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MONDO

La campagna di RaiNews: non dimentichiamole

Nigeria, #BringBackOurGirls un anno dopo: dove sono le ragazze rapite? L'Onu teme un massacro

Quasi ogni giorno, nel nord del Paese africano gli estremisti firmano un attacco terroristico. Le ragazze rapite, fa sapere il leader di Boko Haram, sono state forzate alla conversione e al matrimonio. Il direttore dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Unhchr), Raad Zeid al Hussein, ha affermato che le ragazze "potrebbero essere state tutte uccise" 

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di Carlotta Macerollo Quando i miliziani islamisti di Boko Haram rapirono le 270 liceali a Chibok, nel nord della Nigeria, le proteste esplosero in tutto il mondo, gli Stati Uniti offrirono il loro aiuto per ritrovarle, nacque l'hashtag #BringBackOurGirls. Era la notte del 14 aprile 2014. All'inizio di maggio, 57 studentesse riuscirono a scappare dalle mani dei loro aguzzini. Poi, più nulla. Nonostante la mobilitazione di voci internazionali, da Michelle Obama a Malala, la buona notizia della liberazione sembra ancora lontana. "Un anno dopo Chibok chiediamo ai leader di portare a casa le ragazze e di promuovere scuole sicure", scrive Malala sul suo profilo Twitter.




Il report
Mentre il governo nigeriano ha annunciato un report sulle studentesse rapite, ad un anno dalla scomparsa sembra farsi strada un epilogo tragico: le giovani donne sarebbero state obbligate a convertirsi all'Islam, costrette al matrimonio e poi sgozzate. In un'intervista pubblicata dal quotidiano nigeriano "This Day", il direttore dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Unhchr), Raad Zeid al Hussein, ha affermato che le ragazze "potrebbero essere state tutte uccise" a Bama. La città è stata controllata per mesi dai Boko Haram. Sempre stando alle dichiarazioni di Raad Zeid al Hussein, in passato le liceali erano state costrette a sposare i loro sequestratori. 

Il sequestro
Non è la prima volta che i jihadisti, che recentemente hanno stretto un'alleanza con i miliziani dello Stato islamico, compiono massacri ai danni di civili, cristiani e non solo con un bilancio di migliaia di morti. Giorni fa alcuni miliziani travestiti da predicatori hanno compiuto una strage nel villaggio di Kwajafa, nello Stato di Borno, uccidendo almeno 24 persone e ferendone molte altre. Fonti militari e testimoni hanno riferito che la carneficina si era verificata vicino alla moschea del villaggio.

Boko Haram
Gli estremisti di Boko Haram vedono nel rapimento delle studentesse un simbolo del loro "successo": Boko Haram significa, infatti, "l'educazione occidentale è peccato". Il gruppo si è formato all'inizio degli anni duemila nella città di Maiduguri, nel nord della Nigeria. Fondatore della formazione è Ustaz Mohammed Yusuf, che ha trovato seguaci tra i giovani e i più poveri nella zona. Dopo la morte, il suo posto viene preso dallo "sceicco" Abubakar Shekau, più volte dato per ucciso dai camerunensi (ma la notizia non nè mai stata confermata). Boko Haram è organizzata come movimento clandestino d'ispirazione islamica fondamentalista che ha come obiettivo l'abolizione del sistema secolare e l'imposizione della sharia nel paese.



Le elezioni di marzo
Dopo le elezioni politiche di marzo, la commissione elettorale ha dichiarato vincitore l'ex generale Muhammadu Buhari, che ha sconfitto il presidente uscente Goodluck Jonathan. Buhari, musulmano, di 72 anni, è andato molto bene soprattutto negli stati nel nord a maggioranza musulmana ma ha tenuto anche nel sud, a maggioranza cristiana e decisamente più ricco per la presenza di giacimenti di petrolio. Buhari era già stato presidente dal 1983 al 1985, e si era candidato sia nel 2007 che nel 2011 perdendo entrambe le volte.

La Nigeria
​Paese più popoloso d'Africa, con circa 180 milioni di abitanti, nel 2014 la Nigeria è diventata, soprattutto grazie al petrolio, lo stato più ricco del continente. Nonostante meno del 25 per cento dei nigeriani viva in un'area urbana, all'incirca 24 città hanno più di 100mila abitanti. Ex colonia britannica, è indipendente dal 1960. Con un'economia che cresce al ritmo del 6 per cento all'anno, la Nigeria ha superato il Sudafrica e si conferma il Paese trainante del continente, ancora bloccato però da una politica debole, spesso corrotta e ostaggio di guerre intestine.
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