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EUROPA

Regione balcanica

Bosnia, presidente croato Milanović: pericoloso piano revisione confini Balcani

Il presunto documento per ridisegnare l'ex Jugoslavia viene attribuito al premier sloveno Janša, che smentisce

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di Tiziana Di Giovannandrea Il presidente croato Zoran Milanović ha definito irresponsabile e pericoloso il presunto piano di divisione della Bosnia-Erzegovina e la revisione dei confini nei Balcani. Piano, arrivato a Bruxelles, che sarebbe contenuto in un documento ufficioso attribuito al premier sloveno Janez Janša. 

Citato dai media regionali, il socialdemocratico Milanović ha messo in guardia dal nutrire simili scenari per la regione balcanica, ritenendolo un piano rischioso. "Non so se dietro tutto ciò ci sia Janša o no, ma dico all'autore di un tale piano di tenere le mani lontano dalla Bosnia-Erzegovina", ha detto.

Il premier sloveno Janša ha smentito a più riprese l'esistenza di un tale documento. In pratica un 'non-paper', cioè come si dice in diplomazia, un documento ufficioso per tastare il terreno su questioni scottanti. 

Janša ha smentito anche ieri che esista un tale testo, in un colloquio telefonico con il membro musulmano della presidenza tripartita bosniaca Šefik Džaferović, al quale ha ribadito l'appoggio della Slovenia alla sovranità e all'integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina. Le notizie di stampa su un presunto piano di revisione delle frontiere hanno suscitato allarme e apprensione a Sarajevo. 

Nel presunto documento arrivato a Bruxelles si sostiene che sarebbe arrivato il momento di rivedere i confini disegnati nel 1995 dagli accordi di pace di Dayton e di risolvere le "questioni irrisolte" di serbi, croati ed albanesi. Nel 'non-paper' si ipotizzerebbe l'accorpamento dell'Albania e Kosovo e di dare più territori a Serbia e Croazia.
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