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MONDO

Brexit, Johnson chiude il Parlamento: dimissioni tra i Tory e un milione di firme contro

Lasciano la leader del Partito Conservatore scozzese e il capogruppo dei Tory alla Camera dei Lord: "Rischi di minare il ruolo fondamentale del Parlamento". Tweet al vetriolo contro il premier dell'attore Hugh Grant: "Giocattolo di gomma da vasca da bagno"

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Perde pezzi il partito del premier britannico Boris Johnson. Sullo sfondo, c'è sempre la Brexit. 

La decisione della leader dei Tory in Scozia, Ruth Davidson, dimettersi, riporta il Guardian, è stata ufficialmente presa per motivi familiari. Ma giunge all'indomani della richiesta di Johnson alla regina Elisabetta di sospendere il Parlamento, verosimilmente per avere maggiori probabilità di portare il Regno Unito fuori dall'Ue entro la scadenza del 31/10 senza un accordo con Bruxelles. Nel messaggio Davidson, convinta 'remainer', menziona "il conflitto che ho vissuto sulla Brexit".

Davidson ai deputati, per evitare il no-deal votate l'accordo
"Il modo piu' semplice per evitare una Brexit senza accordo, e' votare un accordo", ha suggerito Davidson, nella conferenza stampa di presentazione delle dimissioni. "Avete avuto tre opportunita' e le avete respinte tutte, non respingete la quarta", ha sottolineato la deputata che si e' detta convinta del tentativo del premier Boris Johnson di ottenere una nuova intesa con Bruxelles. "Chiarite che se un accordo tornera' ai Comuni, voterete a favore, e fate sapere all'Ue che lo farete in modo che capiscano che c'e' una ragione per riaprire i negoziati".

BoJo, successore di Theresa May, ha disconosciuto l'accordo da lei raggiunto con l'Ue, chiedendo di rinegoziarlo. Il principale punto dolente per Londra riguarda il backstop, il meccanismo per evitare il ritorno alla frontiera fisica tra Irlanda e Irlanda del Nord. Per fare pressioni sull'Ue e convincerla a tornare sui suoi passi, il premier continua a minacciare l'uscita senza accordo il 31 ottobre. In quest'ottica si inserisce la sospensione dei lavori parlamentari fino al 14 ottobre richiesta dal governo, una mossa per togliere spazio di manovra al Parlamento, che in maggioranza vuole evitare il no-deal.

Passano poche ore, e in aperta polemica con Johnson lascia il suo posto anche il capogruppo dei Tory alla Camera dei Lord, George Young. "Non mi hanno convinto - ha spiegato in una lettera - i motivi forniti per questa decisione, che credo rischi di minare il ruolo fondamentale del Parlamento, in un momento decisivo della nostra storia, e rafforza la visione che il governo potrebbe non avere la fiducia della Camera per la sua politica sulla Brexit". George Young è un parlamentare di lungo corso, al servizio di ogni governo conservatore, da Margaret Thatcher in poi.

Intanto, ha superato il milione di firme la petizione contro la sospensione del Parlamento voluta da Johnson.

Un milione firme contro la chiusura del Parlamento
Ha raggiunto oltre un milione di firme la petizione contro la sospensione del Parlamento,lanciata dopo l'iniziativa di Johnson. L'istanza chiede che il Parlamento non sia "sospeso o sciolto a meno che e fino a quando il periodo dell'articolo 50 non sia stato sufficientemente esteso", in riferimento alla parte del Trattato di Lisbona sulle modalità con cui un paese può lasciare l'Ue, "o l'intenzione del Regno Unito di ritirarsi dall'Ue sia stata annullata".

Hugh Grant al vetriolo contro Boris Johnson
Non è affatto piaciuta all'attore Hugh Grant la decisione del premier britannico di chiedere alla regina la sospensione del Parlamento: secondo l'interprete di 'Notting Hill' e 'Quattro matrimoni e un funerale', Boris Johnson non è altro che un "giocattolo di gomma da vasca da bagno troppo promosso".   Grant è intervenuto su Twitter esordendo: "Lei non fotterà il futuro dei miei figli. Lei non distruggerà le libertà che mio nonno ha combattuto due guerre mondiali per difendere". L'attore prosegue con un "vaffa", paragonando Johnson a un "giocattolo di gomma da vasca da bagno, troppo pubblicizzato" e afferma: "La Gran Bretagna è disgustata da lei e dalla sua piccola banda di prefetti masturbatori".

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