo caso per speculazioni su una possibile fusione con Credit Agricole. In evidenza Diasorin, 2,7%, dopo l'autorizzazione all uso d’emergenza da parte della Fda americana di un nuovo test sierologico relativo al Covid. 
In Asia clamorosa chiusura della borsa di Tokyo: un guasto ai sistemi informatici ha reso necessario sospendere le contrattazioni per tutta la giornata. Nell'area erano chiuse per festività anche le borse in Cina e Corea.
Alle 10 ci saranno i dati su ordini e aspettative delle aziende manifatturiere in Europa a settembre. I primi indicatori riferiti alla Spagna parlano di una lieve espansione.
Wall Street ieri ha chiuso in rialzo. Inizialmente c'erano stati cali, dovuti ai timori di eventuali contestazioni del voto. Questo perché durante il dibattito presidenziale il presidente Trump aveva definito il voto via posta una truffa come non l'avete mai visto. Ha poi prevalso l'ottimismo su un accordo tra democratici e repubblicani circa il nuovo pacchetto di stimoli all'economia. Ieri si sono incontrati il segretario al Tesoro Steven Mnuchin e la speaker democratica della Camera Nancy Pelosi, oggi un nuovo incontro.

Ieri c'è stata un'importante apertura della presidente della Bce Christine Lagarde circa la possibilità di ripensare gli attuali obiettivi di inflazione. «Nell'attuale contesto di bassa inflazione le preoccupazioni che affrontiamo sono diverse», rispetto a quelle che negli anni scorsi portarono a individuare quello del 2% come un livello di inflazione a cui bisognava avvicinarsi ma da non superare.  In sostanza l'inflazione potrebbe essere lasciata salire di più, così come annunciato di recente dalla banca centrale statunitense.  
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