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TECH

Il nuovo regolamento dell'Enac

Sempre più droni, stretta sulle regole

Non è un giocattolo. Un drone è un velivolo a tutti gli effetti, per pilotarlo serve la "patente" e bisogna essere maggiorenni. Aumentano i controlli

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di Mariaceleste de Martino Per guidare l’auto, per navigare i mari, per pilotare aerei servono patente o brevetto. Mentre per giocare con un aquilone serve forse qualche conoscenza sui venti, ma nessuno si sognerebbe mai di chiedere a un bambino di seguire un corso e di passare un esame per poter far volare in alto il suo "aereo" di carta colorata. Per un drone, anche comprato in un negozio di giocattoli, le regole sono severe quanto quelle per sorvolare un centro abitato o un agglomerato di persone o animali con un elicottero o un velivolo qualsiasi.

Le nuove regole
In Italia dal 15 settembre 2015 è entrato in vigore il nuovo regolamento dell'Enac (l'Ente nazionale per l’aviazione civile), che prevede, tra l'altro, che anche i piccoli droni di plastica non possano volare senza permesso, se superano una certa altezza nei cieli, per esempio. Le novità riguardano comunque sia l'uso professionale sia quello amatoriale.

Le principali novità
– Volo nelle aree urbane: vietato sorvolare assembramenti di persone e obbligo di rispettare anche le norme di sicurezza che esulano dal regolamento stesso, come quelle sulla privacy o i regolamenti comunali.
– I proprietari  di droni che pesano meno di 300 grammi e con una velocità non superiore ai 60 km orari possono avere il permesso dopo aver inviato la documentazione all’Enac. La procedura è stata semplificata in quanto non è più necessario ottenere l’attestato per il pilota, che non deve superare alcuna visita medica.
– Operazioni con droni di peso inferiore ai 2 kg con caratteristiche di inoffensività certificate da Enac o da organizzazioni da essa riconosciute: superata la visita medica e ottenuto l’attestato si potrà operare.
– I piloti dovranno seguire il normale iter previsto per le operazioni critiche (cioè quelle operazioni di volo che prevedono il sorvolo in caso di avarie e malfunzionamenti di aree popolate).

Restano i punti del regolamento di luglio 2015, tra cui:
–Volare all’interno delle Ctr (Control Traffic Region, la zona di traffico controllato).
–Distanze massime: a 500 metri dal pilota e 150 metri di quota massima per le operazioni in Vlos (volo a vista) e a non meno di 5 km dagli aeroporti, se la zona non è già coperta da area Atz (Aerodrome Traffic Zone, lo spazio aereo attorno a un aeroporto per la protezione del traffico in decollo, atterraggio e in volo).
–Non è più necessaria la visita medica di classe II, ora la visita per i piloti è più semplice e sono richiesti requisiti medici ridotti.
–Esame teorico più mirato per i droni.
–Il nuovo attestato è obbligatorio da aprile 2016
–Obbligatoria la licenza Enac per i mezzi più pesanti di 25kg.
 
Dove e come si può volare?
–Fino a 70 metri di altezza e 200 di distanza, mai sopra la testa delle persone, senza patente.
–Per uso professionale (giornalisti o registi cinematografici che con una telecamera “con le ali” fanno riprese dall’alto, geometri che con macchine “fotografiche volanti” fanno dei sopralluoghi, contadini che usano i droni per l’agricoltura etc.) è obbligatorio passare un esame per conseguire una patente.
–Gli Apr, ossia gli oggetti volanti a pilotaggio remoto, stanno diventando quasi come gli “smartphone”: in un prossimo futuro in molti avranno un drone (lo ipotizza anche la Nasa) sia per farsi un selfie dall’alto sia per usi più seri. E le dimensioni del mezzo si riduranno notevolmente, come è successo per i computer o per altri dispositivi hi-tech. E c’è anche un social network dedicato ai “maniaci” del settore: Dronestagram.

Le scuole
–100 in Italia riconosciute dall’Enac.
–Tra queste ce ne sono anche online.
–Con circa 10 ore di volo si imparano i principi base, ma sufficienti per pilotare modelli più grandi e sofisticati con Gps e schermo per seguire i movimenti in diretta.

“Drone” in inglese ha diversi significati:
–Fuco, il maschio dell’ape,
–Parassita, ovvero un nullafacente che vive sulle spalle di altri.
–Persona che fa un lavoro noioso, servile, non gratificante e piacevole
–Tra i sinonimi più tecnici: multirotore, quadricottero e Apr o Sapr, che sta per “Aeromobile a pilotaggio remoto”: una categoria molto ampia che comprende sia gli aggeggi che pesano pochi grammi sia i mezzi da un quintale e oltre.

Costi
Il prezzo per un drone semplice, di primo livello, con telecomando, dotato di mini telecamera, parte da 50 euro e può arrivare anche a diverse migliaia di euro. Quelli più cari hanno più funzioni: ritorno automatico alla base e impostazioni del percorso da seguire. Con gli ultrasuoni e gli infrarossi, quelli più sofisticati evitano gli ostacoli e “vedono” al buio.  

Grandezza e peso
Da meno di mezzo chilo con una durata di volo di meno di 10 minuti e si alza in volo fino a 100 metri. Il drone più venduto ha un’autonomia di 20 minuti circa e pesa poco più di un chilo. Radiocomandato, aziona la telecamera con un’apposita app, trasforma automaticamente le immagini scattate in volo in brevi video che si possono subito condividere con l’atterraggio. Costo: da 1.100 ai 1.400 euro. Quelli più piccoli sono praticamente dei giocattoli, ma in molti casi bisogna avere almeno 18 anni per manovrarli. Oggi, si va sempre più verso un’unificazione dei generi: i droni amatoriali sono sempre più simili a quelli professionali.

Droneitaly
Alla fiera del drone a Milano tenutasi dal 25-26 sono stati presentati “Xiro Xplorer” e qualche “MiniDrone”, dai “Jumping”, che invece di volare saltellano, al “drone-aliscafo” Hydrofoil. Costi: da 99 a 199 euro. Poi c’è Agrodron, sviluppato da un’azienda di Ravenna: è un quadricottero che viene usato per la lotta biologica ai parassiti. Si tratta di un drone che sostituisce i trattori e non danneggia le coltivazioni. Pesa cinque chili e mezzo, ha un’autonomia di poco meno di 20 minuti ed è in grado di trattare 10 ettari. Costo: dai 2 mila euro.

Più droni più lavoro per tutti
Nel 2050 il settore dei quadricotteri creerà in Europa oltre 150 mila posti di lavoro. In Italia esistono già 500 aziende di settore.

Chi usa i droni
I cosiddetti Apr sono utilizzati nel cinema, in agricoltura, nella Protezione Civile, per le riprese sportive (la Sampdoria è la stata prima società di calcio a impiegarli negli allenamenti). Ma anche nell fotogrammetria e fotografia, topografia, vigilanza ed edilizia.
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