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SALUTE

La lotta all'epidemia

Bozza Dpcm, verso misure drastiche per Lombardia e altre 11 province

Sono interessate anche Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro-Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria. Le Regioni chiedono modifiche

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Per "contrastare e contenere il diffondersi del Coronavirus" il governo dispone di "evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita" nella Regione Lombardia e in 11 province di Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Marche dall'8 marzo al 3 aprile.

Lo prevede la bozza del Dpcm atteso nelle prossime ore, bozza suscettibile di modifiche da parte di Palazzo Chigi, anche alla luce delle valutazioni delle Regioni.

La misura riguarda la Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro-Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria. Viene fatta eccezione per "indifferibili esigente lavorative o emergenze".

Un secondo decreto riguarderebbe invece tutto il territorio nazionale e irrigidisce le disposizioni finora adottate, confermando per ora la chiusura delle scuole fino al 15 marzo, e introducendo nuove restrizioni come la sospensione dell'attività di pub, sale giochi e discoteche.

Con sintomi infezione e febbre a 37,5° rimanere a casa e limitare contatti
"Ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante". E' quanto si legge nella bozza di Dpcm sulle misure per la Lombardia e le 11 province che hanno effetto fino al 3 aprile prossimo.

Scuole e università chiuse fino al 3 aprile
"Sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza ad esclusione dei corsi per i medici in formazione specialistica e dei corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché delle attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie. Al fine di  mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa".

È quanto si legge inoltre nella bozza che dovrebbe entrare in vigore da domani e fino al 3 aprile.

Chiusi centri sportivi
"Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi". Inoltre, "sono chiusi i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura". Lo si spiega nella bozza del Dpcm per contrastare il diffondersi del coronavirus e che riguarda la Lombardia e altre 11 province.

Partite a porte chiuse
Sono state adottate delle misure per quanto riguarda le attività sportive nelle zone predette. "Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico" si legge nella bozza.

Stop a cerimonie civili e religiose
"L'apertura dei luoghi di culto è condizionata all'adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri". 

Bar e ristoranti aperti ma 1 metro di distanza 
Sono consentite le attività di ristorazione e dei bar, con obbligo, a carico del gestore, di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione, prevede la bozza.

Centri commerciali chiusi nei weekend
Nei weekend sono chiuse "le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati". Lo prevede la bozza del nuovo Dpcm, suscettibile di modifiche, per contenere il contagio da Coronavirus in Lombardia e 11 province di Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Marche. Negli altri giorni bisogna garantire la distanza di almeno un metro all'interno degli esercizi commerciali: chi non si adegua rischia la sospensione dell'attività. La chiusura non si applica a farmacie e parafarmacie e punti di vendita di generi alimentari.

Per visite a parenti in strutture per anziani decide direzione sanitaria 
"E' fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto; l'accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione; sono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi costituite a livello regionale", si legge inoltre nella bozza.

LE PRIME REAZIONI DALLE REGIONI
Fontana: servono chiarimenti 
"La bozza del provvedimento del Governo - che ho ricevuto solo in serata - sembra andare nella direzione del contenimento della diffusione del virus, invitando - con misure più incisive - i cittadini alla prudenza". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. "Ciò detto - ha continuato - non posso non evidenziare che la bozza del Dpcm è, a dir poco, 'pasticciata' e necessita da parte del Governo di chiarimenti per consentire ai cittadini di capire cosa si può fare o meno. La confusione è evidenziata anche dalle moltissime chiamate che stanno giungendo al mio telefono e a quello di chi da giorni è al mio fianco per affrontare questa emergenza. Siamo comunque in contatto con i rappresentanti del Governo - ha detto ancora il presidente Fontana - per cercare di mettere i cittadini e le categorie sociali in condizione di capire cosa possono fare domani. Abbiamo inviato a Roma le nostre osservazioni e la collaborazione tra i nostri tecnici e quelli di Palazzo Chigi è costante".

Bonaccini: cerchiamo soluzioni più coerenti
"Ho chiesto al presidente Conte e al ministro Speranza, in una logica di leale collaborazione, di poter lavorare ancora alcune ore per addivenire alle soluzioni più coerenti e condivise". Lo dice Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, a proposito della bozza sul decreto per il contenimento del Coronavirus. 

Ceriscioli: poco tempo per valutare decreto 
"Come prima istanza chiediamo particolare attenzione soprattutto su tre punti: è necessario aggiungere una previsione che consenta l'attività delle imprese di qualunque natura e qualsiasi in forma costituite, aventi sede legale e/o operativa nel territorio della Provincia; occorre consentire alle persone almeno il rientro presso il proprio domicilio/abitazione o residenza situato nel territorio della Provincia; è necessario consentire spostamenti per motivi di salute".

Sono le prime osservazioni del presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, alla bozza del nuovo Dpcm che inserisce la provincia di Pesaro-Urbino tra le 'zone rosse' e, in particolare, "prevede l'obbligo di evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita, dal territorio e all'interno del territorio, salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni di emergenza". Il governatore ha detto di ritenere "corretto intensificare le misure di contenimento vista la forte diffusione del contagio", ma anche di aver avuto "poco tempo a disposizione per elaborare un giudizio su un provvedimento di tale portata".
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